Giorgetti E Bosio A S Factor (2)
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S Factor l’alleanza tra Governo e CSI per il futuro dello sport

9 Luglio Lug 2018 1200 09 luglio 2018
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Il Sottosegretario di Stato e il Presidente nazionale dell’associazione sono stati i protagonisti dell’incontro “Lo sport migliore per un’Italia migliore” affrontando i tanti temi della politica sportiva

Il percorso di “S Factor”, organizzato dal Centro Sportivo Italiano, ha fatto ritorno a Roma con “Lo sport migliore per un’Italia migliore”, un confronto tra Giancarlo Giorgetti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport, e Vittorio Bosio, presidente nazionale del CSI, sul futuro dello sport italiano.

Bosio e Giorgetti a Roma

L’incontro, al Centro Congressi Roma Eventi Fontana di Trevi, ha approfondito tematiche di grande attualità e rilevanza per la politica sportiva italiana, dall’approvazione ed entrata in vigore della riforma del Terzo Settore a quella del nuovo Regolamento europeo in materia di trattamento dei dati personali, dalla formazione del nuovo Governo alla presentazione delle sue linee programmatiche.

«Credo che all’interno del Governo sia indispensabile una grande sensibilità nei confronti dello sport, soprattutto per esaltare i valori dell’educazione che vengono prima della prestazione agonistica, operazione nella quale ritengo il CSI riesca già bene», ha sottolineato Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport, «La dimensione dilettantistica sarà la trave portante della nostra politica sportiva: a nove anni frequentavo l’oratorio e reputo che gli animatori sportivi siano il fulcro che permette ai ragazzi di vivere belle esperienze di sport. Dobbiamo supplire a un deficit strutturale nell’impiantistica e va assolutamente recuperata la dimensione sportiva nelle scuole, cercando di facilitare anche l’accesso alla pratica sportiva sotto l’aspetto normativo e burocratico. L’impegno che ci prendiamo è di confronto costante con tutte le realtà, dal professionismo al dilettantismo puro, per far crescere lo sport sotto il segno dell’inclusione, della coesione sociale e dell’educazione».

Continua dunque il percorso di confronto aperto e determinato del CSI con le istituzioni sportive, in particolare con Ministero e CONI, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di un modello sportivo educativo, inclusivo e territoriale che da anni auspica un riconoscimento sociale da parte dello Stato Italiano. Lo sport necessita di scelte e modelli che possano renderlo alla portata di tutti e diventa fondamentale la responsabilità del CSI di valorizzare la promozione sportiva sul territorio nazionale, contando su oltre 505 mila giovani Under 18 e un totale di 1.2 milioni di tesserati con oltre 13.500 società in tutta Italia. Un compito portato avanti anche attraverso l’elaborazione di una serie di proposte, tra le quali: la differenziazione delle competenze di CONI e Federazioni da quelle degli Enti di Promozione Sportiva, favorendone la coesione; l’ipotesi di costituzione del Ministero dello Sport; la stesura di una legge quadro che offra uno scenario organico allo sport di promozione sociale; l’alleanza tra scuole e società sportive sul territorio.

Il presidente nazionale del CSI Vittorio Bosio, ha spiegato che «lo sport ricopre un ruolo fondamentale nel percorso di sviluppo e di crescita degli individui e riteniamo debba essere centrale nelle politiche pubbliche, affinché possa dare slancio e motivazione all’intero movimento. Vogliamo offrire ai nostri giovani e al nostro Paese un modello di sport che non lasci indietro nessuno e rivolto all’intera comunità, combattendo l’astensionismo dall’attività fisica e diffondendo al meglio i valori e i messaggi positivi che la pratica sportiva possiede. Al Governo chiediamo perciò di supportare le migliaia di persone che fanno volontariato nello sport, nelle piccole società sportive di base, nelle scuole, negli oratori. Coni? Ministero dello Sport? Chiediamo semplicemente allo Stato di essere super partes, di continuare a sostenere lo sport, come fa oggi, dettando le regole, con leggi chiare, mettendo in fila enti di promozione, e gli altri soggetti sportivi e chi non sta al gioco ne paghi le conseguenze. Il Csi è pronto ad essere protagonista nella riforma dello sport italiano».


L’appuntamento con “S Factor” terminerà domani proponendo diversi tavoli di lavoro e dibattito su numerosi argomenti riguardanti il mondo dell’associazionismo sportivo, come le normative fiscali, la gestione della nuova regolamentazione sulla privacy e proposte e idee progettuali a favore dei territori.