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Relazione al Parlamento

9.754 minori stranieri non accompagnati scomparsi in Italia nell'ultimo anno

27 Luglio Lug 2017 1357 27 luglio 2017
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I minori stranieri scomparsi in Italia e ancora da rintracciare sono 31.635, 9.754 in più rispetto alla scorsa rilevazione, in aumento del 44,5%. I minori italiani scomparsi passano complessivamente da 1.945 a 2.167, con un aumento dell’11,4%. La Commissione d'inchiesta sui migranti intanto chiede la nascita di un'Agenzia Nazionale per l’Accoglienza dei minori non accompagnati

Al 30 giugno 2017, le persone scomparse in Italia ancora da rintracciare sono 47.946 (9.033 italiani e 38.913 stranieri) di cui il 70% sono minorenni. Sono 33.802 ragazzi, 2.167 italiani (6%) e 31.635 stranieri (94%). Gli over 65 ancora da rintracciare sono 1.421 scomparsi (1.183 italiani e 238 stranieri). Si tratta di 11.044 persone in più rispetto a un anno fa (al 30 giugno 2016 erano 36.902) e 4.281 in più rispetto al 31 dicembre 2016 (erano 43.665).

La regione con più persone ancora da rintracciare è la Sicilia: sono 12.588 le persone di cui qui è stata denunciata la scomparsa, ancora da ritrovare. Segue la Lombardia con 5.360 casi. Lo afferma la Relazione sulle persone scomparse, presentata ieri dal Commissario Straordinario Vittorio Piscitelli (qui e in allegato la relazione integrale).

Le denunce di scomparsa dal 1° gennaio 1974 al 30 giugno 2017 sono state complessivamente 199.941, con 24.440 denunce nell’ultimo anno. Il 76% delle persone viene rintracciato (quelle rintracciate al 30 giugno 2017 erano 151.995). Il dato clamoroso riguarda i minori stranieri scomparsi e non ancora ritrovati: sono 31.635 complessivamente, 9.754 in più rispetto alla rilevazione di un anno fa (21.881), in aumento del 44,5%. Significa che nell’ultimo anno, fra il 30 giugno 2016 e il 30 giugno 2017, quasi 10mila minori stranieri non accompagnati sono scomparsi.

I minori italiani scomparsi passano complessivamente da 1.945 a 2.167, con un aumento dell’11,4%: 39 di essi sono scomparsi all’estero. Secondo i dati forniti dal Sistema d’Indagine Interforze della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, gli allontanamenti volontari sono 22.205, di cui i minorenni sono 18.796 (17.967 stranieri e 829 italiani).

«Il fenomeno più preoccupante resta, senza dubbio, quello degli allontanamenti dei minori dai centri di accoglienza: il totale complessivo dei minori ancora da ritrovare che si sono allontanati dai centri è, infatti, di 8.811, di cui 8.372 stranieri e 439 italiani», afferma la relazione.

Il Registro generale dei cadaveri non identificati conta 2.539 corpi, di cui 1.805 recuperati in mare e quindi sono collegati al fenomeno dell’immigrazione verso le coste italiane.

Sempre ieri la Commissione d'Inchiesta della Camera sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, nonchè sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate ha approvato la relazione sul sistema di protezione e di accoglienza dei minori stranieri: «serve promuovere un accordo in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni ed enti locali per uniformare in tutto il territorio nazionale gli standard delle strutture e delle misure di accoglienza, oggi rimessi a delibere delle singole regioni», hanno detto i deputati Federico Gelli e Elena Carnevali, rispettivamente presidente della Commissione Inchiesta migranti e Coordinatrice gruppo di lavoro minori stranieri non accompagnati della stessa commissione.

Tali standard dovrebbero «essere fissati allo stesso livello garantito ai minori italiani e dovrebbero essere accompagnati dalla previsione di idonee e adeguate coperture finanziarie, oggi insufficienti». Le misure dedicate all’accompagnamento e all’integrazione infatti oggi rischiano di essere assorbite da esigenze primarie di assistenza al vitto e all’alloggio. «Sarebbe opportuno affidare il coordinamento operativo del sistema ad una specifica struttura pubblica, che potrebbe avere la forma di una vera e propria Agenzia Nazionale per l’Accoglienza, incaricata per il coordinamento centrale, l’organizzazione generale del lavoro, il supporto tecnico agli enti gestori dei centri, la messa in rete, anche informatica, di istanze di livello provinciale, regionale e nazionale, la definizione delle modalità di monitoraggio sui servizi, ed in generale dell’organizzazione del sistema nazionale di accoglienza in cui tutti i soggetti coinvolti, lavorino per l’ affermazione di un modello efficiente ed efficace».

Foto Rodolfo Mari /Unsplash

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