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Decreto correttivo al codice, le reazioni del Terzo settore

6 Agosto Ago 2018 1017 06 agosto 2018

“Ci riserviamo di leggere il testo approvato dal Governo prima di valutare in modo definitivo e puntuale le modifiche che sono state apportate", sostiene la portavoce del Forum, Claudia Fiaschi. Soddisfazione dai centri di servizio al volontariato e dall'associazione dei fundraiser

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Claudia Fiaschi
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“Ci riserviamo di leggere il testo approvato dal Governo prima di valutare in modo definitivo e puntuale le modifiche che sono state apportate", sostiene la portavoce del Forum, Claudia Fiaschi. Soddisfazione dai centri di servizio al volontariato e dall'associazione dei fundraiser

“Siamo contenti che sia stata accolta la nostra richiesta di approvare un primo decreto correttivo del Codice del Terzo settore dopo le problematiche che erano già emerse in questa prima fase di applicazione della Riforma.” Così la portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Claudia Fiaschi (in foto) commenta l’approvazione ieri in Consiglio dei Ministri del decreto correttivo al Codice del Terzo settore.

“Ci riserviamo di leggere il testo approvato dal Governo prima di valutare in modo definitivo e puntuale le modifiche che sono state apportate – prosegue la Portavoce –, ma rispetto alle prime note diffuse riteniamo positiva, nello specifico, la proroga del termine per l’adeguamento degli statuti degli Enti. Naturalmente ci auguriamo che nel frattempo tutte le norme, specie quelle fiscali, trovino una forma definita per consentire alle organizzazioni di Terzo settore di poter attuare in modo consapevole le scelte che sono chiamate a fare su aspetti importanti della loro vita associativa.”

“Si tratta di un nuovo importante passo – conclude Fiaschi – di un percorso di riforma già molto lungo che ci auguriamo possa concludersi nel più breve tempo possibile.”


Il decreto correttivo al integra la composizione del Consiglio nazionale del Terzo settore con un rappresentante di CSVnet (art. 59 CTS). “È stata accolta la nostra proposta, - commenta il presidente Stefano Tabò. - Ci conforta che ne siano state comprese le ragioni: le istituzioni pubbliche hanno l’interesse, ma anche il dovere, di avvalersi di tutte le competenze presenti nel Paese. L’esperienza ventennale dei Centri di servizio al volontariato e la loro funzione, che li pone a contatto quotidiano con il variegato mondo del terzo settore, garantiscono una significativa fonte di informazioni che risulta a disposizione di chi porta la responsabilità delle politiche pubbliche”.

Recepita anche una seconda proposta di CSVnet. È stato infatti ampliato di 6 mesi il termine entro il quale gli enti iscritti nei registri Onlus, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, potranno modificare i propri statuti con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria, al fine di adeguarli alle nuove disposizioni inderogabili contenute nel Codice del Terzo settore (art. 101 CTS). C’è dunque da oggi un ulteriore anno a disposizione per chi intende avvalersi di tale possibilità. “Un tempo prezioso, - aggiunge Tabò, -dal momento che le disposizioni contenute nella nuova normativa, peraltro ancora in attesa di alcuni importanti decreti applicativi, vanno prima di tutto comprese nel loro contenuto e nelle loro conseguenze, soprattutto quando vanno a toccare aspetti così delicati e sensibili come gli statuti ed i regolamenti associativi che esprimono u na parte considerevole dell’identità di ciascun ente”.

Permane, dunque, un tempo di transizione. I CSV ne sono coinvolti non solo in quanto enti di terzo settore essi stessi destinati ad evolvere secondo quanto indicato dal Codice del Terzo settore, ma soprattutto in quanto enti di servizio chiamati, secondo le loro competenze, a supportare l’universo del terzo settore impegnati a “promuovere e rafforzare la presenza ed il ruolo dei volontari”.

Il decreto correttivo amplia da 14 a 15 il numero degli «organismi territoriali di controllo» (OTC), attribuendone uno distinto alle regioni Friuli-Venezia-Giulia e Veneto, prima accumunate. Tale variazione va a stabilizzare il quadro operativo, acquisendo un ulteriore tassello che, da tempo, era stato prefigurato al fine di migliorare l’articolazione operativa del controllo sui CSV.

“Si è osservato positivamente, - conclude il presidente di CSVnet, - la solerzia con la quale la fondazione «Organismo nazionale di controllo» (ONC) si è insediata ed ha iniziato ad operare ai sensi di quanto previsto dal CTS.C’è bisogno, in effetti, di ridurre il più possibile la fase temporale di transizione così da consentire al sistema dei CSV di esprimere appieno il proprio mandato. In tale direzione, si auspica l’adozione tempestiva del decreto di nomina dei componenti degli «organismi territoriali di controllo» (OTC) ai sensi dell’art. 65 del CTS”.


Assif (l'associazione dei fundaraiser) accoglie con favore, come auspicato nei giorni scorsi, la scelta del Governo di "continuare nel percorso legislativo di approvazione della Riforma del Terzo Settore: l’Associazione Italiana Fundraiser si augura che il decreto legislativo approvato sia l’inizio di una proficua collaborazione con il non profit italia-no e con il mondo dei fundraiser, sempre in prima linea nello sviluppo del Terzo Settore e della società italiana", conclude il presidente Nicola Bedogni

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