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Fondo neomaggiorenni: «Passo in avanti per i care leavers»

13 Luglio Lug 2018 1135 13 luglio 2018
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Il decreto sul Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, che include interventi in favore dei neomaggiorenni che vivono fuori dalla famiglia di origine, è entrato in vigore. L’associazione che fin dall’inizio ha seguito l’iter parlamentare, accoglie con soddisfazione questo importante passo avanti e si augura che diventi un provvedimento permanente

Grande entusiasmo. È questo il sentimento che descrive come Sos Villaggi dei Bambini ha accolto l’approvazione del decreto sul Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, che garantisce interventi, in via sperimentale, in favore quanti, al compimento della maggiore età, vivono fuori dalla famiglia di origine. Il fondo, in particolare, garantirà 15 milioni di euro per il triennio 2018-2020, accompagnando i ragazzi fino al compimento del ventunesimo anno di età, nell’ottica di prevenire le condizioni di povertà e di permettere di completare il loro percorso di crescita verso l’autonomia.

«Accogliamo con grande soddisfazione l’attuazione del decreto che garantirà ai giovani in uscita dai percorsi di accoglienza di accedere, in via sperimentale, ad un fondo che li aiuterà nel loro cammino verso l’autonomia», ha affermato Samantha Tedesco, responsabile Programmi e Advocacy di Sos Villaggi dei Bambini. Organizzazione che «è da anni in prima linea per la tutela e i diritti dei tanti care leavers italiani ed ha partecipato, insieme ai ragazzi e con le altre realtà del Comitato Neomaggiorenni (Agevolando, CNCA, Cismai, Domus de Luna, Terra dei piccoli onlus, Progetto famiglia onlus), affinché potesse essere finalmente stabilito un fondo per il sostegno di questi ragazzi. Ora, dopo questo importante passo avanti, ci auguriamo che l’adesione delle Regioni sia ampia e che questa sperimentazione confermi la necessità di far diventare il fondo permanente».

Ogni anno, nel nostro Paese, sono circa 3mila i care leavers (i giovani che in base alla nostra legislazione, raggiunta la maggiore età non possono più beneficiare della cura, della protezione e della tutela garantite dalla realtà di accoglienza residenziale) costretti, senza avere le necessarie tutele, ad avviarsi verso un percorso di autonomia economica e lavorativa. Proprio per questo Sos Villaggi dei Bambini si impegna costantemente nell’accompagnare i giovani in uscita da percorsi di accoglienza nei Villaggi Sos, attraverso progetti socio-educativi personalizzati, finalizzati all’inserimento sociale e lavorativo.
I ragazzi che crescono in accoglienza sono particolarmente a rischio di povertà ed esclusione sociale, proprio a causa della mancanza di relazioni familiari stabili e di una rete di contatti sulla quale fare affidamento. Per questo motivo è fondamentale il sostegno da parte delle Istituzioni nonché - aggiunge una nota di Sos Villaggi dei Bambini - una cultura diffusa tra realtà di accoglienza, servizi sociali, scuola e società perché questi ragazzi non vengano abbandonati a loro stessi al compimento del diciottesimo anno.

Il fondo sarà ripartito tra le varie regioni italiane in base alla distribuzione sul territorio dei minorenni collocati fuori famiglia di origine, in affidamento familiare o accolti nei servizi residenziali per minorenni e le Regioni d’intesa con il ministero, individueranno gli ambiti delle sperimentazioni.

In apertura foto di Sos Villaggi dei Bambini

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