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Ciai

Oltre 100mila i beneficiari delle attività del 2017

12 Luglio Lug 2018 1743 12 luglio 2018
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Presentato il bilancio di Impatto Sociale Ciai 2017. Tra i beneficiari, divisi in 12 Paesi nel mondo, ci sono 34mila bambini. Al primo posto l'Etiopia, a seguire Cambogia e Burkina Faso. Sul totale dei progetti realizzati e dei servizi forniti si è registrato il 75% di interventi dedicati all’inclusione sociale. Sul fronte dell’adozione, sempre nel 2017, sono nate grazie all'associazione 34 nuove famiglie attraverso l’accoglienza in adozione internazionale di 35 bambini

Al primo posto l’Etiopia con 33.292 beneficiari, poi nell’ordine: Cambogia (22.011), India (18.483), Burkina Faso (8.630), Costa d’Avorio (7.237), Italia (5.067), Tailandia (4.374), Vietnam (1.673), Nepal (509), Afghanistan (300), Colombia (16) e Cina (4). Un totale di 101.596 individui, di cui 34.514 bambini, beneficiari dei servizi offerti nel 2017 da CIAI, Centro Italiano Aiuti all’Infanzia, che quest’anno festeggia il 50° anniversario dalla sua costituzione.

Sono questi alcuni dei dati più significativi forniti il 12 luglio presso il Centro San Fedele di Milano ad operatori del settore e donatori in occasione della presentazione ufficiale del Bilancio di Impatto Sociale CIAI 2017, che assume in questa importante ricorrenza un valore ancora maggiore, perché è soprattutto un bilancio di mezzo secolo di impegno concreto.

Dal 1968 al 2018, infatti, CIAI ha svolto le proprie attività in 25 Paesi del mondo, garantendo protezione, inclusione sociale e benessere a 1 milione di persone, di cui la metà bambini, lavorando insieme alle loro famiglie, alla scuola, alla comunità e alle istituzioni. Fra questi, anche 3.115 bambini che hanno trovato una famiglia in Italia attraverso l’adozione internazionale.

“In questi primi 50 anni di attività – commenta Paola Crestani, presidente di CIAI, nel suo intervento all’apertura dei lavori - non abbiamo mai avuto timore di cambiare per riuscire a fare meglio il nostro lavoro ma siamo sempre stati fedeli ai nostri valori. Crediamo che la diversità sia una ricchezza per tutti e che l’accoglienza sia un valore fondamentale, sempre. Crediamo che la trasparenza e l’onestà siano alla base di ogni relazione e anche per questo abbiamo cura di rendicontare attentamente il nostro operato”.

In particolare sul totale dei progetti realizzati e dei servizi forniti da CIAI nel 2017 si è registrata la seguente ripartizione: 75% di interventi dedicati all’inclusione sociale, ovvero quegli interventi cioè volti a eliminare la povertà infantile, le disuguaglianze e le barriere alla mobilità sociale che impediscono ai bambini l’accesso all’educazione, ai servizi sanitari, all’acqua, all’igiene, alla nutrizione e al pieno godimento dei diritti.

 21% di progetti e servizi nell’ambito della protezione, quelli grazie ai quali CIAI s’impegna a prevenire, ridurre e dare una risposta all’abuso, alla negligenza e allo sfruttamento dei bambini, incluse le pratiche di sfruttamento sessuale ed economico, al traffico, al lavoro minorile, alle pratiche tradizionali dannose e all’abbandono.

 4% di attività per il benessere psico-emotivo, che si rivolgono in particolare a quei bambini che hanno vissuto storie difficili come l’abbandono o che sono stati vittime di negligenze, sfruttamento, maltrattamento o abuso.

Sul fronte dell’adozione sempre nel 2017 sono nate grazie a CIAI 34 nuove famiglie attraverso l’accoglienza in adozione internazionale di 35 bambini provenienti da 7 diversi Paesi: Burkina Faso, Cina, Colombia, Costa d’Avorio, Etiopia, India e Tailandia.

"Valutare l'impatto dei progetti di cooperazione è ormai imperativo", interviene Anisa Vokshi, area director south east Asia e Afghanistan di CIAI. “Non è solo la spinta esterna dei donatori che ci porta a farlo, ma il continuo cercare e interrogarsi su ‘cosa facciamo bene per i destinatari dei progetti, cosa facciamo male, cosa dobbiamo migliorare’. Il mondo della ricerca accademica e i professionisti della valutazione d'impatto offrono risposte, ma occorrono risorse economiche che in questo momento riusciamo difficilmente a reperire. Come rispondere alle esigenze di accountability e di generazione di conoscenze con risorse limitate?”.

Al lavoro svolto da CIAI nell’implementazione della propria Teoria del Cambiamento, ha fatto riferimento Nuria Almagro, Strategic Advisor dell’associazione, che ha ricordato come si sia trattato di “un processo che ci ha guidato nella misurazione del cambiamento rispetto a un quadro di riferimento chiaro e condiviso, e che ci ha portato a una riflessione interna sul senso e utilità di arrivare a una valutazione univoca dell’impatto delle organizzazioni che implementano, come CIAI, una varietà cosi grande di interventi per il raggiungimento della missione”.

Un’analisi generale della misurazione degli impatti nel mondo non profit è stata fatta da Francesca Calza, Policy Advisor di CIAI che ha presentato le attuali tendenze e i possibili scenari futuri. “La valutazione dell'impatto è diventata un hot topic nell'ultimo decennio, grazie al lavoro delle organizzazioni di ricerca. In effetti, si è vista una maggiore pressione per ‘dimostrare’ che ciò che si sta facendo funzioni”.

Il BILANCIO DI IMPATTO SOCIALE 2017 di CIAI è disponibile sul sito dell’associazione, al seguente LINK