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Rider e città, il percorso condiviso per un lavoro sicuro

24 Agosto Ago 2018 1729 24 agosto 2018
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Mentre il governo ha avviato un tavolo di trattativa nazionale con aziende, sindacati e rappresentanze autonome dei lavoratori alla ricerca di nuove modalità contrattuali che possano garantire maggiori tutele, in molte città italiane ci si sta già attrezzando a livello territoriale per migliorare il lavoro dei rider

Sono diventati il simbolo del lavoro che cambia e che va tutelato. I rider, i fattorini in bicicletta o in scooter che consegnano a casa dal cibo alle sigarette, sono al centro del dibattito sul lavoro che cambia. Baule colorato in spalla, inforcate le bici, fanno ormai parte dell’orizzonte di molte grandi città italiane. E mentre il governo ha avviato un tavolo di trattativa nazionale con aziende, sindacati e rappresentanze autonome dei lavoratori alla ricerca di nuove modalità contrattuali che possano garantire maggiori tutele, in molte città italiane ci si sta già attrezzando a livello territoriale per garantire la sicurezza e migliorare il lavoro dei rider.

La prima città a dotarsi di una Carta dei diritti dei rider è stata Bologna, sotto la spinta di Riders Union, organizzazione autonoma dei fattorini. Il testo prevede uncompenso non inferiore ai minimi tabellari previsti dai contratti collettivi. E introduce nuove tutele: indennità integrativa per lavoro notturno, festivo e condizioni meteo sfavorevoli, obbligo dell’assicurazione e dieci ore di permessi sindacali retribuiti.

L’ambizione di Bologna è quella di fare da apripista. Non a caso anche Milano ha firmato e sottoscritto la stessa Carta dei diritti. «È il primo passo verso una collaborazione che auspichiamo più ampia con le principali città coinvolte da questo fenomeno, come Torino, Firenze e Roma, poiché ci troviamo di fronte ad una realtà ancora poco normata», ha detto l’assessore milanese al Lavoro Cristina Tajani. «Auspichiamo che il trasporto del cibo e delle merci al dettaglio in città avvenga sempre di più con mezzi green, ma chi transita per le strade, in particolare se lo fa per lavoro e in maniera intensiva, deve rientrare in un pensiero condiviso di città, di sviluppo e di sicurezza... Il grande lavoro intrapreso da Milano e da Bologna credo che possa e debba essere messo a disposizione di un tavolo comune tra amministrazioni e istituzioni, dal quale verranno di certo arricchimenti e nuovi spunti».

La città meneghina, patria del food delivery con oltre 3mila rider, ha proposto anche la dotazione di un “patentino” per questi lavoratori. Sotto la Madonnina, i rider auto-organizzati hanno chiesto e ottenuto...continua a leggere su Morning Future

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