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Clara Sereni: «Io non pretendo di cambiare il mondo, però un pezzetto sì!»

26 Luglio Lug 2018 1813 26 luglio 2018

È morta a Perugia la scrittrice e autrice di testi profondissimi fra cui “Passami il sale”, racconto sul legame tra un genitore e un figlio con disabilità. «Credo che comunque fare qualcosa sia meglio di non fare niente; quella storia per cui accendere un fiammifero nell'oscurità è meglio che incazzarsi con il fatto che è tutto buio», scriveva per Vita nel 2004 in un breve testo, attualissimo, che riproponiamo

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È morta a Perugia la scrittrice e autrice di testi profondissimi fra cui “Passami il sale”, racconto sul legame tra un genitore e un figlio con disabilità. «Credo che comunque fare qualcosa sia meglio di non fare niente; quella storia per cui accendere un fiammifero nell'oscurità è meglio che incazzarsi con il fatto che è tutto buio», scriveva per Vita nel 2004 in un breve testo, attualissimo, che riproponiamo

«Io avendo avuto un'esperienza di politica in prima persona, di amministratrice e poi non solo...di portavoce di "Aprile" per l'Umbria, ho capito che nella politica politicante non c'è, non c'è nessuna possibilità di azione. Forse ad un certo punto avevo un sogno un po' infantile, un po' onnipotente di poter cambiare il mondo; io non pretendo di cambiare il mondo, però un pezzetto sì! E questo in questo momento con la politica così com'è io non sono capace di farlo; sicuramente è anche un mio limite, ma è anche un limite della politica.

Comunque in questo quadro complessivo credo che il progetto della Fondazione "La città del sole" sia un progetto politico proprio perchè mira a cambiare un pezzetto di mondo: lo vedi il mondo che cambia, non lo vedi solo con Matteo, lo vedi anche con altri, e naturalmente la speranza... Lo so che è un progetto minoritario, e io non sono tra quelli che pensano che essere minoritari sia un valore in sè, io vorrei molto essere maggioritaria. Nell'attesa credo che comunque fare qualcosa sia meglio di non fare niente; quella storia per cui accendere un fiammifero nell'oscurità è meglio che incazzarsi con il fatto che è tutto buio. La speranza è sempre quella di potersi poi collegare ad altre esperienze, di ritrovare un contesto in grado di accogliere, capire e amplificare questo tipo di esperienza; se succederà sarò molto contenta e molto sollevata, non solo in termini personali, ma in termini politici più complessivi. Se non accadrà almeno avrò fatto un pezzetto»