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Francia

Migranti, aiutarli non è più reato

6 Luglio Lug 2018 2128 06 luglio 2018
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Una sentenza storica ha stabilito che in Francia gli aiuti disinteressati agli immigrati irregolari non possano essere perseguiti, in nome del principio di fraternità, e ha eliminato alcune disposizioni del codice sull’ingresso e il soggiorno degli stranieri e sul diritto d’asilo

Per la prima volta il Consiglio costituzionale francese (organismo corrispondente alla nostra Corte Costituzionale) riconosce il “principio di fraternità”, che dovrà essere rispettato dal legislatore come uno dei fondamenti del diritto transalpino.

In una decisione storica di venerdì 6 luglio il Consiglio ha applicato questo principio repubblicano che comporta la «libertà di aiutare gli altri, per uno scopo umanitario, indipendentemente dalla regolarità del loro soggiorno sul territorio nazionale». In nome proprio del principio di fraternità questo aiuto disinteressato non può quindi essere perseguito in alcun modo.

«Come la libertà e l’uguaglianza, che sono gli altri due principi che costituiscono il motto della nostra Repubblica, la fraternità dovrà essere rispettata come principio costituzionale dal legislatore e potrà essere invocata nelle giurisdizioni», ha spiegato all’Afp (Agence France-Presse) il presidente del Consiglio costituzionale, Laurent Fabius.

In un momento di forti scontri in Europa sull’accoglienza e le questioni migratorie, «questa decisione costituisce innegabilmente una vittoria importante per le persone e le associazioni che avevano investito il Consiglio di una questione prioritaria di costituzionalità», commenta un articolo uscito su Le Monde. La decisione dei giudici del Consiglio costituzionale risponde allappello di Cédric Herrou, il contadino diventato il simbolo della solidarietà ai migranti al confine franco-italiano. Herrou aveva chiesto l'abolizione del ‘reato di solidarietà, in seguito alla condanna a suo carico, lo scorso agosto, a quattro mesi di carcere con la condizionale per avere trasportato circa duecento migranti, dalla frontiera italiana fino a casa sua dove aveva organizzato un campo d'accoglienza. Ha fatto ricorso anche l’insegnante-ricercatore Pierre Alain Mannoni, che è stato condannato a due mesi di carcere con condizionale, con l’accusa di avere dato un passaggio in macchina a tre ragazze eritree.

«Due altri ricorrenti e una dozzina di associazioni di aiuto ai migranti si sono uniti al ricorso che attacca il codice sull’ingresso e il soggiorno degli stranieri e sul diritto d’asilo (Ceseda). Quest’ultimo punisce con una pena di 5 anni di carcere e un’ammenda di 30mila euro il fatto di aiutare direttamente o indirettamente uno straniero a entrare, circolare o soggiornare irregolarmente in Francia», spiega Le Monde.

Lo scopo della legge è colpire le filiere lucrative dei trafficanti, ed escludere il perseguimento di quelle persone che forniscono aiuti «senza alcuna contropartita, diretta o indiretta». Il testo precisa che questo aiuto deve limitarsi «a fornire consigli giuridici, ristorazione, alloggio o cure mediche (...) o anche altri tipi di aiuti mirati a preservare la dignità o l’integrità fisica» dello straniero irregolare.

«Questa formulazione quindi può escludere molteplici forme di solidarietà», come evidenzia anche Le Monde. «E le associazioni e i militanti ritengono che persista un reato di solidarietà».

«Un testo “troppo vago” per i difensori dei militanti, che permetteva di sanzionare l’aiuto umanitario nella stessa maniera della criminalità organizzata delle filiere dei trafficanti», osserva France 24. «Reprimendo tutti gli aiuti apportati alla circolazione degli stranieri in situazione irregolare», il Consiglio costituzionale ritiene che il legislatore non abbia rispettato l’equilibrio tra principio di fraternità e salvaguardia dell’ordine pubblico.

Il Consiglio censura una parte del codice sull’ingresso e il soggiorno degli stranieri e sul diritto d’asilo, stabilendo che non dà luogo a procedimenti penali l’aiuto umanitario al “soggiorno” così come alla “circolazione” dei migranti. Invece “l’aiuto all’ingresso irregolare” resta sanzionato, come spiega France 24.

Per permettere al legislatore di rimediare all’incostituzionalità constatata, il Consiglio rinvia al 1° dicembre 2018 la data di abrogazione delle disposizioni contestate.

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