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Televisione

Quello di Chicco è un bello spot ma racconta di un baby boom che non esiste

12 Luglio Lug 2018 0944 12 luglio 2018
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L’azienda di prodotti per l’infanzia ha appena lanciato una pubblicità in cui invita gli italiani a fare figli. La narrazione parte dal fatto che l’Italia quest’anno non partecipando al mondiale di calcio non potrà godere il picco di nascite che seguirebbe ad ognuna di queste manifestazioni. Ma sarà vero?

«Ogni goal, ogni urlo di allegria, ogni mondiale vinto per finire sempre col baby boom. Un’esplosione puntuale dell’indice di natalità, una pioggia di neonati che ci ha allagato di ottimismo facendo dell’Italia una nazione straordinaria». Recita così il voice over del nuovo spot di Chicco che, partendo dall’esclusione dell’Italia dai Mondiali di Russia, invita gli italiani a “fare un altro baby boom” perché “in questo mondiale i goal per l’Italia li segnamo noi”.

Uno spot certamente riuscito e anche simpatico. Che parte da un dato statistico: ogni volta che la nazionale italiana gioca i mondiale in Italia c’è un picco di nascite. Il problema è che questa evidenza dai dati statistici non esiste.

Non sarà il 1982 o il 2006, ma anche quest'anno le notti possono ancora diventare magiche 😉

Geplaatst door Chicco op Dinsdag 10 juli 2018

Consultando infatti i dati Istat su il “Movimento naturale della popolazione” che recensisce anno per anno nascite, morti e saldo naturale parlano di un’altra verità. In primo luogo, com’è noto, la natalità è in costante decrescita. Nel 1946, primo anno disponibile infatti le nascite erano 1.039.432 con un tasso di natalità del 23%. Nel 2017 la performance parla di 458.151 nuovi nati per un 7,7% di natalità. Il fatto è che andando a controllare anche gli ultimi due mondiali vinti della nazionale si scopre che anche il Baby Boom è un mito senza riscontro. Nel 1982 i neaonati sono stati 617.507, l’anno successivo con l’Italia Campione del Mondo di calcio le nascite furono circa 17.300 in meno.

Tra il 2006 e il 2007, con la nazionale che conquista la Coppa del Mondo a Berlino le nascite effettivamente crescono di circa 3mila unità passando da sono cresciute effettivamente di circa 560.010 a 563.933. Ma il saldo tra nascite e morti rimane profondamente negativo e peggiora rispetto l’anno precedente con un -6.868.

Anche stando alle tabelle di EUROSTAT che permettono di isolare le nascite mese per mese non si vedono particolari picchi di nascite a marzo e aprile, nemmeno nel 1983 e nel 2007, cioè negli anni dopo le vittorie dell’Italia.

Insomma quello che la Chicco racconta è più che altro un mito.

Una cosa vera però nello spot c’è: «Abbiamo bisogno di bambini, che ci aiuteranno a crescere portando l’Italia dove è giusto che sia».

Per Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari, lo spot è importante perché «anche il mondo delle aziende e delle imprese si è risvegliato sul tema della denatalità».

FACCIAMO UN BABY BOOM Finalmente! Finalmente siamo riusciti a risvegliare anche il mondo delle aziende e delle imprese...

Geplaatst door Gigi De Palo op Dinsdag 10 juli 2018

Scrive su Facebook: «Come uno scemo lo ripeto come un disco rotto: il #pattoxnatalità lanciato dal Forum delle Associazioni Familiari deve coinvolgere non solo la politica, ma anche i sindacati, le banche, le imprese, i media... Questo divertente spot della Chicco coglie nel segno: senza figli non c'è futuro. Non solo per la loro azienda che si occupa di accessori per l'infanzia, ma anche per tutti noi. Ma per fare un baby boom, inutile negarcelo, occorre che la politica metta i giovani nelle condizioni di non restare da soli, di avere un lavoro, una casa e una famiglia. Non mi sembrano desideri così ambiziosi... è il minimo indispensabile. Eppure... La Chicco (che incontrerò nelle prossime settimane) lo ha capito, adesso aspettiamo che battano un colpo altre grandi aziende, i sindacati, le banche e il mondo dei media. Noi non ci fermiamo e romperemo le scatole a tutti per coinvolgerli nel #pattoxnatalità!»

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