Fondazione Arché

Famiglie in difficoltà: un aiuto concreto grazie al progetto Ricucire

23 Aprile Apr 2018 1040 23 aprile 2018

Il progetto sostiene i nuclei familiari che vivono in zona Gallaratese e Quarto Oggiaro (Milano) e stanno scivolando sotto la soglia di povertà. È realizzato con il supporto di Fondazione Cariplo e Banco dell’energia, in partnership con APS Mitades e grazie ad un’ampia rete di prossimità costituita da: Comune di Milano (Assessorato alle Politiche Sociali); Asst Sacco Fatebenefratelli (Unità Ostetrico Ginecologica); CAPAC; Save the Children

  • ...
Family 1 Sb
  • ...

Il progetto sostiene i nuclei familiari che vivono in zona Gallaratese e Quarto Oggiaro (Milano) e stanno scivolando sotto la soglia di povertà. È realizzato con il supporto di Fondazione Cariplo e Banco dell’energia, in partnership con APS Mitades e grazie ad un’ampia rete di prossimità costituita da: Comune di Milano (Assessorato alle Politiche Sociali); Asst Sacco Fatebenefratelli (Unità Ostetrico Ginecologica); CAPAC; Save the Children

Michela è una giovane mamma che lavora come donna delle pulizie: ha un contratto con una cooperativa ma l’ultimo anno è stato inaspettatamente duro: lei e suo marito si sono divisi, ma l’uomo non le corrisponde gli alimenti. E la cooperativa, che ha perso un appalto importante con un’azienda, le ha diminuito le ore. Michela, con i soldi, non ce la fa. E ha chiesto aiuto a Ricucire.

Si chiama “Ricucire” ed è un progetto di sostegno a nuclei familiari che vivono in zona del Gallaratese e Quarto Oggiaro (Milano) e stanno scivolando sotto la soglia di povertà. È realizzato con il supporto di Fondazione Cariplo e Banco dell’energia, in partnership con APS Mitades e grazie ad un’ampia rete di prossimità costituita da: Comune di Milano (Assessorato alle Politiche Sociali); Asst Sacco Fatebenefratelli (Unità Ostetrico Ginecologica); CAPAC; Save the Children. Prevede il sostegno di un massimo di 100 famiglie e si chiuderà il 30 settembre 2019.

I dati dell’Istat, aggiornati come ultima analisi al 2016, rivelano che il 30% delle persone residenti in Italia è a rischio povertà o esclusione sociale. Una percentuale in aumento: erano il 28,7% nel 2015. “I beneficiari, che saranno presi in carico per circa 8 mesi, – spiega Paola Ehsaei, referente del progetto per Archédovranno avere dei requisiti specifici: un ISEE compreso tra 3 e 20mila euro, almeno 1 minore a carico (sotto i 10 anni), non accedere a servizi di cura per la prima infanzia o servizi di conciliazione, difficoltà a pagare le rette scolastiche, debiti relativi ad affitto, bollette gas e luce da più di 4 e meno di 12 mesi, essere inoccupati da almeno 3 mesi o disoccupati/sottoccupati da almeno 6 mesi eccetera. “Per loro - aggiunge Valentina Affettuoso referente per Mitades Aps- è previsto un contributo economico che avrà l’obiettivo di accompagnarli verso una graduale riattivazione sociale ed economica”.

Lo scopo di Ricucire non è puramente assistenziale: con le azioni previste dal progetto, a parte aiutare le famiglie nella loro quotidianità con beni di prima necessità (farmaci o materiale scolastico, la bolletta o le visite mediche), si vogliono avviare o riavviare percorsi formativi oppure lavorativi delle madri (per esempio si farà insieme la revisione del cv), favorirne l’integrazione nel territorio ma anche dare vita ad azioni di “restituzione”, per esempio in forma di volontariato, a beneficio del territorio di appartenenza del nucleo. Inoltre, ci sarà la possibilità di inserire, con la formula del tirocinio, 6 donne nell’atelier di sartoria di Arché.

Molte volte si tratta di persone che non si aspettavano di incorrere in difficoltà economiche e che per questo restano spaesate. È da qui che nasce il nome del progetto: è come un bottone che si sta lentamente staccando dalla giacca, che noi cerchiamo di ricucire. Arché infatti intende stipulare con loro un patto educativospiega padre Giuseppe Bettoni, presidente e fondatore di Archénoi ci impegniamo ad aiutarli ma loro si impegnano a restituire questo aiuto nel tessuto sociale. Cerchiamo in questo modo di riattivare le risorse che ognuno ha: spesso le difficoltà concrete si trasformano infatti in fatica interiore, in perdita di fiducia, in disorientamento. Ma si può sempre ripartire, se qualcuno ti porge la mano”.