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Fotografia

Le donne protagoniste del festival Cortona on the move

12 Luglio Lug 2018 1641 12 luglio 2018
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Giunta alla sua ottava edizione, l’importante rassegna internazionale quest’anno focalizza la sua attenzione sulle donne che fotografano. Al via il 12 luglio, è aperta fino al 30 settembre

Apre oggi, 12 luglio, a Cortona, fino al 30 settembre l’ottava edizione del festival internazionale di fotografia Cortona on the move, piattaforma dinamica per la fotografia contemporanea. La manifestazione si svolge tra il centro storico della cittadina toscana e la fortezza medicea del Grifalco.

Nelle giornate inaugurali (12-15 luglio) si daranno appuntamento a Cortona i più importanti professionisti della fotografia della scena mondiale, impegnati in eventi, presentazioni, talk, workshop e letture. Le mostre si potranno visitare fino al 30 settembre.

Ogni anno il festival ha un focus diverso: quest’anno la direttrice artistica, Arianna Rinaldo, ha deciso di focalizzare l’attenzione sulle donne che fotografano.
«La mia selezione è un tentativo di ascoltare ciò che succede intorno a noi a livello mondiale, sia a livello politico, sia sociale ed economico, e anche nello stesso campo della fotografia», ha spiegato Arianna Rinaldo. Che ha precisato: «Le donne e le questioni femminili sono al centro delle discussioni politiche e sociali. Quest’anno, prima istintivamente poi coscientemente, ho deciso di concentrarmi sulle donne che fotografano. Non voglio lanciare un nuovo manifesto del festival, o forzare tematiche femminili tra i contenuti… Sto solo rispondendo con convinzione a quello che il mondo mi mette davanti».

Le mostre fotografiche che vedono protagoniste donne che fotografano sono: quella della fotografa israeliana Elinor Carucci che in Getting Closer, Becoming Mother: About Intimacy and Family. 1993-2012 racconta la sua esperienza di donna e di madre; la giordana Tanya Habjouqa, con Tomorrow There Will Be Apricots esplora l’esperienza delle donne siriane rifugiate nella vicina Giordania. Poulomi Basu in Blood Speaks: A Ritual of Exile parla delle donne nepalesi, costrette all’esilio nel periodo mestruale e soggette ad ogni forma di abuso. La fotografa belga Sanne De Wilde ambienta il progetto The Island of the Colorblind in un piccolo atollo dell’Oceano Pacifico dove gran parte della popolazione è affetta da acromatopsia, una malattia genetica che non fa distinguere i colori. Il capitolo oscuro di Guantanamo è il protagonista del lavoro Welcome to Camp America: Inside Guantánamo Bay della statunitense Debi Cornwall. I progetti delle italiane Guia Besana e Carlotta Cardana parlano rispettivamente dell’emancipazione femminile in Under Pressure, e dei nativi americani in The Red Road Project. La documentarista singaporiana Sim Chi Yin, incaricata dal Nobel Peace Prize Center, ha realizzato Fallout, una serie di immagini che raccontano l’esperienza degli uomini in relazione alle armi nucleari, culminata nel progetto fotografico Fallout.
L’esplorazione del tema dell’unicità e della diversità di ogni persona, la connessione tra mondo interno ed esterno è il soggetto scelto dalla giovane fotografa russa Alena Zhandarova per il suo Puree with a Taste of Triangles; mentre Revising History di Jennifer Greenburg è uno studio sulla fotografia, sulla natura dell’immagine vernacolare e il suo ruolo nella creazione di allegorie e stereotipi culturali.
Le Bug Out Bag sono il kit per sopravvivere 72 ore essenziali per prepararsi alle catastrofi, le manifestazioni delle paure e delle ossessioni dell'americano del XXI secolo. Ogni proprietario personalizza il proprio e ogni Bob diventa il suo ritratto in Bug Out Bag: The Commodification of American Fear della statunitense Allison Stewart. Make a Wish di Loulou d’Aki, progetto vincitore del Photo Book Prize di COTM2017, è un progetto fotografico sulle speranze e i sogni dei giovani: al centro del lavoro della fotografa svedese le esperienze delle primavere arabe.

In mostra anche #instagrampier di Pierfrancesco Celada, progetto vincitore del premio Happiness Onthemove 2017, sull’Instagram Pier, un molo industriale situato sull’isola di Hong Kong, dove tantissime persone ogni giorno vanno a scattare foto. La mostra fotografica “I difensori delle nostre libertà”, lanciata dal Parlamento europeo in collaborazione con l’agenzia Magnum Photos, celebra il 30° anniversario del premio Sakharov per la libertà di pensiero.

Oltre alle mostre, Cortona organizza concorsi, open call, come New visions, realizzato in collaborazione con LensCulture, piattaforma globale di fotografi e professionisti del settore, una delle più grandi comunità online al mondo di fotografia contemporanea. Hanno partecipato alla call 570 fotografi da tutto il mondo Tre i lavori finalisti selezionati dalla giuria: Sold di Ernst Coppejans, The Sentinels: electrosensitivity in Italy di Claudia Gori, e Article 19 di Marylise Vigneau, che verranno premiati con una mostra individuale durante questa edizione di Cortona on the move.

Il programma completo è sul sito del festival.

Foto di apertura: ©Elinor Carucci
Foto della gallery:
1a foto: ©Carlotta Cardana
2a foto: ©Tanya Habjouqa
3a foto: ©Guia Besana
4a foto: ©Sim Chi Yin
5a foto: ©Pierfrancesco Celada
6a foto: © Poulomi Basu
7a foto: ©Alena Zhandarova
8a foto: ©Sanne De Wilde
9a foto: ©Loulou d’Aki
10a foto: ©Elinor Carucci
11a foto: ©Debi Cornwall
12a foto: ©Allison Stewart

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