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Rapporti

Nella prima ora di vita niente latte materno per 3 bebè su 5

31 Luglio Lug 2018 1042 31 luglio 2018
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In occasione della Settimana mondiale per l'allattamento materno (1 - 7 agosto) Unicef e Oms lanciano un documento dal titolo "Capture the Moment", cioè cogli l'attimo. Dall'analisi di 76 Paesi le due organizzazioni rilevano che troppi neonati non vengono attaccati al seno subito dopo il parto. In Italia e in Europa la settimana si celebrerà dall'1 al 7 ottobre

78 milioni di neonati non vengono allattati nella prima ora della loro vita. Tre bambini su 5 in pratica rischiano un’esposizione più alta alla morte e alle malattie, ma anche hanno meno probabilità di continuare a essere allattati. E per lo più si tratta di piccoli nati in Paesi a basso o medio reddito. A stimarlo l’ultimo rapporto di Unicef e Oms “Capture the Moment” (Cogli l’attimo) che viene lanciato in occasione della Settimana mondiale per l’allattamento materno che si svolge dall’1 al 7 agosto; In Italia e in altri Paesi europei, invece, si celebrerà dal 1 al 7 ottobre.

Secondo il rapporto, i tassi di allattamento nella prima ora dopo la nascita sono più alti in Africa Orientale e Meridionale (65%) e più bassi in Asia Orientale e nel Pacifico (32%).
Circa 9 bambini su 10 nati in Burundi, Sri Lanka e Vanuatu sono allattati nella prima ora, rispetto a solo 2 bambini su 10 nati in Azerbaijan, Ciad e Montenegro.

Il rapporto rileva che i neonati allattati nella prima ora di vita hanno molte più probabilità di sopravvivere. Anche un ritardo di poche ore dopo la nascita può avere conseguenze letali. Il contatto pelle a pelle e l’allattamento al seno stimolano la produzione del latte nella madre, compreso il colostro - chiamato anche “primo vaccino” del bambino, estremamente ricco di nutrienti e anticorpi.

«Quando si tratta di iniziare ad allattare, il tempismo è tutto. In molti Paesi può anche rappresentare una questione di vita o di morte», dichiara Henrietta H. Fore, Direttore generale Unicef. «Eppure ogni anno, milioni di neonati non hanno la possibilità di beneficiare dell’allattamento subito dopo la nascita e, troppo spesso, le ragioni sono aspetti che possiamo cambiare. Le madri semplicemente non ricevono abbastanza supporto per allattare nei primi minuti fondamentali dopo la nascita, anche dal personale medico nelle strutture sanitarie».
«L’allattamento dà ai bambini il miglior inizio di vita possibile», aggiunge Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale Oms. «Dobbiamo urgentemente aumentare il supporto alle madri, sia che provenga da membri della famiglia, sia da operatori sanitari, datori di lavoro o governi, così che possano dare ai propri bambini l’inizio di vita che meritano».

Attraverso l’analisi dei dati di 76 Paesi, il rapporto ha potuto rilevare che nonostante l’importanza dell’inizio dell’allattamento subito dopo la nascita, troppi neonati vengono lasciati ad aspettare a lungo per diverse motivazioni, che comprendono:
Alimentazione dei neonati con alimenti o bevande, che includono anche le formule per lattanti: pratiche comuni, come quella di gettare via il colostro, anziani che alimentano i bambini con miele o operatori sanitari che danno ai neonati altro liquidi come acqua e zucchero o formule, ritardano la prima fondamentale poppata del neonato con la madre
L’aumento del numero di tagli cesarei: in Egitto, i tassi di taglio cesareo sono più che raddoppiati tra il 2005 e il 2014, dal 20% al 52%. Durante lo stesso periodo, i tassi di allattamento subito dopo la nascita sono diminuiti dal 40% al 27%. Uno studio su 51 Paesi mostra che i tassi di allattamento subito dopo la nascita sono sensibilmente più bassi tra i neonati nati da taglio cesareo. In Egitto, solo il 19% dei bambini nati da taglio cesareo viene allattato nella prima ora dalla nascita, rispetto al 39% dei bambini nati con parto naturale.

Lacune nella qualità delle cure fornite alle madri e ai neonati: secondo il rapporto, la presenza al parto di personale qualificato non sembra incidere sui tassi di allattamento subito dopo la nascita. In 58 Paesi tra il 2005 e il 2017, i parti nei punti nascita sono aumentati di 18 punti percentuali, mentre i tassi di allattamento precoce sono aumentati di 6 punti percentuali. In molti casi, i bambini sono stati separati dalle loro madri immediatamente dopo la nascita e il supporto offerto da operatori sanitari è limitato. In Serbia, il tasso è incrementato di 43 punti percentuali dal 2010 al 2014 grazie agli interventi per migliorare le cure ricevute dalle madri alla nascita.

Nel rapporto, inoltre si citano studi precedenti che mostrano come i neonati che si sono attaccati al seno tra la 2a e la 23a ora dopo il parto hanno un rischio più alto del 33% di morire rispetto a quelli allattati nella prima ora dalla nascita. Tra i neonati che hanno cominciato a poppare un giorno dopo (o anche più) la nascita il rischio era alto più del doppio.

Per questo il rapporto chiede ai governi, donatori e altri decision maker di adottare forti misure legali per limitare la commercializzazione di formule o altri sostituti del latte materno.

L'Oms e il Collettivo Mondiale per l'allattamento, guidato dall'Unicef, hanno anche rilasciato la Scheda di Valutazione Globale sull'allattamento 2018, che traccia i progressi delle politiche e dei programmi per l'allattamento. Attraverso questo strumento, incoraggiano i Paesi a portare avanti politiche e programmi che aiutino tutte le madri ad iniziare ad allattare nella prima ora di vita del loro bambino e a continuare per tutto il tempo che vogliono.

Anche in Italia Unicef promuove il programma “Insieme per l’Allattamento” per diffondere la cultura dell’allattamento e garantire a tutti i bambini una nutrizione adeguata e il miglior inizio di vita possibile.
Fanno parte della Rete Unicef in Italia:
27 Ospedali riconosciuti dall’Unicef come Amici dei bambini; 7 Comunità Amiche dei bambini; tre Corsi di Laurea Amici dell’Allattamento e oltre 650 Baby Pit Stop - spazi dedicati a tutte le famiglie in cui poter prendersi cura dei propri bambini.

Tutte le immagini sono di Unicef

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