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Rossini: «San Babila? Una piazza per cambiare l’Europa»

29 Agosto Ago 2018 1723 29 agosto 2018
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«In tanti hanno targato quella manifestazione come espressione dell’opposizione al Governo ma era molto più eterogenea. Noi abbiamo partecipato perché convinti che l’immigrazione sia una opportunità economica e sociale». L’intervista al presidente di Acli intervenuto ieri a Milano

15mila persone riunite in piazza San Babila a Milano. Una manifestazione che ha avuto luogo mentre il ministro degli Interni Matteo Salvini incontrava il premier ungherese Viktor Orbán. Su tutti i media l'evento è stato salutato come una proposta delle opposizioni e in tantissimi, in effetti, sono stati i parlamentari, in particolare Pd, a partecipare e a rilasciare dichiarazioni. In piazza erano in tanti, in particolare del mondo sociale. C'erano Arci, Acli e Anpi. Tante ong come Emergency e ActionAid o come “Insieme senza muri”, l'associaizione organizzatrice. E tantissimi cittadini, italiani e stranieri. Scesi in piazza per cosa? Lo abbiamo chiesto al presidente delle Acli, Roberto Rossini, che ha partecipato

Roberto Rossini

Chi ha organizzato l’evento di piazza San Babila a Milano?
Una piccola associazione che si chiama “Insieme senza muri”. Un cartello di realtà sociali dell’area milanese. Non la conosco direttamente. È la stessa che aveva organizzato il 20 maggio 2017 una manifestazione sull’accoglienza molto bella che era a favore del tema dello Ius soli.

Sui media però è passata per una manifestazione organizzata dall’opposizione…
Non è così, in realtà c’erano molte organizzazioni, tantissimi cittadini e molti stranieri. In larga parte per altro non riconducibili alla sinistra. I parlamentari non hanno parlato. Alla piazza ha parlato solo il mondo sociale. Si trattava di una parte degli italiani che ritiene l’accoglienza importante

La manifestazione di Piazza San Babila

Importante in che senso?
Fatte salve le questioni umane la città di Milano dimostra che un’accoglienza ben fatta e organizzata è un’occasione sia per quello che riguarda l’economia che l’innovazione sociale. Ci sono startup e organizzazioni che lo dimostrano con una presenza di stranieri rilevante. Attività che fanno welfare innovativo per tutti. L’immigrazione non è un’emergenza. È sicuramente un problema, ma che va visto come opportunità. Detto questo però la manifestazione di ieri non era votata al solo tema dei migranti

E a che altro?
L’Europa. Un modo per dire che tipo di Europa vogliamo. Questo è un anno sociale che termina con le elezioni europee. È importante tornare a discuterne. Perché certamente questa non è l’Unione che volevamo. Ci aspettavamo un’Europa più attenta alle periferie e al tema del lavoro, un Europa più sociale. Ma al di là delle critiche la strada europea è quella che vogliamo e da cui non si può tornare indietro

Entrambi i temi in effetti però sono fortemente in contrasto con le politiche di Matteo Salvini…
Certo, la piazza era contro la linea intransigente che sta portando avanti il Ministro dell'Interno. Noi, parlo per Acli, crediamo che le migrazioni e l'Europa siano invece le grandi sfide contemporanee. Su questo terreno dobbiamo giocarci il nostro impegno politico. Non voglio entrare nelle questioni partitiche ma fare un discorso politico di ampio respiro. Il motivo per cui eravamo in piazza è rendere l’Europa nuovamente un’opportunità per chi vi partecipa e immaginare un’accoglienza intelligente.

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