Minori Migranti
Appello

Le 7 proposte per una nuova agenda sulle migrazioni

27 Febbraio Feb 2018 1704 27 febbraio 2018
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Sono state elaborate da una rete di associazioni cristiane e stanno trovando consenso in vari ambiti della società civile. "Il linguaggio dello scontro non ci appartiene. Non ci occupiamo di migranti per scartare gli altri, ci occupiamo di tutti per produrre sicurezza, coesione e legami sociali", spiega don Virginio Colmegna della fondazione Casa della carità

È tempo di proposte concrete in tema di accoglienza. "Proposte per una nuova agenda sulle migrazioni in Italia" sono le sette azioni promosse in un documento da un cartello di organizzazioni cristiane, impegnate da decenni nell’ambito delle migrazioni, per migliorare la situazione attuale.

Il documento è stato presentato da Don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità, che ha anche illustrato il senso dell’iniziativa: “A spingerci a intraprendere questo percorso comune è l’esperienza di umanità e profezia della Chiesa, con le sue scelte che nascono dalla fecondità del Vangelo, che parla sempre di fraternità. Ci siamo sentiti interrogati dalle nostre esperienze quotidiane di accoglienza, convinti che non possiamo stare zitti su questo tema. Ma il linguaggio dello scontro non ci appartiene e oggi vogliamo consegnare alla politica il senso del perché stiamo operando: non ci occupiamo di migranti per scartare gli altri, ci occupiamo di tutti per produrre sicurezza, coesione e legami sociali. L’auspicio è che nasca una narrazione diversa, raccolta in termini culturali e seri".

L'Agenda Migrazioni è promossa da Acli, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS Onlus), Associazione Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica, Centro Astalli, Centro Missionario Francescano Onlus (Ordine dei Frati Minori Conventuali), Coordinamento nazionale comunità d'accoglienza (CNCA), Comboniani, Comunità Sant'Egidio, Conferenza Istituti Missionari Italiani, FCEI - Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Federazione Salesiani per il Sociale, Fondazione Casa della carità, Fondazione Somaschi, (Federazione universitaria cattolica italiana (FUCI), Gioventù Operaia Cristiana (GiOC), Istituto Sturzo, Movimento dei Focolari Italia, Pax Christi, Unione internazionale delle superiore generali (UISG).

Trai i candidati alle prossime elezioni politiche che hanno aderito all'Agenda ci sono Bruno Tabacci e Costanza Hermanin (+Europa), Laura Boldrini (LeU), Manlio Di Stefano (M5S) e i candidati alle regionali Giovan Battista Armelloni, Ornella Carrera, Davide Fracasso.

"Nell’orizzonte di un welfare che metta sempre più al centro una visione di comunità civile inclusiva e solidale, le migrazioni pongono questioni cruciali e non rimandabili e che riguardano tutti indipendentemente dalla provenienza. La crisi dei migranti che attraversa oggi l’Europa mette chiaramente in luce una crisi profonda dei valori comuni su cui l’Unione si dice fondata. La questione delle migrazioni sembra essere diventata un banco di prova importante delle politiche europee e nazionali. In tale contesto il fenomeno migratorio è cruciale per il futuro dell’Italia", sottolineano i promotori. Il presupposto è quello di uscire dalla logica emergenziale per ripensare il fenomeno migratorio con progettualità. Sulla base delle nostre esperienze sul campo, ispirandoci ai costanti appelli di Papa Francesco ad Accogliere, Proteggere, Promuovere, Integrare i migranti e i rifugiati e richiamando i 20 punti proposti dal Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale del Vaticano per la stesura del Global Compact, l’accordo sui migranti e sui rifugiati che verrà adottato dalle Nazioni Unite nel 2018, abbiamo elaborato sette proposte per altrettanti ambiti nei quali è cruciale intervenire al più presto. Sono sette sfide che, citando proprio questo importante documento, vanno affrontate non solo per contribuire alla “protezione della dignità, dei diritti, e della libertà di tutti i soggetti di mobilità umana”, ma anche per “costruire una casa comune, inclusiva e sostenibile per tutti”.

Di seguito i sette 7 punti dell'Agenda sulle migrazioni.

Riforma della legge sulla cittadinanza
Da troppi anni il nostro Paese non adegua la sua legislazione sull’acquisizione della cittadinanza al mutato contesto sociale e troppi cittadini di fatto non sono riconosciuti tali dall’ordinamento. Varare un provvedimento che sani queste contraddizioni non è più rimandabile.

Nuove modalità di ingresso in Italia
Serve un nuovo quadro giuridico per accogliere quanti arrivano nel nostro paese senza costringerli a chiedere asilo. A fronte di flussi migratori che gli esperti definiscono sempre più come misti, creare una divisione politica tra richiedenti asilo e “migranti economici” è difficile, anacronistico e inefficace. Bisogna andare oltre. Chiediamo una rapida riattivazione dei canali ordinari di ingresso che ormai da anni sono pressoché completamente chiusi, con l’inevitabile conseguenza di favorire gli ingressi e la permanenza irregolari. Per entrare in Italia secondo la legge servono modalità più flessibili e decisamente più efficienti, a cominciare da un immediato ritorno del decreto flussi, per arrivare fino a proposte più ampie e organiche di modifica del testo unico sull’immigrazione: permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione, attività d’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari e reintroduzione del sistema dello sponsor (sistema a chiamata diretta).

Regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”
Gli stranieri irregolari, seguendo i modelli di Spagna e Germania, dovrebbero avere la possibilità di essere regolarizzati su base individuale, qualora dimostrino di avere un lavoro, di avere legami familiari comprovati oppure di non avere più relazioni col paese d’origine. Si tratterebbe di un permesso di soggiorno per comprovata integrazione, rinnovabile anche in caso di perdita del posto di lavoro alle condizioni già previste per il “permesso attesa occupazione”. Infine, il permesso di soggiorno per richiesta asilo si potrebbe trasformare in permesso di soggiorno per comprovata integrazione anche nel caso del richiedente asilo diniegato in via definitiva che abbia svolto un percorso fruttuoso di formazione e di integrazione.

Abrogazione del reato di clandestinità
Il reato di immigrazione clandestina, che è ingiusto, inefficace e controproducente, è ancora in vigore: va cancellato al più presto, abrogando l’articolo 10-bis del decreto legislativo 26 luglio 1998, n. 286.

Ampliamento della rete SPRAR
Lo squilibrio a favore dei Cas, i Centri di Accoglienza Straordinaria, è ancora troppo forte e a risentirne è la qualità dell’accoglienza. L’obiettivo deve essere riunificare nello SPRAR l’intero sistema, che deve tornare sotto un effettivo controllo pubblico, che deve prevedere l’inserimento dell’accoglienza tra le ordinarie funzioni amministrative degli enti locali e che deve aumentare in maniera sostanziale e rapida il numero di posti totali.

Valorizzazione e diffusione delle buone pratiche
Siamo ormai da tempo sommersi da casi di cattiva accoglienza. Esistono, sono purtroppo numerosi e non bisogna mai smettere di denunciarli con forza e rapidità, senza il minimo timore. C’è però anche un’altra faccia dell’accoglienza dei migranti, meno esposta e ben più positiva. Va raccontata il più possibile, proprio attraverso un osservatorio capace di individuare e diffondere le buone pratiche, affinché vengano il più possibile replicate.

Effettiva partecipazione alla vita democratica
Si prevede l’elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative a favore degli stranieri titolari del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo.

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