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Cultura

L’arte è viva, da Palermo alla Valsugana

19 Luglio Lug 2018 1554 19 luglio 2018
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Cosa vedere, dove fermarsi sulle strade dell’estate? La programmazione delle mostre in questa stagione ha una caratteristica particolare: si insiste sulla sperimentazione, sul legame con i luoghi, sul dialogo tra antico e contemporaneo. Quindi mostre in cui spesso non c’è neanche bisogno di entrare perché sono diffuse tra strade, piazze, luoghi pubblici sempre aperti. Mostre che sono occasioni di incontri e di esperienze. Da vivere e non solo da vedere

La programmazione delle mostre in questa stagione ha una caratteristica particolare: si insiste sulla sperimentazione, sul legame con i luoghi, sul dialogo tra antico e contemporaneo. Quindi mostre in cui spesso non c’è neanche bisogno di entrare perché sono diffuse tra strade, piazze, luoghi pubblici sempre aperti. Mostre che sono occasioni di incontri e di esperienze. Da vivere e non solo da vedere. I principali appuntamenti:


Manifesta a Palermo
Quest’anno il capoluogo siciliano fa la parte del leone. È Capitale italiana della cultura e ospita Manifesta, una mostra “nomade”, che si tine ogni due anni in una città diversa. La mostra nacque come un’iniziativa olandese, con il proposito di creare una piattaforma paneuropea per l'arte visuale contemporanea. Palermo è stata selezionata dal comitato di Manifesta per la sua rilevanza su due principali temi che identificano l’Europa contemporanea: migrazione e condizioni climatiche, e sull’impatto che queste questioni hanno sulle nostre città. Le mostre sono diffuse in tutta la città e non solo. E tutte ruotano attorno a temi che hanno una forte connessione con il sociale. Nel dedalo di proposte si possono seguire i tre tour guidati da quelli che sono stati ribattezzati i Giardinieri di Manifesta12 (questa è infatti la dodicesima edizione della mostra itinerante). i Giardinieri di Manifesta 12 sono custodi attivi, infatti coltivano la coesistenza delle differenti opinioni dei visitatori riguardo la biennale.

Straperetana vicino L’Aquila
Da una grande città a un paesino sperduto nell’Appenino poco lontano da L’Aquila. Qui ogni anno tra luglio e inizi di agosto le strade si riempiono di artisti selezionati da una commissione e chiamati a lavorare su un tema che ha un nesso con il luogo. Quest’anno il tema è “Il tempo svogliato”. Un’espressione che fa riferimento al senso di “stasi” e quiete di Pereto: aggrappata alla montagna, in posizione dominante rispetto alla valle, a Pereto sembra quasi che il tempo – il tempo presente – si manifesti a fasi alterne, tra vecchie insegne, abitazioni datate, usanze e abitudini cristallizzate. Gli artisti sono dispersi tra strade, terrazze, portoni e cortili.

Dolomiti contemporanee
È un’iniziativa lanciata nel 2011 quando le Dolomiti vennero riconosciute patrimonio dell’Unesco. Il format prevede, sin dal suo inizio, l’individuazione di spazi chiusi, quali fabbriche abbandonate, complessi d’archeologia industriale siti che versano in stato critico. Ad esempio Dolomiti contemporanee gestisce in modo permanente il Nuovo Spazio di Casso, un’ex scuola elementare, chiusa dal giorno tragico del Vajont (1963), e riaperta dopo mezzo secolo come centro per la Cultura Contemporanea della Montagna. Questi spazi dimenticati vengono intesi quali risorse inutilizzate, ripresi e riavviati, con una politica di occupazione temporanea o permanente, attraverso l’arte contemporanea. Tra i luoghi da riscoprire ad esempio il Villaggio Eni di Borca di Cadore dove sono esposte le immagini della serie Peak di Niccolò Degiorgis: immagini delle cime si susseguono, accostate a due a due – dal nero assoluto delle vedute in notturna al chiarore abbagliante dei picchi innevati- raccontando il principio di ciclicità che governa la vita delle montagne

Biennale architettura a Venezia
L’edizione di quest’anno ha una grande sezione ospitata negli stupendi spazi delle Corderie di grande interesse per il tema lanciato dalla due curatrici. “The Practice of Teaching” raccoglie lavori di 13 progettisti selezionati in tutto il mondo sviluppati nell’ambito dell’insegnamento. È una sezione in cui si esplora la relazione tra la pratica dell’insegnamento e quella del lavoro, raccontandone il processo, spesso e volentieri molto simile, attraverso cui entrambe si sviluppano.

Arte Sella in Valsugana
In Valsugana è un’altra esperienza dove da più di trent’anni la montagna incontra l’arte contemporanea. Arte e Natura si fondono in un dialogo continuo, in cui artisti provenienti da tutto il mondo sono invitati a incontrare la Val di Sella per realizzare opere che traggono nutrimento dalla storia e dalla natura uniche del luogo. È un’idea nata quando un gruppo di amici residenti a Borgo Valsugana si ritrova in Val di Sella, nel giardino di Villa Strobele, a immaginare di coniugare arte contemporanea e natura. Le opere ospitate sono 60 e ogni anno vengono chiamati dai 3 ai 6 artisti per rinnovare il parco. Il tempo che ogni artista ha a disposizione per realizzare il proprio progetto è di due settimane circa. Per la maggior partesono progettate facendo uso dei materiali che la natura fornisce in loco.

Gubbio e Giotto
Siamo in uno degli angoli non solo più belli d’Italia, ma in uno di quelli più intrisi di “italianità”. In questo caso non va in scena il contemporaneo ma l’antico. La mostra “Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d’arte nella terra di Oderisi’ infatti vuol restituire l’immagine di una città di media grandezza ma di rilievo politico e culturale nel panorama italiano a cavallo tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento, esponendone il patrimonio figurativo sia civile che religioso. Dipinti su tavola, sculture, oreficerie e manoscritti miniati delineano, anche con nuove attribuzioni, le fisionomie di grandi artisti in particolare come Guido di Oderisi, alias Maestro delle Croci francescane, un vero genius loci, figlio d’arte.

Napoli, Madre
Gridas è acronimo per “Gruppo Risveglio dal Sonno”: è un’associazione attiva dal 1981 nel quartiere di Scampia, nell’area Nord di Napoli, che ha posto al centro della sua azione il mettere le proprie capacità artistiche e culturali al servizio del prossimo per ridestare le coscienze assopite. Il cofondatore del gruppo Felice Pignataro (Roma, 1940 –Napoli, 2004) ha affinato, fra tutte, la tecnica di derivazione centro-americana del murale. Sono oltre duecento le opere realizzate con il Gridas nell’hinterland napoletano e in altre città italiane, da Trento a Reggio Calabria: una ricerca e una produzione che fa di Pignataro il “più prolifico muralista del mondo”, per citare la definizione del grande storico dell’arte Ernst Hans Josef Gombrich. La Project Room del Madre ospita “Felice@Madre”, una selezione dei materiali prodotti da Pignataro e dal Gridas a partire dagli anni Ottanta: una collezione di striscioni e teloni dipinti che rappresentano “storie” popolari, maschere di cartapesta e di poliuretano espanso – come quelle esposte anche nell’atrio del museo, fra le quali spicca la struttura di San Ghetto Martire, Santo Protettore delle Periferie.

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