Terre Dei Fuochi- Incendio Azienda Caivano 1
Terra dei Fuochi

Tornano i roghi. E sono solo l'inizio

26 Luglio Lug 2018 1156 26 luglio 2018
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Incendio in una piattaforma ecologica a Pascarola, zona industriale di Caivano, provincia di Napoli. «La situazione è grave», dice Vincenzo Tosti, attivista della Terra dei Fuochi e tra i fondatori dell’associazione Rete di cittadinanza e comunità. «Gli impianti sono pieni, la Cina, dove prima venivano trasportate le balle, non accetta più questi rifiuti. Il ministro dell'ambiente Costa vuole rendere questi siti sorvegliati speciali. Ma militarizzarli non serve a niente. I cittadini di questi luoghi hanno il diritto di sapere cosa entra e cose esce dagli impianti»

“Mercoledì, ore 13.00. Un’ immensa, orribile, nuvola di fumo nero oscura il cielo di Caivano e paesi limitrofi. Si vede da Napoli, da Caserta, dall’autostrada. Qualcosa di grave sta succedendo, qualcosa che da anni si ripete in questo nostro territorio martoriato. La gente, per intuito, si chiude in casa, mette al riparo i figli: l’aria in breve tempo si è fatta irrespirabile. Sui social compaiono le prime foto. Il rogo è enorme. È andata in fiamme un’ azienda che lavora al riciclo della carta e della plastica. In questi ultimi due anni sono centinaia queste aziende che vanno prendendo fuoco. Nessuno può dire se si tratti di un incendio doloso o di un incidente. Una cosa è certa: l’immondizia, in un modo o in un altro, ci sta rendendo invivibile la vita. Che cosa sta accadendo?”, scrive Maurizio Patriciello sulla sua pagina Facebook.

A Pascarola, zona industriale di Caivano, provincia di Napoli, l’incendio nella Di Gennaro Spa, piattaforma di selezione dei rifiuti, non si placa. Dalle 13.00 del 25 luglio la plastica continua a bruciare ininterrottamente.

È il terzo incendio di questo mese. «Nella piattaforma della Di Gennaro Spa», dice Vincenzo Tosti, attivista della Terra dei Fuochi e tra i fondatori dell’associazione Rete di cittadinanza e comunità, «stanno bruciando le palle di plastica e carta ammassate nel piazzale dell’azienda. Non i capannoni».

La prima questione da porre riguarda la quantità di materiali che stazionavano in azienda nell’attesa di essere trasferiti. «Probabilmente una quantità superiore alla norma», dice Enzo Tosti. «Ma di questo non possiamo avere la certezza».

Ma questo è un aspetto secondario: «Tutto il sistema è in crisi», dice Tosti. «La Cina, dove prima venivano trasportati questi materiali, circa un anno fa ha chiuso le porte per fare i conti anche con i suoi problemi ambientali».

Il sistema quindi si blocca: «I consorzi che dovrebbero ritarare questi imballaggi, Conai e Corepla, non ritirano il materiale perché non sanno dove trasferirlo. E allora cosa succede quando la monnezza non esce e non entra? Si blocca il ciclo finanziario. L’azienda non guadagna. I depositi sono pieni. Il flusso di denaro si ferma».

Gli incendi sono dolosi? «La plastica non è auto combustibile», dice Tosti, «è stata aperta un’inchiesta, vedremo».

I danni per i cittadini che abitano in quei comuni, già martoriati, sono difficili da calcolare: «Ormai la plastica brucia da 24 ore. Le persone stanno respirando diossina pura. La diossina si sta depositando sui prodotti delle terre coltivate».

“Sono a conoscenza di ciò che sta accadendo a Caivano: l’ennesimo rogo tossico a un impianto di stoccaggio», ha scritto sulla sua pagina Facebook il ministro dell’ambiente Sergio Costa. “Ancora una volta migliaia di cittadini ostaggio del fumo e della paura. Anche se nel mio recente passato mi sono occupato in prima persona di roghi tossici, ogni volta che vedo queste immagini a me fa male come se fosse la prima volta. Voglio precisare che fin da subito mi sono messo in contatto con la prefettura e le forze dell’ordine e i cittadini, giustamente allarmati, mi stanno inviando foto, video e aggiornamenti costanti. Come sapete da appena una settimana è partita la macchina organizzativa per rendere questi siti sorvegliati speciali in base alla decisione del ministero dell’Interno presa su nostra richiesta e sollecitazione. Ma bisogna fare uno sforzo in più. Chiedo a tutte le Prefetture d'Italia di accelerare i tempi, considerate le temperature elevate di questo periodo, affinché questi siti diventino sorvegliati speciali il prima possibile.to lavorando dal primo giorno per ridurre questi fenomeni. Non lasceremo solo nessuno”.

Ma cosa significa sorveglianza speciale? Si chiedono le associazione e i comitati del territorio. «Non vogliamo essere militarizzati», dice Tosti. «I cittadini hanno il diritto di controllare cosa entra e cosa esce da questi siti».

Foto di Rete di Cittadinanza e Comunità