Screen Shot Film Su Stefano Cucchi
Festival di Venezia

Ilaria Cucchi: «Dedico questo film a mio fratello e a Matteo Salvini»

30 Agosto Ago 2018 1349 30 agosto 2018
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Presentato a Venezia il film "Sotto la Pelle" che in 100 minuti racconta gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi, morto nel 2009 durante la custodia cautelare. «Ste tu sei un atto d’accusa vivente, sì, vivente, contro quel modo di pensare ignorante e violento», dice Ilaria Cucchi. «Dedico il film a te e a Matteo Salvini e a tutti coloro che si auguravano e continuano ad augurarsi che di questa storia e di tante altre come la nostra non si parli più. Questo film è molto attuale. Assistiamo tutti i giorni e in queste ore a chiari esempi di non voler vedere persone o gruppi di persone in quanto esseri umani».

Sono passati quasi nove anni dalla morte, il 22 ottobre 2009, del trentasette Stefano Cucchi. Un volto e un nome che non abbiamo dimenticato. È stato presentato ieri nella sezione Orizzonti della 75esima Mostra del Cinema di Venezia “Sulla mia pelle”, il film di Alessio Cremonini, con Alessandro Borghi nei panni di Stefano Cucchi. Presente alla proiezione Ilaria Cucchi, nel film interpretata da Jasmine Trinca. L’uscita è prevista in contemporanea nelle sale, distribuito da Lucky Red, e Netflix dal prossimo 12 settembre. 100 minuti per raccontare l’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi.

«Sono profondamente commossa», ha scritto Ilaria Cucchi su Facebook, «Provata. Guardo il cielo sperando di poter incontrare il tuo sguardo. Non vedo nulla. Solo le luci accese della sala Darsena dove è appena terminato il film sulla tua morte. Sento gli applausi della gente. Prendo l’abbraccio di Alessandro e Jasmine e poi anche quello di Max. Le 1500 persone che stipano il cinema si stringono tutte intorno, quasi tutte in lacrime. 
Questa è la gente intorno a noi.
Qualcuno ha detto che dopo un fermo ci può scappare qualche schiaffo, qualche pugno.
E se poi il fermato cade e si fa male pazienza. Niente legge contro la tortura perché lega le mani alla Polizia.».

«Ma la Polizia non sente il bisogno di avere quelle mani libere che sarebbero sporche di sangue. Forse magari il sindacato di Tonelli la pensa diversamente ma la Polizia del comandante Gabrielli è altra cosa.
Ste ti sei preso qualche schiaffone. Qualche pugno. Qualche calcio. Sei caduto e ti sei fatto male. Molto male. Ma ce ne dobbiamo fare una ragione io te mamma e papà. 
In fin dei conti questo qualcuno è ora il ministro dell’interno. Ora, ironia della sorte, sta facendo passerella e cene di gala a Venezia. Voglio incontrare questo famoso ministro Salvini. Pubblicamente. Guardarlo negli occhi. 
Senza dire nulla. Fargli abbassare quello sguardo freddo ed inespressivo. 
A Ste, questo non avrà mai il coraggio. E poi lui si che fa parte della casta.
Non abbiamo giustamente preso un euro da questo film ma la soddisfazione è tanta. Tu sei un atto d’accusa vivente, sì, vivente, contro quel modo di pensare ignorante e violento. Tu che di violenza sei morto. 
Ti abbraccio forte forte. Come hanno abbracciato me.
Notte».

Ed il film infatti Ilaria Cucchi l’ha dedicato a suo fratello Stefano e «a Matteo Salvini», dice. «E a tutti coloro che si auguravano e continuano ad augurarsi che di questa storia e di tante altre come la nostra non si parli più». Il riferimento all’attualità è esplicito: «Questo film è molto attuale», dice Ilaria Cucchi. «Assistiamo tutti i giorni e in queste ore a chiari esempi di non voler vedere persone o gruppi di persone in quanto esseri umani».