La tragedia di Ferragosto

Polcevera, un crollo annunciato

14 Agosto Ago 2018 1721 14 agosto 2018

C’erano stati tanti segnali che evidenziavano la fragilità della grande infrastruttura. Basta rileggere la storia recente per capire come il ponte fosse sottoposto ad uno stress quotidiano che non era stato messo in conto quando venne concepito

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Polceverauì
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C’erano stati tanti segnali che evidenziavano la fragilità della grande infrastruttura. Basta rileggere la storia recente per capire come il ponte fosse sottoposto ad uno stress quotidiano che non era stato messo in conto quando venne concepito

Come può accadere che uno dei più importanti ponti delle infrastrutture italiane crolli, e crolli alla vigilia di Ferragosto? È la domanda inquietante che tutti ci stiamo facendo in questa giornata che segna una delle pagine più drammatiche della recente storia italiana. È crollato un ponte che è stato un manufatto simbolo dell’Italia del boom degli anni 60. Costruito da un ingegnere romano, Riccardo Morandi, al quale poi il ponte è stato dedicato. Una meraviglia dal punto di vista ingegneristico e anche estetico con le tre torri alte 90 metri che ne reggevano l’impalcato, grazie ai grandi tiranti (primo ponte costruito a “trave strallata” in Europa). Ci si chiede come possa essere accaduto. E si scopre che il ponte da un po’ stava soffrendo tanti fattori che ne minavano la sicurezza. Il primo fattore è naturalmente il tempo: se a Riccardo Morandi avessero chiesto quanto sarebbe durato il suo ponte, non avrebbe certamente risposto “per sempre”. Opere come queste chiedono di essere adeguate ad una realtà che cambia in modo veloce: per i ponti costruiti durante il boom ad esempio si attribuivano 50 anni di vita. E i 50 anni del viadotto sul Polcevera sono scaduti da poco, essendo stato inaugurato nel 1967. Tra i fattori entrati in gioco che cambiano le condizioni di scurezza di una struttura come quella che unisce Genova al Ponente, c’è naturalmente l’intensità del traffico e lo stress a cui viene quindi inevitabilmente esposta: lo scorso 25 aprile in direzione di Genova era stata registrata una coda di 50 km… Sul Polcevera attualmente ci sono 25,5 milioni di transiti l’anno, con un quadruplicamento del traffico negli ultimi 30 anni e destinato a crescere, anche in assenza di intervento, di un ulteriore 30% nei prossimi 30 anni.

Ma soprattutto è aumentato il “peso” del traffico pesante: come ha documentato Milena Gabanelli in una puntata dei suoi Dataroom, «da anni si caricano di più i camion di più per fare meno viaggi e tagliare sui costi. I viadotti però sono sempre quelli degli anni Settanta, ma nessuno ha provveduto a rinforzarli, perché non esiste un monitoraggio sulle ricadute delle leggi e fenomeni di mercato». Un allarme che non è di oggi: come riporta il sito di Nextquotidiano in una relazione di Autostrade per l’Italia del maggio 2011 sull’adeguamento del sistema A7-A10-A12 si diceva che il tratto autostradale A10 a Genova e l’innesto sull’autostrada per Serravalle producono «quotidianamente, nelle ore di punta, code di autoveicoli ed il volume raggiunto dal traffico provoca un intenso degrado della struttura del viadotto ‘Morandi’, in quanto sottoposta ad ingenti sollecitazioni. Il viadotto è quindi da anni oggetto di una manutenzione continua».

Il 26 aprile 2016 il senatore genovese Maurizio Rossi aveva fatto un’interpellanza parlamentare che riguardava la situazione delle infrastrutture della città. E tra i punti sui quali chiedeva risposta c’era anche questo: «Il viadotto Polcevera dell’autostrada A10, chiamato ponte Morandi, è una imponente realizzazione lunga 1.182 metri, costituita su 3 piloni in cemento armato che raggiungono i 90 metri di altezza che collega l'autostrada Genova - Milano al tratto Genova - Ventimiglia, attraversando la città sulla Val Polcevera; recentemente, il ponte è stato oggetto di un preoccupante cedimento dei giunti che hanno reso necessaria un'opera straordinaria di manutenzione senza la quale è concreto il rischio di una sua chiusura». Si chiedeva quindi «se corrisponda al vero che il Ponte Morandi, viste le attuali condizioni di criticità, potrebbe venir chiuso, almeno al traffico pesante, entro pochi anni gettando la città nel totale caos».