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Agenda 4.0, Gardini «Il governo apra la cabina di regia alla cooperazione»

29 Settembre Set 2017 1131 29 settembre 2017
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A Milano l'Alleanza delle Cooperative italiane ha promosso un evento dedicato alla rivoluzione digitale, in parallelo al G7 in svolgimento a Venaria. Il presidente Maurizio Gardini nel suo intervento ha sottolineato sia che l'innovazione debba coniugare sviluppo e occupazione con attenzione alla persona sia che accanto a "Industria 4.0" vi sia anche "Cooperazione 4.0"

Parallelamente al G 7 – Innovation week di Venaria a Milano Alleanza delle Cooperative ha organizzato un appuntamento dedicato alla rivoluzione digitale dal titolo “La cooperazione nella trasformazione digitale del lavoro: tra innovazione e resilienza”. Un evento che ha visto anche la presenza del ministro Giuliano Poletti. Un tema fondamentale perché come ha ricordato il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Maurizio Gardini nel chiudere la sua relazione, in cui ha anche inviato il governo ad aprire l’agenda 4.0 a cooperazione e pmi, «l’innovazione deve essere al servizio delle imprese, del lavoro e dei cittadini, e non il contrario. È così che si continua a lavorare per un futuro più solido e coeso, per rilanciare l’economia, ma soprattutto per concorrere a determinare il bene comune».

Gardini aveva esordito affrontando il tema del rapporto tra cooperative e “agenda 4.0” sottolineando la necessità che gli utili e le persone debbano andare di pari passo facendo sì che l’innovazione non danneggi l’occupazione. «Le cooperative nascono per rispondere ai bisogni delle comunità, creare lavoro buono e di qualità. Non si possono sacrificare le persone sull’altare del profitto nel nome della digitalizzazione» ha sottolineato come la posizione dell’Alleanza delle cooperative è «sì all’innovazione che crea occupazione».

Gardini è partito dai numeri e ha voluto puntare l’attenzione sul fatto che nel mondo 3 milioni di cooperative danno lavoro a 280 milioni di persone: il 10% del totale degli occupati. «Le 300 più grandi cooperative hanno un fatturato di 2.500 miliardi di dollari. Se fossero riunite in un Paese sarebbero la settima potenza mondiale». E ha proseguito: «Il movimento cooperativo in Italia conta oltre 13 milioni di soci e 1,3 milioni di occupati, di cui il 52,8% è donna. Realizza un fatturato di 161 miliardi di euro. L’Alleanza delle Cooperative italiane ne rappresenta oltre il 93% per fatturato e l’85% per occupazione. Questi numeri non vogliono celebrare la cooperazione, ma evidenziare che le cooperative sono da sempre anticipatrici di futuro. Il nostro sistema imprenditoriale non avrebbe oltre 160 anni di storia se non avesse avuto la capacità di innovarsi e di anticipare l’innovazione: nel credito, nell’agroalimentare, nel consumo, nel sociale, nel lavoro, nella pesca, nell’abitazione, nella cultura».

Davanti alla stima che prevede come nei prossimi 15 anni in Italia l’automazione porterà una riduzione dei lavoratori per circa il 15% della forza lavoro, Guardini ha sottolineato da un lato come «alcuni settori saranno più esposti alla riduzione di lavoratori» e dall’altro che «i lavoratori più qualificati saranno meno esposti». La conseguenza è che tutto ciò «ci deve portare a un investimento straordinario nella formazione e nell’istruzione. In Italia, solo l’8,3% dei lavoratori sono impegnati in programmi di formazione permanente, al di sotto della media europea 10,8%». Ragione per cui ha ripreso Gardini: «Formare non è una spesa, ma un investimento sul futuro. L’Alleanza Cooperative Italiane attraverso Foncoop, strumento unitario, nell’ultimo anno ha investito in formazione 31 milioni di euro che hanno interessato poco meno di 100mila lavoratori. Fa bene il governo a proporre il credito d’imposta per le attività formative sulle nuove tecnologie nella prossima legge di bilancio».

Nel cambiamento in atto nei rapporti di lavoro occorre pensare a una nuova governance e alla partecipazione dei lavorati anche considerazione che i nuovi lavori saranno sempre più intermittenti e precari. «La discontinuità dei rapporti di lavoro comporterà la necessità di prestazioni sociali, pubbliche e non solo: dalla portabilità della previdenza complementare, alla necessità di non perdere forme di sanità integrativa. Le imprese dovranno puntare sempre più sul coinvolgimento dei lavoratori nella gestione dell’impresa. Sui nuovi assetti di governance e di gestione del lavoro l’impresa cooperativa offre modelli, migliorabili, ma ampiamente collaudati e replicabili» ha osservato prima di puntare il discorso sulle proposte della Cooperazione 4.0 per il lavoro e l’impresa.

«L'alternanza scuola-lavoro è appena agli inizi (e siamo già in enorme ritardo) – ha sottolineato -, ma anche la pratica dei tirocini universitari è recente e ancora da mettere a regime. È tempo di dar vita a politiche attive per il lavoro con soggetti in concorrenza, valutati e premiati sul risultato anche attraverso un sano ed equilibrato partenariato pubblico-privato che sia valutato e premiato sulla base dei risultati. Il modo migliore per tutelare le transizioni nel mercato del lavoro passa attraverso una stretta connessione tra politiche attive e ammortizzatori sociali. Bisogna potenziare e mirare la formazione continua secondo le esigenze delle imprese privilegiando quelle di non breve termine. Questo tema va esteso anche alle iniziative di autoimprenditorialità per implementare le competenze necessarie. Va messo poi in campo uno sforzo ancora maggiore sui temi dell’alfabetizzazione digitale secondo noi sottovalutata».

Ed è qui che arriva l’invito al Governo ad aprire la cabina di regia all’Alleanza Cooperative Italiane «In Italia come nel mondo, la digitalizzazione dei processi produttivi non è quindi solo “Industria 4.0”, ma anche “Cooperazione 4.0”» ha concluso Gardini. «Richiamiamo l’esigenza che il piano italiano sia aperto, nella sua cabina di regia e non solo formalmente, anche all’Alleanza delle cooperative italiane. Dedicare un programma del governo alle imprese di dimensioni medio – grandi che premia gli investimenti di grandi dimensioni accentuerebbe la polarizzazione tra poche grandi imprese e l’ossatura imprenditoriale delle pmi italiane».

In apertura l'intervento di Maurizio Gardini nel corso dell'incontro - Immagine da Twitter

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