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Adozioni internazionali

1.439 bambini adottati nel 2017: il report della CAI

2 Marzo Mar 2018 1150 02 marzo 2018
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La Commissione Adozioni Internazionali pubblica i dati statistici sulle adozioni nel 2016 e 2017. Rispetto all'ultimo dato ufficiale del 2015, le adozioni sono scese di un altro 35%. A gennaio 2018 solo 30 enti su 61 hanno visto l'ingresso di un bimbo

Nel 2017 sono stati 1.439 i minori adottati da coppie italiane tramite l’adozione internazionale, adottati da 1.168 famiglie: ogni coppia in media ha accolto 1,2 minori, spesso fratelli. L’anno prima, nel 2016, le coppie che hanno richiesto l’autorizzazione all’ingresso in Italia di minori stranieri a scopo adottivo erano state 1.548, per 1.872 minori. I dati sono quelli ufficiali della Commissione Adozioni Internazionali, che ha pubblicato ieri la sintesi del report statistico sulle adozione negli anni 2016/2017. Questi quindi in sintesi i numeri dei bambini adottati in Italia negli ultimi anni: 2.206 nel 2014, 2.216 nel 2015, 1.872 nel 2016 e 1.439 nel 2017. Significa che nel 2017 le adozioni in Italia hanno registrato un -35%, una cifra ufficiale non troppo lontana da quel -32% e che a gennaio, appena gli enti avevano iniziato a pubblicare i dati, su Vita.it avevamo stimato.

I paesi
Sono 41 i Paesi di provenienza dei minori. All’interno dei primi venti Paesi per numero di minori adottati i pesi dei singoli Paesi sono variati ma secondo la CAI non è cambiata «la sostanza»: Federazione russa (228 minori, pari all’16%), Colombia (154 minori, l’11%), India (123 minori, l’8%), Ungheria (8%), Polonia (7%), Vietnam (6%), Brasile (5%) e Cina (5%) restano i principali Paesi di provenienza dei bambini (le percentuali sono relative al 2017). Nel 2017 nei primi dieci Paesi d’arrivo c’erano Etiopia e Bielorussia, usciti nel 2017 in favore di Bulgaria e Perù. Dai primi dieci Paesi arriva ben il 73% di bambini: 1.044 sui 1.439 complessivi del 2017. Ancora nel 2017 sono stati adottati 44 bambini dall’Etiopia, Paese che ora ha chiuso le adozioni internazionali. Un bambino è arrivato da ciascuno dei seguenti Paesi: Albania, Benin, Guinea Bissau, Ecuador, Messico, Honduras.

I bambini
Cresce l’età media dei bambini. Nel 2000, la maggior parte dei bambini adottati aveva fra 1 e 4 anni e questa è stata la situazione fino al 2007, quando la fascia d’età 5-9 anni è diventata la più rappresentata. Nel 2017 grossomodo un bambino su due (il 47%) aveva fra i 5 e i 9 al momento del suo ingresso in Italia. I piccoli fra 1 e 4 anni sono il 39% del totale, quelli con più di 10 anni il 12%. I piccolissimi, quelli di sotto l’anno, sono calati dal 4% del 2016 all’1% del 2017.

Le coppie
Le coppie che adottano sono state 17,8 ogni 100mila coppie coniugate residenti in Italia nel 2016 e 13,7 ogni 100mila nel 2017: la maggior parte delle richieste di adozione vengono da Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Liguria, mentre in Valle d’Aosta sia nel 2016 che nel 2017 non è stato adottato nemmeno un bambino.

Nel presentare i dati, la CAI scrive che la «continuità nel monitoraggio dei dati relativi alle adozioni internazionali» è «attività fondante e strategica del nuovo mandato della CAI». Tanto che per la prima volta è stato pubblicato anche un report mensile, già sui fascicoli di gennaio 2018: in quel mese, storicamente quello con meno richieste di autorizzazione all’ingresso, sono entrati in Italia per adozione 67 bambini, accolti da 59 coppie. Tredici minori sono stati adottati in Lombardia e 10 in Toscana. I bambini sono arrivati da 21 Paesi, a cominciare da Federazione Russa (12 bambini), India e Ungheria (8 ciascuno), Cina (6) e Vietnam (5). Ancora nel mese di gennaio 2018 il report registra l'autorizzazione all'ingresso per due bambini provenienti dall'Etiopia. Il report di gennaio dà qualche indicazione sugli enti autorizzati, completamente assenti nel report sul biennio 2016/2017: nel gennaio 2018, gli enti autorizzati che hanno portato a termine un iter adottivo sono stati 30 sui 61 enti autorizzati che si contano nell'albo della CAI. Con il CIFA sono stati adottati 9 bambini, 5 con il N.A.A.A., 4 con A.I.A.U. e con N.A.D.I.A. ONLUS (4). I restanti 26 enti autorizzati hanno lavorato nel mese di gennaio all’ingresso, ciascuno, di un numero di bambini non superiore alle 3 unità.

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