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Africa

Congo, MSF: «Ecco come abbiamo sconfitto l'ebola»

27 Luglio Lug 2018 1504 27 luglio 2018
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A dare l'annuncio era stata l'Organizzazione Mondiale della Sanità. In Repubblica Democratica del Congo l'allarme sanitario è cessato. «Si tratta di una delle malattie più difficili da gestire. Oggi abbiamo prassi, vaccini e organizzazione all'avanguardia», sottolinea il vicepresidente della ong Roberto Scaini

«GREAT NEWS! L’ultima epidemia di ebola nella Repubblica Democratica del Congo è ufficialmente finita»: a dirlo è un post dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sono infatti trascorsi 42 giorni, il totale di due interi periodi di incubazione del virus dalla dimissione dell’ultimo paziente, avvenuta il 12 giugno e senza nuove segnalazioni.

GREAT NEWS! The most recent Ebola outbreak in the Democratic Republic of the Congo is now officially over. WHO calls...

Geplaatst door World Health Organization (WHO) op Dinsdag 24 juli 2018

Un grande successo nella gestione di un'emergenza che ha dovuto affrontare, per l'ennesima volta, uno dei virus più aggressivi, letali e contagiosi. Com'è stato possibile questo successo? Lo abbiamo chiesto al vicepresidente di Medici Senza Frontiere, Roberto Scaini, che con la ong è stato in prima fila nella gestione dell'emergenza.


Roberto Scaini

Come avete accolto la notizia della fine dell'emergenza Ebola nella Repubblica Democratica del Congo?
Con estrema gioia. Ce lo aspettavamo perché l'OMS da protocollo sancisce la fine di un'epidemia solo dopo un tempo stabilito. Stando sul territorio ce lo aspettavamo.

Come avete vinto questa sfida?
Le forze in campo in termine di numeri, qualità e prontezza di reazione hanno permesso di fare un intervento molto concreto e dirimente. MSF insieme alle autorità locali sono intervenuti insieme e in tempo. Rispetto al passato abbiamo fatto notevoli passi avanti nella gestione delle epidemie. A differenze di quello che successe nel 2013 abbiamo anche potuto mettere in campo 3199 vaccinazioni. Vaccino che è una novità ed è in fase sperimentale. Stiamo aspettando infatti i risultati di uno studio. Ma è certamente una delle armi che ha contribuito al rapido risolversi dell'epidemia.

Quali le altri armi?
Isolamento, misure di promozione della salute e di sanità pubblica. Il lavoro più difficile non è vaccinare ma isolare e curare chi viene colpito dal contagio evitando nel contempo, con l'informazione, che che avvengano ulteriori contagi.

Il Congo è stato quindi una palestra importante per affinare gli interventi?
Senza dubbio. Ho vissuto anche il disastro del West Africa con 24mila contagiati e posso dire che abbiamo imparato la lezione e la reattività della comunità internazionale è stata totalmente diversa. Siamo molto soddisfatti. E vale anche per altre malattie

Nel senso che Ebola è una prova del nove per qualsiasi forma di intervento sanitario?
Ebola è tra le malattie più difficili da gestire. Ha un livello altissimo di contagiosità, è letale e difficile da curare. Insomma se si riesce a gestire Ebgola si riesce a gestire qualunque emergenza.

Epidemie di Ebola possono tornare?
Ebola è endemica. C'è un portatore sano come il pipistrello che è molto diffuso in Africa. Quindi si ripresenterà sicuramente l'allarme. Ma oggi possiamo dire di avere tutti gli strumenti per affrontare qualunque insorgenza in modo efficace. Anche grazie ad un grande lavoro di sorveglianza sanitaria. Identificando immediatamente i primi casi è molto più semplice gestire gli allarmi e limitare i contagi.

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