Conte Di Maio - foto: Ag. Sintesi
Intervista

Dalle ong alla riforma, il Terzo settore secondo Di Maio

11 Agosto Ago 2018 1333 11 agosto 2018
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La funzione delle organizzazioni non governative, la necessità di continuare la stagione di riforma rispetto al non profit, gli impegni sugli infortuni sul lavoro, il modello di lotta all'azzardo da esportare in Europa e le idee sul piatto per rilanciare il lavoro al Sud e contrastare la povertà con il pensionamento del Reis. Dialogo a tutto campo col responsabile del Welfare

Trentadue anni, avellinese, Luigi Di Maio è vicepresidente del consiglio e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico dallo scorso primo giugno. In questa intervista realizzata per iscritto affronta alcuni dei temi che stanno maggiormente a core al Terzo settore italiano. Un dialogo utile e rivelatore per mettere a fuoco l'approccio del leader pentastellato alle questioni sociali e del welfare del nostro Paese.

Azzardo. Il Decreto Dignità ha introdotti disposizioni inedite in Europa per quanto riguarda il divieto di pubblicità e sponsorizzazione. Possiamo renderlo un modello trainante in Europa? Prossimi passi nel contrasto all'azzardopatia dal punto di vista della tutela del lavoro e della dignità?

Si tratta di una misura largamente adottabile dai Paesi europei, dove dilaga questa piaga. Ci sono padri e madri di famiglia disperati perché i figli cadono nella spirale del gioco, specie dopo aver visto in tv personaggi famosi e amati che lo sponsorizzano. Ma ci sono anche adulti che sperperano fino all'ultimo centesimo la loro pensione o indebitano le proprie famiglie cadendo nella spirale del gioco d'azzardo. Una ricerca della Caritas dimostra che l'80% di persone azzarda dopo aver visto la pubblicità in tv ed il 67% online. Il Governo non può, quindi, prescindere da un’assunzione di responsabilità prendendo posizione sulle conseguenze dannose della pubblicità. Impedendone la diffusione incidiamo sul suo veicolo principale, esattamente come già successo in passato con le sigarette. Un’importante chiave di lettura del fenomeno risiede nello sconforto per la mancanza di prospettive occupazionali future, un male molto diffuso tra i giovani del nostro Paese che genera ansia, preoccupazione e povertà. Anche la Commissione Europea ha concordato con la necessità di attuare misure concrete, in particolare a tutela dei minori, e ha confermato che gli Stati membri sono liberi di disciplinare il settore del gioco d’azzardo. Finalmente l’Italia può dire di essere arrivata prima in Europa. Parliamo di una norma di assoluto buonsenso avversata evidentemente dalle grandi lobby e dalle mafie, che ricevono dal gioco illegale una cifra attorno ai 23 miliardi di euro ogni anno.

Povertà: le organizzazioni dell’Alleanza contro la povertà chiedono di proseguire ed allargare il reddito di inclusione. C’è spazio per conciliare questa richiesta con il reddito di cittadinanza? Con quali modalità e tempistiche?
Il contrasto alla povertà è una priorità per il Governo del cambiamento e vogliamo farlo attraverso misure concrete e mirate. Il Rei è una misura assolutamente inadeguata e insufficiente. Ci siamo impegnati a introdurre il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza è una misura strutturale che darà un reddito minimo di 780 euro. Soprattutto, ci tengo a sottolinearlo, non è una misura assistenziale ma è uno strumento pensato per formare quanti hanno perso il proprio impiego per poi reinserirli nel mondo del lavoro.
Questo significa innanzitutto restituire dignità a chi, in questi anni, è stato vittima della crisi economica e delle scelte scellerate dei governi che ci hanno preceduto.

Giovani&Lavoro: il precedente governo aveva puntato forte su garanzia giovani. Qual è la sua valutazione si questa misura? Che altro metterete in campo in particolare guardando al Sud?
In Italia Garanzia Giovani non ha centrato gli obiettivi preposti ed ha ottenuto risultati a macchia di leopardo, molto diversi da regione a regione. Soprattutto, ha inciso poco proprio sulla platea dei Neet che comprende i giovani che non studiano e non lavorano. Un fenomeno, questo, che avrebbe dovuto contrastare. 1.300.000 sono i giovani che si sono iscritti al programma, di questi solo 251.953 sono gli assunti al 31 marzo. Il 19% del totale. Faremo un lavoro attento su Garanzia Giovani, che è ancora attiva, e sul riordino dei Centri per l’impiego che stiamo progettando insieme alle regioni. Proprio per questo, ho voluto avviare un confronto periodico e puntuale con gli assessori regionali al Lavoro. Sono loro che devono infatti dirci, regione per regione, cosa non sta funzionando. Voglio porre un freno immediato allo spreco di denaro pubblico e farò in modo che le risorse destinate ai centri per l'impiego siano mirate. Solo così potremo voltare pagina, solo così potremo ridare speranza ai nostri giovani e non solo a loro.

Formazione professionale: su quali aspetti punterete maggiormente? Che valutazione dà del sistema duale? Che valutazione dà dell’operato dell’Anpal?
La formazione professionale è gestita dalle regioni ma è senza dubbio il Ministero che deve dare le linee di coordinamento. Sulla formazione professionale, in passato, si è sprecata una quantità vergognosa di denaro pubblico senza risultati. Io voglio che la formazione serva a migliorare le competenze di chi si appresta a entrare nel mercato del lavoro e consenta ai nostri giovani di confrontarsi con i loro coetanei europei ad armi pari. Sulle nuove tecnologie, sulla robotica, sulla meccanica di precisione, non c’è un’offerta formativa tale da soddisfare la ricerca di competenze che i datori di lavoro richiedono. Il sistema duale è di base un’azione interessante che però va migliorata e gestita con attenzione. Non si possono mandare intere classi in azienda solo per assolvere all’obbligo dell’alternanza. I ragazzi rischiano di non imparare niente e gli imprenditori si trovano un ingolfamento nelle attività che mal digeriscono. Inoltre, al fine di valorizzare il mercato del private equity e, in particolare, il venture capital, stiamo lavorando ad un fondo per le start up, affinché vengano premiate le giovani idee, dando ai nostri ragazzi la possibilità di sprigionare tutto il loro potenziale. Su Anpal, non entro nel merito dell’operato: su alcuni versanti è positivo, mentre è negativo su altri. Anpal è la grande incompiuta delle agenzie del mercato del lavoro, dobbiamo fare in modo che funzioni al meglio, anche attraverso una riforma della governance per permetterle di essere più agile e, allo stesso tempo, più efficiente.

Stiamo lavorando ad un fondo per le start up, affinché vengano premiate le giovani idee, dando ai nostri ragazzi la possibilità di sprigionare tutto il loro potenziale

Infortuni sul lavoro. I umeri degli ultimi mesi sono impressionanti: come intervenire, come fare prevenzione e formazione in modo efficace nei posti di lavoro?
I numeri che vengono dall'INAIL sono devastanti, sono un vero e proprio bollettino di guerra, nel 2018 siamo ormai a una media di due morti al giorno e purtroppo il dato reale potrebbe essere addirittura più alto, considerando i lavoratori non tutelati dall'INAIL e le denunce di infortunio mortale non riconosciute. Voglio essere molto chiaro su questo punto: da Ministro del Lavoro, ma anche da Ministro dello Sviluppo Economico, non sono uno di quelli che pensa che la sicurezza sul lavoro si possa ottenere esclusivamente scaricando sulle imprese oneri e responsabilità, ovvero attraverso l'esclusivo uso di misure punitive. C'è bisogno di sensibilizzare datori e dipendenti verso una cultura della sicurezza sul lavoro, attraverso attività di informazione e formazione. Dobbiamo far comprendere anche al piccolo imprenditore che la sicurezza è fondamentale. È una priorità. Anche per questo, siamo pronti a incentivare e sostenere le buone prassi aziendali e a premiare le imprese che investono nella sicurezza. Puntiamo a inserire agevolazioni alle imprese che vogliono affrontare il tema della sicurezza sul lavoro mettendosi a norma, riducendo i costi. Vogliamo che ci sia uno sconto dell’IVA sugli acquisti effettuati dai datori di lavoro riguardanti tutto quanto concerne il settore della sicurezza per le aziende.

Le ong sono un capitolo delicato per questo Governo. Il tema è stato ripetutamente al centro di polemiche a seguito di dichiarazione sue di Salvini. Quale la loro funzione e quale lo spazio di azione?
Salvare vite umane che si trovano alla deriva nel Mediterraneo è un dovere a cui il Governo non si è mai sottratto. Quello che non è più possibile è consentire alle Ong, dietro cui molto spesso si nascondono oscuri finanziatori multimiliardari, di non rispettare i codici di condotta delle imbarcazioni che operano in mare e soprattutto le regole previste da accordi sottoscritti da Paesi sovrani. Non consentiremo più a nessuno di considerare l’Italia un porto franco. Tutti devono farsi carico del fenomeno migratorio ma rispettando prima di tutto la legalità. Un anno fa andai a Bruxelles per parlare con il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri. In quell’occasione scoprimmo cosa era davvero successo sul tema immigrazione: ci avevano svenduto per finanziare i famosi 80 euro trasformandoci nel più grande porto d'Europa, convinti che saremmo rimasti in silenzio. Oggi finalmente in Italia c’è un Governo capace di farsi rispettare ai tavoli europei, dicendo qualche no e proponendo misure di assoluto buon senso - come la redistribuzione dei migranti in tutti gli Stati membri. Questo cambio di atteggiamento ha portato al crollo immediato dell’impalcatura della finta solidarietà comunitaria. Per tali ragioni, la priorità sul tema rimane la modifica del Regolamento di Dublino alla radice.

Un anno fa andai a Bruxelles per parlare con il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri. In quell’occasione scoprimmo cosa era davvero successo sul tema immigrazione: ci avevano svenduto per finanziare i famosi 80 euro trasformandoci nel più grande porto d'Europa, convinti che saremmo rimasti in silenzio

Riforma Terzo settore. Facciamo il punto dopo l'approvazione dei due decreti corretivi su impresa sociale e codice.
Il Governo con il decreto correttivo approvato il 2 Agosto è intervenuto per rispondere alle richieste più urgenti manifestate dalle associazioni del terzo settore. Siamo ben consapevoli del ruolo svolto dagli operatori del Terzo settore e abbiamo operato per superare alcune criticità che erano state manifestate. In particolare è stato prorogato da 18 a 24 mesi il termine per adeguare gli statuti degli enti al nuovo quadro normativo. Si rende, inoltre, operativa la collaborazione tra Stato e Regioni (soprattutto in materia di utilizzazione del fondo di finanziamento di progetti e attività di interesse generale del Terzo settore); abbiamo finalmente chiarito l'iter sulla contemporanea iscrizione al registro delle persone giuridiche e al registro unico nazionale. Ci siamo mossi anche per evitare fenomeni di parcellizzazione delle associazioni indicando il numero minimo di associati necessario per la permanenza di una associazione di promozione sociale o di una organizzazione di volontariato.
Abbiamo iniziato un percorso di revisione normativa che era necessario, che proseguiremo con le associazioni per migliorare ancora le norme che regolano il Terzo settore.

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