Srebrenica
Diritti umani

L’ergastolo di Mladic è l’ultima sentenza del Tribunale dell’ex Jugloslavia

22 Novembre Nov 2017 1304 22 novembre 2017
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Dopo 22 anni l’ex comandante dell'esercito serbo-bosniaco è stato condannato all’ergastolo per alcune delle più terribili atrocità commesse durante la guerra in Bosnia. Questa sentenza è l’ultima del tribunale penale internazionale dell'Aja per i crimini nella ex Jugoslavia

Una sentenza che moltissime famiglie aspettavano da 22 anni, è quella emessa oggi dal Tribunale penale internazionale dell'Aja per i crimini nella ex Jugoslavia (Tpi) che ha visto condannare all’ergastolo, Ratko Mladic, conosciuto come “the butcher of Bosnia”, il “macellaio della Bosnia”, ex comandante dell'esercito serbo-bosniaco, responsabile del lunghissimo assedio di Sarajevo, dove persero la vita oltre 10mila persone e del genocidio di Srebrenica, la cittadina bosniaca dove oltre 8mila uomini e ragazzi musulmani bosniaci furono trucidati dalle truppe serbo-bosniache. La tragedia passò alla storia anche come una delle pagine più vergognose per le Nazioni Unite, incapaci di proteggere migliaia di civili, in quella che era stata dichiarata zona protetta dall’Onu.

Alla fine della guerra, nel 1995, Mladic era riuscito a fuggire e a rimanere nascosto fino al 2011, quando venne finalmente arrestato nella casa di un cugino, in una zona rurale nel nord della Serbia.

Il processo era iniziato nel 2012. A seguire il verdetto moltissimi familiari delle vittime, riuniti fuori dal parlamento e nel Memoriale vicino a Srebrenica, molti tenevano in mano la foto dei familiari che avevano perso la vita nei massacri.

Il caso di Mladic è l’ultimo ad essere giudicato dal Tribunale penale internazionale dell'Aja per i crimini nella ex Jugoslavia.

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