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Turismo

L'impresa sociale che ti porta in vacanza

16 Luglio Lug 2018 1210 16 luglio 2018
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Si chiama Trame d’Italia: è una piattaforma digitale che offre itinerari esperienziali a costi ridotti. «Il business plan prevede che nei primi 5 anni vengano investiti 5 milioni di euro e raggiunti gli oltre 300mila viaggiatori che dovrebbero diventare un milione in 9 anni», spiega l'amministratore delegato Daniele Rossi

Mettere a sistema, a livello nazionale, il patrimonio culturale diffuso del nostro Paese. È questo lo scopo dell’impresa sociale Trame d’Italia, un progetto che vede il coinvolgimento di Associazione Dimore Storiche Italiane, Consorzio Cgm, Confcooperative, Fai, Fondazione Cariplo, Fondazione Italiana Accenture, Google, Musement, Touring Club, Valica e Ubi Banca. «Tutto è cominciato nel 2013 dall’idea vincitrice del concorso “Ars. Arte che realizza occupazione sociale” di Fondazione Italiana Accenture. Si trattava di un progetto pilota dedicato solo al territorio della Lunigiana. Ci siamo accorti della bontà dell’intuizione ma il business avrebbe potuto funzionare solo se avesse raggiunto una massa critica adeguata. Era necessario fosse replicabile e scalabile. Così è nato Trame d’Italia», spiega l’amministratore delegato Daniele Rossi.

Casale Monferrato - Trame di Monferrato

Operativamente c’è una struttura centrale che mette a disposizione una piattaforma digitale (trameditalia.it), il brand, le linee guida sul prodotto e gli accordi distributivi. Poi ci sono le Trame locali cui compete lo sviluppo di itinerari e contenuti, l’attivazione del territorio e la gestione dei turisti. «Un modello economico molto semplice. Il margine sul prodotto è del 30%. Di cui un 10% viene destinato alla sede centrale, un 10% alla sede locale e un 10% al venditore», sottolinea Rossi. I primi territori che oggi popolano la piattaforma sono la Lunigiana, il Monferrato e la Brianza. A breve si aggiungeranno Matera, la Valle Camonica, la Bergamasca e il Mantovano.

L’ad chiarisce: «L’obiettivo è di attivare 50 Trame locali. Il business plan prevede che nei primi 5 anni vengano investiti
 5 milioni di euro e raggiunti gli oltre 300mila viaggiatori che dovrebbero diventare
 un milione in 9 anni, quando tutte le Trame avranno raggiunto i 5mila itinerari annui. Così arriveremo al break even il quinto anno e al pay back all’ottavo».falò-pontremoli-trame-di-lunigiana

Borgo Colonnata - Trame di Lunigiana

Cifre ambiziose, ma «abbiamo un numero di richieste talmente alto che queste sono stime prudenziali. Siamo convinti di potercela fare in meno tempo». Il cuore della proposta commerciale è quello di consentire l’accesso a storie, persone e beni autentici con modalità divulgative e piacevoli. «Detto in una sola parola il nostro turismo si basa sulla experience:», spiega Rossi, «siamo partiti da due considerazioni: la prima è che è sciocco avere turisti ingaggiati su pochi grandi monumenti ormai congestionati. È un peccato per i territori e per il sistema Paese. La seconda è che questo nuovo turismo esperienziale sta diventando un trend e sarebbe un peccato lasciarselo sfuggire».

Per Stefano Granata, presidente di Cgm «è una proposta che porta opportunità concrete di sviluppo per le imprese sociali dei territori, realtà che da sempre sono capaci di intercettare ambiti di sviluppo e di scommetterci operando in prima persona». Il tutto con attenzione anche ai costi: «Siamo l’offerta più conveniente su questa fascia di mercato. Ce lo possiamo permettere perché facendo sistema abbiamo una capacità negoziale che il singolo turista non si può permettere», conclude Rossi.


Nell'immagine di copertina il Falò a Pontremoli esperienza promossa da Trame di Lunigiana

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