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La storia dell’unica donna dei Mille

1 Agosto Ago 2018 1159 01 agosto 2018
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Nel suo ultimo romanzo, “La ragazza di Marsiglia”, Maria Attanasio va sulle tracce di Rosalìe Montmasson, l’unica donna che partecipò alla spedizione di Garibaldi, un’eroina oscura e cancellata dalla storia, che la scrittrice siciliana fa rivivere, restituendole giustizia

C’era anche una donna tra i Mille che sbarcarono in Sicilia con Garibaldi, e si chiamava Rosalìe Montmasson. Lo rivela Maria Attanasio nel suo ultimo romanzo, “La ragazza di Marsiglia” (Sellerio editore, 2018, pag 386, 15 euro), che va sulle tracce di quest’eroina, cancellata dalla storia e dalla memoria collettiva, per restituirle dignità ed esistenza storica.

Combattente e cospiratrice (sapeva anche costruire bombe), Rosalìe Montmasson conobbe Mazzini che la inviava come postina clandestina in tutta Europa per recapitare le sue lettere e i suoi dispacci. Fu l’unica donna a ottenere da Garibaldi l’autorizzazione a imbarcarsi nella spedizione dei Mille. Libera, resistente e coraggiosa, fu moglie per 25 anni di Francesco Crispi. La loro storia sentimentale poi finì e «Crispi, grazie al suo grande potere politico, la fece cancellare dai suoi scritti, dalla grande storia e da quella che possiamo definire come storia minore».
Un ritratto che emerge dal romanzo di Maria Attanasio, che inizia a fare ricerche su Rosalìe per capire chi fosse e come mai di lei non ci fossero più notizie. «Rosalìe è un personaggio che, come tutti quelli delle mie narrazioni, è resistente e forse è stato cancellato per questo. Da qui la mia ricerca sulla sua storia», spiega Maria Attanasio. Scrittrice e poetessa siciliana, è nata nel 1943 a Caltagirone, dove tuttora vive e lavora. Ha scritto testi poetici e narrativi pubblicati su importanti riviste e antologie nazionali e internazionali, e tradotti in inglese, spagnolo, francese, arabo e giapponese.

«Mi sono avvicinata a Rosalìe Montmasson per caso. Navigando su internet mi sono imbattuta in un sito che spiegava che a Firenze era stata inaugurata una targa su un palazzo in sua memoria, che diceva che lì visse Rose Montmasson, sbarcata con i Mille a Marsala. Sono rimasta stupita, perchè non sapevo che una donna avesse partecipato alla spedizione. Di lei non si sapeva più nulla».

Nata in Alta Savoia, allora parte del Regno di Sardegna, da una famiglia poverissima, Rosalìe Montmasson sapeva leggere, scrivere e fare di conto e si manteneva lavorando come lavandaia e stiratrice. A Marsiglia, nel 1849, incontrò Francesco Crispi, esule dalla Sicilia, dove aveva partecipato alla rivoluzione del 1848. Si rincontreranno a Torino, nacque un grande amore e una passione politica comune: lui era mazziniano e lei lo diventò, anche più di lui. Si sposarono a Malta nel 1854: il matrimonio durerà 25 anni. Nel 1864 Crispi cambiò fede politica e da repubblicano diventò monarchico. Lei rimase repubblicana e continuarono a vivere assieme ma cominciarono i contrasti di tipo esistenziale e politico. «La storia di Rosalìe è la storia di un grande amore e di una grande utopia politica, legata alla militanza mazziniana: le due cose non sono scindibili in lei», spiega Maria Attanasio, che precisa: «Le mie storie hanno sempre un vissuto profondo, umano e politico».

Maria Attanasio

«Rosalìe era una donna libera: respirava lo spirito di libertà del tempo, che apparteneva alla generazione degli anni ‘40 e ‘50 dell’Ottocento». Grazie al lavoro di stiratrice e lavandaia, potè mantenere se stessa e il marito. Ed era libera prima ancora di conoscere Crispi, e di diventare mazziniana. Si fece fare dal padre una liberatoria redatta da un notaio che le consentiva di sposarsi con chi voleva, senza bisogno dell’autorizzazione paterna. «Una tensione di libertà che attraversa tutta una generazione». Girava l’Europa da sola a consegnare ai vari “fratelli” le lettere e i messaggi di Mazzini, che le voleva bene e aveva fiducia in lei. Lo conobbe a Londra, dove andò a vivere con il marito, dopo l’esilio da Malta. Lei e Crispi erano entrambi grandi seguaci di Mazzini. Si pensa addirittura che siano stati coinvolti nell’attentato a Napoleone III, anche se lui ha sempre negato. Fu anche amica di Garibaldi-ci sono lettere che lo testimoniano. Fu una grande protagonista, sia nella cospirazione sia soprattutto nell’organizzare la spedizione dei Mille.
In seguito a un colloquio privato con Garibaldi a Genova, ottenne il consenso a imbarcarsi sul Piemonte. Non si sa esattamente come convinse il Generale, che aveva dato un ordine tassativo: “né mogli, né madri, né volontarie”. Probabilmente ottenne il consenso perché fu tra coloro che avevano costruito la spedizione. All’inizio di aprile infatti fu mandata in Sicilia e a Malta dal marito e da tutto il gruppo che voleva organizzare lo sbarco, per organizzare e raccordare i comitati siciliani e maltesi con quelli della Liguria, e raccogliere soldi per comprare armi. Quindi fu un’attiva protagonista della spedizione.

Rosalie era una donna libera: respirava lo spirito di libertà del tempo, che apparteneva alla generazione degli anni ‘40 e ‘50 dell’Ottocento

Maria Attanasio

Il matrimonio di Crispi e Rosalìe entrò in crisi perchè lui si innamorò di una giovane donna, Lina Barbagallo, che aveva la metà dei suoi anni. Ancora sposato con Rosalìe, Crispi organizzò un matrimonio clandestino a Napoli con Lina, che venne scoperto dalla stampa. Scoppiò un grande scandalo. Crispi rischiava la condanna per bigamia, ma non fu condannato. Ci fu un’istruttoria molto parziale e manipolata, con giudici complici di Crispi, istruttoria che egli gestì per via della sua posizione di potere (era ministro dimissionario). Il matrimonio con Rosalìe fu dichiarato nullo per motivi formali, per mancanza delle pubblicazioni. «Era invece validissimo: ho trovato i documenti a Malta, compresa la dichiarazione di libre consentement del padre», spiega Maria Attanasio. Quello con Lina Barbagallo fu il terzo matrimonio di Crispi, sposato in prime nozze contro la volontà dei genitori, con una donna di nome Rosina D’Angelo.

Mentre i memorialisti successivi alla spedizione dei Mille elogiano Rosalie come un’eroina, tutta la storiografia successiva alla sentenza di annullamento del matrimonio la cancella in ossequio a Crispi, diventato presidente del consiglio. Rosalie fu totalmente rimossa dalla storia, come se non fosse mai esistita, e Crispi si prodigò di cancellare la presenza di Rosalie dai suoi diari precedenti, che furono pubblicati negli anni ‘90.
Mussolini vide in Crispi il suo precursore, quindi questa vicenda non poteva trapelare, altrimenti avrebbe significato macchiare in qualche modo non solo la figura di Crispi, ma anche quella di Mussolini. Quindi dal fascismo in poi scompare di lei ogni minima traccia.

«Una cosa mi dispiaceva, che Rosalìe non fosse di Caltagirone. Tutti i personaggi dei miei libri sono della mia città, persone realmente esistenti o esistite, di cui si sono magari perse le tracce, tranne quelli del mio ultimo romanzo, che non è storico ma distopico», dice Maria Attanasio, che spiega: «Le origini siciliane e caltagironesi sono il fondamento della mia scrittura».
Parlando con Domenico Amoroso, suo amico e direttore dei musei civici di Caltagirone, scopre che nel suo museo c’è un busto commemorativo dell’eroina dei Mille e uno di Crispi, commissionato nel 1880 dallo stesso Crispi allo scultore Salvatore Grita. Una cosa inattesa, successa dopo la rottura tra i coniugi. «Grazie a quest’opera ho potuto ricostruire per indizi la seconda parte della vita dell’eroina dei Mille», spiega Maria Attanasio, che aveva bisogno di un dato storico dopo la cancellazione iniziata nel 1878. In età senile Crispi tornò da Rosalìe, dopo che si erano separati in modo molto duro a causa dell’istruttoria.

Questo non è solo il romanzo di Rosalìe, ma anche di tutte quelle altre persone ed eroi oscuri che ho incontrato cercando lei. Esiste un album fotografico dei Mille, con 840 ritratti di persone, ognuna con la sua storia personale, il suo bagaglio di sentimenti, affetti e desideri. Ogni volto è una storia oscurata, si potrebbero scrivere 840 romanzi

Maria Attanasio

Il romanzo è il frutto di un lavoro di ricerca e di scrittura durato anni, che ha portato Maria Attanasio a fare indagini a Malta, Firenze e Roma. «Cercando Rosalie ho incontrato tantissimi personaggi ed eroi oscuri. Esiste un album fotografico dei Mille, realizzato dal fotografo e patriota italiano Alessandro Pavia, con 840 ritratti di persone, di volontari, ognuno con la sua storia personale, con il suo bagaglio di sentimenti, affetti e desideri. Ogni volto è una storia, una storia oscurata, si potrebbero scrivere 840 romanzi. La ragazza di Marsiglia non è solo il romanzo di Rosalie ma anche di tutte queste altre persone, è un romanzo corale, che vive di questo respiro di libertà che toccava tutta quella generazione dell’Ottocento, come quello che si è respirato negli anni ‘60 e ‘70 in Italia».

Immagine di apertura: La partenza dei Mille da Genova Quarto. Da Wikipedia.

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