Legge di Bilancio

Fondi servizio civile, nessun impegno dal Governo

3 Settembre Set 2018 1433 03 settembre 2018

Dopo l'assegnazione della delega al sottosegretario Vincenzo Spadafora, la nomina del nuovo capo dipartimento e il via al bando volontari si apre la questione dei fondi per il prossimo anno e dell'avvio del servizio civile universale. Parla il presidente della Conferenza nazionale degli enti, Licio Palazzini

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Spadafora02 Ag. Sintesi
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Dopo l'assegnazione della delega al sottosegretario Vincenzo Spadafora, la nomina del nuovo capo dipartimento e il via al bando volontari si apre la questione dei fondi per il prossimo anno e dell'avvio del servizio civile universale. Parla il presidente della Conferenza nazionale degli enti, Licio Palazzini

Prima, a fine giugno l’assegnazione della delega sul servizio civile al sottosegretario alla presidenza del consiglio Vincenzo Spadafora. Poi ad agosto la nomina di Valeria Vaccaro, al posto di Calogero Mauceri a capo del dipartimento. Così il governo ha completato l’assetto istituzionale (almeno nelle posizioni apicali) del servizio civile. Vaccaro, appena nominata, ha firmato il 20 agosto il bando volontari per la selezione di oltre 53.363 volontari.

Ora l’attenzione si sposta sulla legge di Bilancio. Facciamo il punto con Licio Palazzini, presidente della Conferenza nazionale degli enti di servizio civile, che lo scorso primo agosto ha guidato la delegazione della Cnesc che ha incontrato Spadafora.

Ad oggi di quante risorse gode il servizio civile per il 2019?
A bocce ferme, in base alla programmazione triennale, ci sono 115 milioni.

Voi proprio nell’incontro con Spadafora avere chiesto “il consolidamento per i prossimi anni del contingente annuo ad almeno 50mila posti per venire incontro alla forte richiesta dei giovani, delle famiglie e delle comunità”. Quanto manca?
Per avviare al servizio 50mila giovani occorrono oltre 300milioni di euro.

Avete strappato qualche impegno in proposito a Spadafora?
Un impegno puntuale non lo ha preso. Ha però preso atto della situazione contabile e si è detto interessato e disponibile a valutare altri canali di finanziamento, come per esempio quello già sperimentato di Garanzia Giovani. Ciò non toglie però che il tronco del bilancio del servizio civile deve essere quello del bando ordinario, poi ci possiamo attaccare tutti i rami che vogliamo, ma quello è imprescindibile.

Crede che ci sia spazio per il contributo di sostenitori privati?
La possibilità esiste già e ed è stata pratica in pochi e marginali casi. Il tema vero è avere continuità e certezza nei finanziamenti. Anche nel caso questi fossero privati. Altrimenti diventa impossibile per noi enti programmare.

Tanto più che a fronte di oltre 100mila posti richiesti, gli enti sul lato dell'offerta oggi mettono in campo progetti per 60-65mila posti…
Ritorno al punto precedente. Oggi gli enti lavorano col freno a mano tirato perché sono costretti a navigare a vista. Il know how c'è, bisogna però che ci sia chiarezza sul futuro in modo da mettere in campo i necessari investimenti sul personale.

Il sistema del servizio civile è cresciuto sino al 2007. Dal 2008 al 2013 c’è stato un calo impressionante chiuso con un anno senza servizio civile, poi dal 2014 è ripresa la crescita. Teme che si possa tornare a cinque anni fa?
No, non ho timori in proposito. Il servizio civile non riguarda solo i ragazzi e gli enti non profit. Nel sistema ci sono ormai entrati anche università ed enti pubblici. Una buona fetta di pubblica amministrazione è ingaggiata sul tema. Credo che sia politicamente difficile azzerarlo. Vedremo però, come si comporterà il governo. In questo senso non è passato inosservato la celerità con cui il nuovo capo dipartimento ha fatto partire il bando volontari. Non era scontato che lo facesse. Un segnale, senz’altro incoraggiante.

Licio Palazzini

Lei è una memoria storica del servizio civile. Conosce Valeria Vaccaro?
No e non abbiamo ancora avuto modo di incontrarla. Del resto è stata nominata in pieno agosto. Credo avremo presto modo di farlo.

Recentemente avete manifestato una “crescente preoccupazione per lo stato del Dipartimento del Servizio Civile Nazionale, privato nel corso degli ultimi mesi e settimane, ai vari livelli, di persone esperte che sarebbero state necessarie nella fase di passaggio delle consegne e di attuazione della riforma”…
Il servizio civile è un piccolo miracolo amministrativo. Duecento persone fra Dipartimento centrale e organi territoriale gestiscono 3.500 enti e 50mila volontari. Il 95% delle risorse va a coprire gli assegni dei ragazzi. Per stare in piedi occorre che le competenze non vadano disperse. Lo abbiamo fatto presente. È un nodo cruciale.

Finora non abbiamo ancora accennato al servizio civile universale. Quando entrerà “in carica il nuovo format”?
Oltre al nodo delle risorse c’è quello della programmazione triennale che concerne gli ambiti di intervento. Sul punto è fondamentale che sia data agli enti la possibilità di progettare senza strettoie burocratiche e normative che rendano impossibile il nostro lavoro. A quanto mi risulta però sulla programmazione triennale il governo non si è ancora espresso.

Dobbiamo assolutamente alimentare i percorsi formativi che possano servire ad una maggiore professionalizzazione dei...

Geplaatst door Vincenzo Spadafora op Dinsdag 31 juli 2018

Nel comunicato post incontro con Spadafora scrivete “L’incontro è stata l’occasione per trovare punti di convergenza sulla finalità formativa e educativa del SC, non comprimibile nelle politiche giovanili o in quelle di sostegno all’occupazione”. Il giorno prima su Facebook lo stesso sottosegretario avere scritto: “Dobbiamo assolutamente alimentare i percorsi formativi che possano servire ad una maggiore professionalizzazione dei nostri ragazzi”. Non vede una contraddizione?
Una dichiarazione che ha sorpreso anche me. Mi rendo conto che i social hanno un’importanza crescente nella comunicazione di oggi, resto però fermo su quanto Spadafora ci ha detto di persona.

L’estate sulla scia dell’ennesimo rilancio di Salvini è stata caratterizzata dal ritorno del dibattito sulla leva e sul servizio civile obbligatorio. Qual è la posizione degli enti sporici sul tema?
Dobbiamo essere molto pragmatici e partire da quello che abbiamo e da quello che c’è in agenda. Ovvero il servizio civile nazionale e quello universale. Una volta chiuso questo cantiere e dimostrato che il servizio civile universale è un successo, che piace ai giovani e funziona bene, potremmo pensare a come svilupparlo ed eventualmente ragionare sulla sua obbligatorietà. Fare questa dibattito adesso, mi sembra prematuro.

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