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Migranti

Mediterraneo centrale, le ong non ci sono più

30 Agosto Ago 2018 1434 30 agosto 2018
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Con la decisione di Aquarius che abbandona il presidio della Libia per spostarsi verso le coste spagnole rinuncia anche l’ultima imbarcazione delle organizzazioni non governative impegnate nelle operazioni di salvataggio in quella porzione di mare. «Ora non è rimasta più nessuna Ong. Abbiamo fatto più noi in tre mesi di governo che il Pd in 5 anni» esulta Salvini

«Ora in mare non è rimasta più nessuna Ong. Abbiamo fatto più noi in tre mesi di governo che il Pd in 5 anni. Noi andiamo avanti, senza paura, non saranno inchieste o minacce a fermarci!».

A scriverlo su Twitter con tono trionfalistico è il ministro degli interni Matteo Salvini facendo riferimento alla scelta della nave Aquarius, la nave di Sos Mediterraneè e di Medici senza Frontiere, di abbandonare il presidio delle acqua di fronte alla Libia per spostarsi in quelle vicine alla Spagna.

Oscar Camps

Una spiegazione della scelta l’ha data, qualche giorno fa, Oscar Camps fondatore di Open Arms, un’altra ong molto impegnata in mare: «Siamo in balia della speculazione politica, l’Unione europea alimenta i populismi: pagano Erdogan, milioni di euro, pagano la Libia, e i trafficanti siamo noi. Nelle prossime settimane ci uniremo alle operazioni di salvataggio nello Stretto di Gibilterra e nel Mare di Alboran (che separano Marocco e Spagna ndr). L’avvio di politiche disumane ha provocato non solo la chiusura dei porti di Italia e Malta ma la paralisi di numerose organizzazioni umanitarie, come pure l’aumento del flusso migratorio verso il sud della Spagna».

Superando Italia e Grecia infatti, la penisola iberica è diventata quest’anno la prima porta di accesso all’Europa per i richiedenti asilo. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, da gennaio ne sono arrivati circa 28mila a bordo di imbarcazioni di fortuna, ovvero tanti quanti erano ne arrivati nell’intero 2017.

Per il sottosegretario alla Difesa Raffaele Volpi, «senza nessuna nave Ong nel Meditteraneo si interrompe così un meccanismo che, al di là dell’encomiabile intento umanitario degli operatori, non ha arrestato la tragedia dei morti nel Mar Mediterraneo e ha riversato centinaia di migliaia di disperati nei porti italiani». Che poi rincara spiegando come «un paese sovrano non permette che l’agenda delle politiche migratorie venga dettata dalle ong, i cui finanziatori non rispondono delle problematiche connesse con l’impatto demografico degli ingenti flussi migratori, né dei costi materiali e sociali dell’accoglienza, né della difficoltà delle politiche di integrazione, né di quelle securitarie».

Ma che fino hanno fatto le altre imbarcazioni? A Malta ben tre navi restano in porto. Si tratta della Lifeline, della Sea Watch e della Seefuchs. Inoltre va sottolineato che la MV Lifeline sia sotto sequestro. L'equipaggio della nave sta anche affrontando una battaglia legale sulla registrazione dell'imbarcazione.

Come siamo arrivati sin qui? Leggi

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