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Immigrazione

“Sorelle d’Italia”, storie di accoglienza quotidiana

30 Agosto Ago 2018 1550 30 agosto 2018
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Un documentario sulla società civile che accoglie in onda questa sera, giovedì 30 agosto, su Rai3. “Sorelle d’Italia” è il ritratto di tre donne che hanno deciso di impegnarsi nell’accoglienza spontanea, fuori da strutture pubbliche e private e non voltare la faccia dall'altra parte o di rifugiarsi nella paura dell'altro. «Spero che si colga l’ironia antinazionalista del titolo», dice il regista Daniele Gaglianone. «Viviamo un momento dove l’identità nazionale viene usata come clava. Ma quello che bisogna dimostrare è che è possibile un altro tipo di identità che si fonda su valori diversi da quelli bellicosi»

Giovedì 30 agosto, alle 00.30, Doc3, il programma di RAI 3 dedicato ai documentari d’autore, propone “Sorelle d’Italia”, un omaggio del regista Daniele Gaglianone agli attivisti e alle organizzazioni della società civile impegnate a costruire un'Italia che accoglie. A collaborare all’ideazione e realizzazione del documentario la ong Medici Senza Frontiere.

“Sorelle d’Italia” è il ritratto di tre donne (Elena, Georgia e Lorena), di età e provenienza differenti, che hanno deciso di impegnarsi nell’accoglienza spontanea, fuori da strutture pubbliche e private, inserite in una rete spesso fragile e locale. Tre donne che scelgono di non voltare la faccia dall'altra parte o di rifugiarsi nella paura dell'altro. Sono il volto di un’Italia solidale che va oltre le polemiche e la retorica dell'odio e che tende la mano ai migranti e richiedenti asilo esclusi dalle strutture di accoglienza.

«L’idea del documentario è nata da Medici Senza Frontiere», dice il regista Daniele Gaglianone. «L’associazione culturale ZaLab ha deciso di produrlo. Le protagoniste sono tre donne che per scelta personale hanno deciso di occuparsi di accoglienza e di migranti: fanno qualcosa di semplice e straordinario allo stesso tempo». Le protagoniste al centro di “Sorelle d’Italia” infatti non sono operatrici umanitarie, il loro aiuto è informale e non strutturato.

Se il passaggio dei migranti attraverso le frontiere non si è trasformato in una serie di interminabili tragedie lo si deve esclusivamente alle tante persone che si sono mobilitate spontaneamente e organizzate per aiutare altre persone, innanzitutto ad acquisire consapevolezza dei rischi e a prestare soccorso e assistenza a coloro che ci avevano comunque provato.

L’intreccio di tre ritratti di donne di differenti età e diversa provenienza che hanno deciso di occuparsi di migranti...

Geplaatst door Doc3 op Maandag 27 augustus 2018

«Spero», continua il regista, «che si colga l’ironia antinazionalista del titolo “sorelle d’Italia”. Viviamo un momento dove l’identità nazionale viene usata come clava. Ma quello che bisogna dimostrare è che è possibile un altro tipo di identità ancora che si fonda su valori diversi da quelli bellicosi».

Sono oltre 10.000 le persone in Italia, in prevalenza richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale o umanitaria, che vivono senza un riparo decoroso, cibo sufficiente e un adeguato accesso alle cure mediche.

«In un periodo in cui gli attivisti e i volontari che aiutano i migranti subiscono forti pressioni, talvolta culminate in procedimenti giudiziari nei loro confronti, questo documentario è un tributo alla loro umanità utile a rompere la narrazione dominante intorno alla questione delle migrazioni», dichiara Marco Bertotto, responsabile advocacy di MSF Italia.

«È fondamentale anche raccontare un altro lato della realtà», conclude Daniele Gaglianone. «C’è bisogno, come dimostrano le protagoniste, di fare la cosa giusta senza preoccuparsi troppo della ricaduta. Ma fare quello cha va fatto perché è giusto così. A volte le persone per pigrizia o disperazione credono alle versioni “ufficiali” dei 30 auro al giorno ai migranti. Dei “migranti che ballano sulle navi”. Ma non è così. Per questo c’è bisogno anche di un tipo di racconto nuovo che faccia breccia nella gente e racconti la storia di persone ordinarie che fanno cose straordinarie, che potrebbe fare chiunque. Questa è la forza. L’umanità è una cosa che ci appartiene. Quello che accade ad un altro sta accadendo a me».

A partire dal prossimo autunno "Sorelle d'Italia" sarà distribuito in tutta Italia dal collettivo ZaLab in una versione ampliata a lungometraggio.