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Don Benoni Ambarus è il nuovo direttore della Caritas di Roma

3 Settembre Set 2018 1300 03 settembre 2018
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Classe 1974, nato in Romania, già da un anno affiancava mons. Feroci come vicedirettore

Don Benoni Ambarus è il nuovo direttore della Caritas di Roma. Classe 1974, nato in Romania, succede a monsignor Enrico Feroci che ha diretto la Caritas per nove anni e che diventa rettore del Seminario della Madonna del Divino Amore.

Don Benoni, detto Don Ben, è nato in Romania e già da un anno era vicedirettore della Caritas di Roma. A nominarlo è stato il cardinale Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma. Il sacerdote è arrivo in Italia nel 1996, presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore, per completare gli studi e conseguire il baccalaureato in Teologia. Il 29 giugno 2000 viene ordinato presbitero a Iasi ma poi rientra a Roma, dove, nel 2001, consegue la licenza in Teologia dogmatica alla Pontificia Università Gregoriana. Dal 2001 è stato educatore al Seminario Romano Maggiore, poi collaboratore parrocchiale e viceparroco a San Frumenzio ai Prati Fiscali, viceparroco nella comunità di Santa Maria Causa Nostrae Laetitie a Torre Gaia e dal 2012 parroco dei Santi Elisabetta e Zaccaria a Valle Muricana: la prima parrocchia a ricevere una visita pastorale di Papa Francesco, il 26 maggio del 2013. Infine, nel 2017, la nomina a vicedirettore della Caritas di Roma e da sabato primo settembre il nuovo ruolo di direttore.

«Sono consapevole – dichiara don Benoni Ambarus – di arrivare a svolgere un servizio impegnativo e delicato con la certezza di poter contare sull'esperienza e la dedizione di molti operatori, volontari e di tutti i poveri. L'esperienza di vicedirettore, vissuta negli ultimi mesi, è stata per me la scuola del Vangelo della vita attraverso gli occhi e il cuore dei poveri. La Caritas continuerà il suo percorso al fianco delle tante comunità parrocchiali e di tutto quel vasto mondo della Chiesa di Roma in cui la carità si realizza attraverso la difesa della dignità e della giustizia: esperienze che sempre più debbono operare in comunione».

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