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Riforma Terzo Settore

Patriarca: «Oggi è il Dday della Riforma»

24 Luglio Lug 2018 1010 24 luglio 2018
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Il senatore Pd spiega che «le prossime ore saranno decisive non solo per l'approvazione entro i termini del decreto correttivo del Codice del Terzo settore ma anche per il destino dell'intera Riforma»

Sono giorni decisivi per quello che riguarda la Riforma del Terzo Settore. Dopo il decreto correttivo dell'Impresa Sociale infatti il nuovo appuntamento è l'approvazione, entro il 2 di agosto, di quello che riguarda il Codice del Terzo Settore. I tempi tecnicamente ci sono, ma in queste ore il dubbio è se ci sia la volontà. Per ora i partiti di Governo preferiscono non fare dichiarazione. A fare il punto della situazione ci pensa il senatore Pd, Edo Patriarca.


Edo Patriarca

Quali sono i passi che avete in agenda per arrivare all'approvazione del Decreto Correttivo sul Codice del Terzo settore nei tempi previsti?
In primo luogo bloccare alla Camera il Dl di proroga entro il 2 di agosto che prevede altri 4 mesi per l'approvazione del decreto. Ce la si può fare. Alla Camera non c'è stato il cambio di regolamento che ha vissuto il Senato e un certo ostruzionismo è ancora possibile. E poi procedere spediti nelle Commissioni con i voti. Anche se non sarà facile.

Perché?
Abbiamo chiesto che i pareri vengano dati a prescindere dalla proroga. Il parere del relatore in I Commissione è in gran parte fatto di osservazioni condivisibili che erano già state sollevate durante i lavori del Governo precedente. Il nodo politico più preoccupante su cui ci opporremo è che destruttura, in nome del famoso ricorso della Lombardia e del Veneto, la governance dei CSV. Si riconduce infatti al potere delle Regioni la discrezionalità sui CSV. Sarebbe gravissimo perché oltre a delegittimare CSVnet farebbe saltare l'accordo tra Forum e Acri per quanto riguarda il fondo di perequazione. Un sistema che oggi dà la possibilità anche alle Regioni del sud, dove non ci sono fondazioni bancarie, di far vivere i Csv. Con questa scelta non sarebbe più così. La linea è che se ci verrà permesso di votare osservazione per osservazione voteremo a favore di tutte le istanze tranne quest'ultima. Se invece non sarà così voteremo contro. C'è poi il parere della Commissione Lavoro che andremo a discutere oggi pomeriggio.

E anche in questo caso è complicato?
Si tratta di un parere molto più ristretto dell'altro in cui però viene dichiarato in modo aperto l'intendimento della maggioranza: si dice infatti che la riforma è centralistica, che lede il principio di sussidiarietà e va a scapito delle piccole realtà. Una premessa politica che svela la volontà del Governo di riprendere in mano la Riforma, anche se non sappiamo in che direzione.

Quando avremo qualche certezza in più rispetto al destino della Riforma?
Il nostro obiettivo è approvare tutto entro il 2 agosto. Lavoriamo per questo. Oggi è una giornata campale. Tutto sarà più chiaro nelle prossime ore.

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