Papa Francesco Nacho Arteaga Unsplash
Giustizia

La pena di morte è inammissibile: Papa Francesco cambia il Catechismo

2 Agosto Ago 2018 1448 02 agosto 2018
  • ...

«La Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona, e si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo»: questo il nuovo testo del Catechismo, in cui si afferma anche che la Chiesa Cattolica «si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo»

Papa Francesco, nell’Udienza concessa lo scorso 11 maggio al Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha approvato la seguente nuova redazione del n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica, disponendo che venga tradotta nelle diverse lingue e inserita in tutte le edizioni del suddetto Catechismo. La nuova versione del testo del Catechismo sulla pena di morte è stata resa nota oggi dal Vaticano.

Pena di morte. Nuovo testo

2267. Per molto tempo il ricorso alla pena di morte da parte della legittima autorità, dopo un processo regolare, fu ritenuta una risposta adeguata alla gravità di alcuni delitti e un mezzo accettabile, anche se estremo, per la tutela del bene comune.

Oggi è sempre più viva la consapevolezza che la dignità della persona non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi. Inoltre, si è diffusa una nuova comprensione del senso delle sanzioni penali da parte dello Stato. Infine, sono stati messi a punto sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la doverosa difesa dei cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono al reo in modo definitivo la possibilità di redimersi.

Pertanto la Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che «la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona», e si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo.

Pena di morte. Vecchio testo

2267. L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani.

Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.

Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l'ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo « sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti».

Amnesty International, che ha da diverso tempo attivato una campagna per un bando mondiale sulla pena di morte, ha accolto favorevolmente questo sviluppo della Chiesa cattolica come «un importante passo avanti».
«Già in passato, la chiesa aveva espresso la sua avversione per la pena di morte, ma con parole che non escludevano ambiguità», ha detto Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia. «Oggi lo dicono in un modo ancora più chiaro». Noury ha inoltre, ha elogiato la chiara indicazione dell’impegno della chiesa per la causa oltre la dottrina.

In apertura photo by Nacho Arteaga on Unsplash

Contenuti correlati