Le Recho Arras
Inclusione sociale

Francia, il food truck per i rifugiati

26 Luglio Lug 2018 1020 26 luglio 2018
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Le Recho è un progetto che crea legami sociali tra i rifugiati e gli abitanti del luogo attraverso la cucina. Con un food truck si sposta in Francia e in Europa e organizza laboratori di cucina, nei campi profughi, nei centri di accoglienza e nelle città

L’accoglienza dei migranti passa attraverso la cucina. Con questa persuasione Vanessa Krycève ed Élodie Hué, due amiche francesi e chef (Vanessa Krycève è anche attrice) fondano nel 2106 Le Recho, un’associazione che prepara pasti per i migranti e organizza assieme a loro laboratori di cucina.

12 giovani donne dai 25 ai 35 anni fanno parte dell’équipe di Le Recho. «Insieme decidono di andare nei campi profughi e nei centri di accoglienza in Francia e in Europa per portare un messaggio di ospitalità e di generosità invitando i rifugiati e la gente locale a cucinare insieme».

All’origine del progetto Le Recho (un acronimo che sta per Refuge, Chaleur, Optimisme”, cioè: Rifugio, calore, ottimismo), il desiderio di Vanessa Krycève di porre rimedio alla “gigantesca crisi europea dell’accoglienza” dei migranti e di provare che la Francia sa fare vivere i principi che costituiscono il motto della Repubblica: “libertà”, “uguaglianza”, e “fraternità”.

«La cucina è un modo per rafforzare il legame sociale, fare vivere il dialogo interculturale e lottare contro la precarietà e l’esclusione», si legge in una nota dell’associazione.
«Davanti a un pasto comunichiamo tra di noi da pari a pari. L’altro non è più uno straniero, ma un invitato», commenta Vanessa Krycève.

L’iniziativa prende forma a giugno del 2016 quando, in seguito a una campagna di raccolta fondi online, Le Recho acquista un food truck per spostarsi in Francia e in Europa e incontrare gli abitanti del luogo e i rifugiati, ma anche per fare scoprire la cucina dei suoi chef partner provenienti da tutto il mondo.

Davanti a un pasto comunichiamo tra di noi da pari a pari. L’altro non è più uno straniero, ma un invitato

Vanessa Krycève, cofondatrice di Le Recho

Dopo una prima tappa di tre settimane nel 2016 nel campo profughi di Grande-Synthe, nel nord della Francia, dove grandi chef stellati hanno cucinato insieme ai migranti pasti serviti sul posto, il food truck è ritornato nella giungla di Grande-Synthe a marzo di quest’anno: 1600 pasti sono stati serviti nel giro di due soli giorni, in occasione della Convenzione nazionale per l’accoglienza e le migrazioni.

Quest’anno l’attività dell’associazione francese culminerà a ottobre con un progetto inclusivo e solidale. Un’intera città, Arras, nel nord della Francia, sarà mobilitata per favorire l’integrazione dei rifugiati nel lungo termine. Un ristorante solidale, Le Grand Recho, aprirà sulla Grand Place: ogni giorno volontari locali e rifugiati cucineranno insieme 150 pasti, nel corso di laboratori di cucina. I pasti saranno serviti ogni sera a prezzo libero e il denaro raccolto servirà per finanziare la prossima missione umanitaria di Le Recho. Associazioni locali partner dell’evento accompagneranno i rifugiati in una serie di missioni, tra cui in particolare quella di distribuire pasti a persone anziane isolate. Il progetto mobiliterà in 15 giorni 900 persone, tra abitanti di Arras e rifugiati.

La cucina è un modo per rafforzare il legame sociale, fare vivere il dialogo interculturale e lottare contro la precarietà e l’esclusione

Le Recho

Il sindaco di Arras Frédéric Leturque, che è venuto a conoscenza delle iniziative dell'associazione visitando il campo profughi di Grande-Synthe, ha trovato interessante il concetto di “persone accolte sul territorio che preparano da mangiare per chi accoglie”.

La comunità dei ristoratori prenderà parte al progetto Le Grand Recho ad Arras, in partnership con grandi nomi della cucina francese. Questi chef stellati prepareranno cene a quattro mani con cuochi del luogo, per simbolizzare una nuova forma di scambio e di condivisione.

Le foto dell'articolo sono della pagina Facebook di Le Recho.

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