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Giornata mondiale

Minori e tratta: gli schiavi invisibili di oggi

30 Luglio Lug 2018 1430 30 luglio 2018
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“«Partire era l’unica scelta». Minori non accompagnati fra tratta e sfruttamento" è il titolo dell’ultimo Dossier con dati e testimonianze di Caritas italiana che esce proprio in occasione della Giornata contro la tratta. L’obiettivo, anche con un focus sul Marocco, è creare maggiore consapevolezza sul fenomeno e al tempo stesso riflettere sulla situazione globale di violenza e ingiustizia

La tratta è, come ha ricordato Papa Francesco all’Angelus di domenica 29 luglio una «piaga» che «riduce in schiavitù molti uomini, donne e bambini con lo scopo dello sfruttamento lavorativo e sessuale, del commercio di organi, dell’accattonaggio e della delinquenza forzata. Anche qui, a Roma. Anche le rotte migratorie sono spesso utilizzate da trafficanti e sfruttatori per reclutare nuove vittime della tratta. È responsabilità di tutti denunciare le ingiustizie e contrastare con fermezza questo vergognoso crimine».
In occasione della Giornata Internazionale contro la Tratta di esseri umani Caritas italiana pubblica il suo 39° Dossier con dati e testimonianza dal titolo “«Partire era l’unica scelta». Minori non accompagnati fra tratta e sfruttamento" che ha come tema proprio il fenomeno della tratta minorile e dei minori non accompagnati.


Illustrazione grafica tratta dal Dossier di Caritas italiana

Nelle prime pagine il Dossier sottolinea come «Gli schiavi invisibili sono sempre di più e sempre più. Nel mondo circa il 51% delle vittime di tratta sono donne, mentre gli uomini rappresentano il 21% e i minori il 28%. Minori non accompagnati sfruttati nel lavoro, costretti a prostituirsi, mandati in strada a chiedere l’elemosina da organizzazioni criminali. Un esercito di bambini o adolescenti perduti, senza futuro, senza nessuno a cui chiedere aiuto».

L’obiettivo del Dossier - spiega una nota di Caritas italiana - è di creare maggiore consapevolezza sul fenomeno e al tempo stesso riflettere sulla situazione globale di violenza e ingiustizia di tantissimi vulnerabili che gridano in silenzio, grazie anche a un focus sul Marocco. Da sempre conosciuto come un Paese di emigrazione, il Marocco negli ultimi decenni si sta trasformando in un Paese dove non solo i migranti decidono di restare, ma dove passano persone provenienti dal Medio Oriente, da zone del Nord Africa e soprattutto dall’area subsahariana che vogliono raggiungere il Vecchio Continente. Per aiutare queste persone Caritas Italiana, in collaborazione con la rete internazionale, sostiene gli interventi di Caritas Marocco. Nel 2017 sono stati circa 8mila i migranti accolti in tre centri con accompagnamento e supporto sanitario, piscologico, alimentare, lavorativo, educativo, economico. Il 26% di questi sono minori non accompagnati. Nel resto del Nord Africa, un impegno specifico in favore di migranti e minori non accompagnati è in atto in Tunisia, Algeria e Mauritania, grazie anche alla campagna "Liberi di partire liberi di restare" finanziata dalla Conferenza Episcopale Italiana con fondi dell’8 per mille.

Quello in corso potrebbe essere un anno decisivo per i minori non accompagnati, a luglio si sono chiusi i negoziati intergovernativi sul Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration, il patto globale per una migrazione sicura ordinata e regolare, che sarà formalizzato a dicembre 2018 a Marrakech, in Marocco.
«Essere liberi di muoversi, migrare, in accordo con leggi rispettose della dignità delle persone, in particolare dei più piccoli, si configura sempre più come una conquista urgente dell’umanità; un cammino che il mondo intero e l’Europa sono chiamati a percorrere, lasciandosi alle spalle le asfissianti politiche securitarie per la difesa dei confini, a gloria di pochi e a danno di tanti», ricorda infine il Dossier (in allegato).

In apertura particolare della copertina del Dossier, foto Caritas Internationalis/Unhcr

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