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Aids

Quell'azienda globale che nega i farmaci ai bambini sieropositivi

24 Luglio Lug 2018 1217 24 luglio 2018
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L'accusa nei confronti di ViiV Healthcare, la divisione delle multinazionali farmaceutiche statunitensi e britanniche Pfizer e GlaxoSmithKline, arriva da Medici Senza Frontiere. «Dopo quattro anni dalla commercializzazione del dolutegravir per gli adulti si adducono scuse di natura burocratica sulla mancata disponibilità del farmaco per i bambini che ne hanno bisogno. È inaccettabile»

Mentre si apre ad Amsterdam la conferenza annuale sull'HIV/AIDS,l'organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) fa appello alla ViiV Healthcare, una divisione delle multinazionali farmaceutiche statunitensi e britanniche Pfizer e GlaxoSmithKline, in partecipazione con la giapponese Shionogi, affinché ai bambini affetti da HIV vengano date formulazioni pediatriche di un farmaco fondamentale per l’HIV, il dolutegravir.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda il dolutegravir come opzione terapeutica di preferenza sia per gli adulti sia per i bambini da quattro settimane a dieci anni di età, per sostituire i vecchi trattamenti pediatrici contenenti farmaci sub-ottimali e con più effetti collaterali. I bambini devono poter accedere ai farmaci migliori e più efficaci possibili, anche nell’ottica di limitare l’insorgenza di possibili resistenze per un trattamento che dovrà essere assunto presumibilmente per il resto della loro esistenza.

«Sebbene esista in commercio questo prodotto efficace e sicuro, quasi due milioni di neonati e bambini in tutto il mondo che vivono con l'HIV utilizzano ancora cure obsolete», dichiara il dott. David Maman, coordinatore medico di MSF in Malawi. «È scandaloso che la divisione ViiV ostacoli l’accessibilità a questo farmaco quando si tratta di fornire una terapia migliore ai bambini sieropositivi».

Quasi 18 mesi dopo l’approvazione da parte dell'Agenzia Europea del Farmaco delle formulazioni pediatriche del dolutegravir, nonostante l’impegno preso dalla ViiV lo scorso novembre di velocizzare il processo di distribuzione del farmaco laddove c’è maggiore bisogno, e nonostante i ripetuti appelli di MSF e altri attori, la divisione ha avviato la registrazione in soli tre paesi dell'Africa sub-sahariana*. La maggior parte dei bambini nei Paesi in via di sviluppo rimane priva di questa opzione terapeutica innovativa. Mentre alcuni medicinali salvavita per l'HIV vengono comunque regolarmente importati tramite deroghe sulle importazioni, la ViiV sostiene che l’assenza di registrazione costruisce un elemento critico rispetto alla loro politica di distribuzione. Questo è inconcepibile, soprattutto se i governi sono pronti a concedere tutte le deroghe possibili per rendere disponibile questa migliore opzione di trattamento ai bambini.

La ViiV deve inoltre onorare una serie di altri impegni presi da lungo tempo come lo sviluppo di una nuova versione disperdibile del farmaco per neonati e bambini sieropositivi; il completamento degli studi di dosaggio nei bambini, necessari per semplificare e ottimizzare ulteriormente il trattamento; la fornitura delle formulazioni pediatriche ove necessario in attesa dello sviluppo delle versioni generiche. La distribuzione dei generici sul mercato che sarà favorita anche dalla collaborazione recentemente annunciata con Unitaid e la Clinton Health Access Initiative, impiegherà comunque un periodo di tempo relativamente lungo.

«La ViiV deve riconoscere le proprie responsabilità, essendo ad oggi l’unico produttore del nuovo gold standard nel trattamento di neonati e bambini sieropositivi, e fare di tutto per garantire che i bambini possano accedere immediatamente a questo trattamento», dichiara Jessica Burry, farmacista, esperta di HIV della Campagna per l’Accesso ai Farmaci di MSF. «Dopo ben quattro anni dalla commercializzazione del dolutegravir per gli adulti, la divisione ancora adduce scuse di natura burocratica sulla mancata disponibilità del farmaco per i bambini che ne hanno bisogno. Le loro scuse sono inaccettabili».

Il prezzo delle formulazioni pediatriche è anche molto più elevato rispetto alle formulazioni per adulti. La ViiV vende la dose da 50 mg per adulti a circa 223 dollari per persona all'anno, mentre per le formulazioni pediatriche da 25 mg e 10 mg, il costo è rispettivamente di 214 e 115 dollari**. Se un bambino ha bisogno di una dose di 35 mg, il costo sarà di 329 dollari all'anno, oltre 100 dollari in più rispetto a quanto paga un adulto, e ciò senza includere gli altri due farmaci necessari per completare l'intera combinazione della terapia. Inoltre, sono già disponibili versioni generiche a 75 dollari per persona all'anno, del cocktail triplo farmaco per adulti contenente dolutegravir. L’ennesimo esempio di come i bambini sieropositivi siano costantemente trascurati.

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