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Quirinale

L'Italia ha bisogno di sentirsi una comunità di vita

6 Febbraio Feb 2018 1249 06 febbraio 2018
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Il Presidente della Repubblica ha ringraziato i cittadini cui ha conferito l'onorificenza al merito della Repubblica italiana, che si sono distinti sul versante sociale con atti di eroismo, di coraggio, con iniziative e comportamenti di solidarietà

«Avete dimostrato che il nostro Paese esprime, nella gran parte del suo tessuto sociale, un senso di comunità che è prezioso. Non mi stanco mai di sottolineare come l'Italia abbia bisogno di sentirsi una comunità di vita in cui tutti siamo legati da sorte comune, in cui si vive insieme agli altri, non con diffidenza, ma vivendo insieme. E questo senso di comunità, questo senso dell'importanza degli altri è il contrario dell'egoismo, quell'egoismo che poi porta inevitabilmente alla diffidenza, all'ostilità, all'intolleranza e qualche volta alla violenza»: così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è rivolto ieri ai cittadini a cui ha consegnato le onorificenze al merito della Repubblica italiana. Trenta cittadini che si sono distinti «sul versante sociale con atti di eroismo, di coraggio, con iniziative e comportamenti di solidarietà»: la loro esistenza è «confortante perché tanti altri nel nostro Paese, senza avere mai cercato né luce dei riflettori, né riconoscimenti, fanno quel che avete fatto voi: gesti di coraggio e iniziative per il prossimo, cioè la ricerca di conseguire il bene comune. E il tutto fatto per una spontanea, normale scelta di vita quotidiana», ha sottolineato il Presidente.

Fra i premiati, Umberta (detta Bettina) Basso, 77 anni di Battipaglia, presidente di Amdos (Associazione Meridionale Donne Operate al Seno) o Annamaria Berenzi, 52 anni di Brescia, che sta girando l’Italia con un progetto che vede protagonisti gli studenti della "sua" scuola in ospedale, premiata «per la professionalità e l’umanità con cui presta il proprio servizio presso le sezioni scolastiche ospedaliere a favore di studenti malati di tumore o con problemi neuropsichiatrici e per l’impegno nella sensibilizzazione sul tema della malattia», o Ilaria Bidini, 32 anni di Arezzo, affetta da osteogenesi imperfetta, che nel giugno 2017 ha girato un video in cui legge gli insulti che le vengono rivolti, per mostrare la gravità della violenza a cui può arrivare un cyber-bullo e Barbara Burioli e Rocco De Lucia di Cesenatico, titolari della Siropack, che si è assunta direttamente gli oneri retributivi per un loro dipendente gravemente malato e privo della copertura previdenziale. Qui l'elenco e le motivazioni di tutti i premiati.

«Questo senso di vita di comunità, questo senso del bene comune e dell'importanza della condizione degli altri è fondamentale ed è ciò per cui voi avete ampiamente meritato questo riconoscimento. Qui rappresentate tanti altri, la parte importante dell'Italia, che è un Paese straordinariamente bello per natura, per arte, ma soprattutto per la qualità della sua gente che sa esprimere iniziative e comportamenti come quelli che voi avete messo in campo».