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Melazzini lascia l'Aifa e sferza la politica antiscientifica

3 Settembre Set 2018 1229 03 settembre 2018

«Auguro ad Aifa di proseguire il suo cambiamento. Io mi adatterò al mio, convinto sempre di più che è necessario nella nostra quotidianità “guardare le stelle e non i piedi… perché per quanto difficile possa essere la vita c’è sempre qualcosa che è possibile fare e in cui si può riuscire”». Fra i successi raggiunti, Melazzini cita il farmaco per la SMA

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«Auguro ad Aifa di proseguire il suo cambiamento. Io mi adatterò al mio, convinto sempre di più che è necessario nella nostra quotidianità “guardare le stelle e non i piedi… perché per quanto difficile possa essere la vita c’è sempre qualcosa che è possibile fare e in cui si può riuscire”». Fra i successi raggiunti, Melazzini cita il farmaco per la SMA

Mario Melazzini lascia la direzione generale dell'Aifa. Un cambiamento annunciato intorno alla metà di luglio dalla ministra Giulia Grillo, che aveva inviato i nuovi candidati a inviare entro il 23 luglio la loro manifestazione d’interesse per il nuovo ruolo. Nulla a che fare quindi con le recenti dimissioni del presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Stefano Vella che si è dimesso una settimana fa in polemica con le scelte del Governo sulla Diciotti, ma certo uno chiaro spoils system.

«In un Paese dove per colpa di certa politica suggestionabile lo Stato stava per regalare miliardi a ciarlatani senza scrupoli (vicenda stamina), Aifa è riuscita in tempi record ad approvare, a un prezzo nettamente inferiore al costo di mercato, il farmaco per la terapia reale di bambini, adolescenti e giovani adulti colpiti da quella terribile malattia»: nel suo ultimo giorno da direttore generale dall’Aifa, Mario Melazzini indica questo tra i traguardi conseguiti durante il suo incarico, ovvero l’aver autorizzato il primo farmaco per il trattamento per la Sma (Atrofia Spinale Muscolare) e l’aver reso accessibile quindi una cura per una malattia che prima non ne aveva. «Sono molto orgoglioso dell’accelerazione che abbiamo ottenuto nel percorso dell’approvazione dei nuovi farmaci, e in particolare quanto è accaduto ad esempio per Spinraza (nusinersen) il primo farmaco per il trattamento per la Sma (Atrofia Spinale Muscolare)», scrive Melazzini. A marzo 2018 erano già 135 i pazienti malati di SMA1 che hanno avviato il trattamento con Spinraza e altri 190 erano eleggibili e attendevano la prima somministrazione.

Mario Melazzini era stato nominato direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco il 17 novembre 2016, da Beatrice Lorenzin. Melazzini è medico e dal 2003 ha una diagnosi di Sla: è stato presidente nazionale dell’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (Aisla), Presidente di Arisla, la Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica, Segretario Nazionale della FISH, Direttore Scientifico del Centro Clinico Nemo (Centro per la diagnosi e la cura delle malattie neuromuscolari) dal 2007 al 2016. È stato anche Assessore alla Sanità, Assessore alle Attività produttive, ricerca e innovazione, Assessore all’Università, Ricerca e Open Innovation in Regione Lombardia.

«Sono stato Direttore generale di Aifa rappresentandola con decoro e onestà. Nessuno potrà mai accusarmi di essere un poltronista: quando arrivai in Aifa come presidente lo feci dimettendomi dalle cariche pubbliche e private no profit che ricoprivo, per dare un contributo al Paese. Non ho bisogno di poltrone, tra i pochissimi vantaggi che ho c’è la mia carrozza, quella è mia (ahimè…), con quella sono arrivato in Aifa e con quella vado via», scrive Melazzini nella sua lettera di commiato.

C'è anche un passaggio sui vaccini: «in ossequio alla giusta legge sull’obbligo per i vaccini, nel dicembre scorso abbiamo richiamato al tavolo tutte le industrie produttrici per abbassare il prezzo fissandolo per il prossimo quadriennio». E ancora: «in un clima reso terribile dalle fake news della propaganda antiscientifica, abbiamo realizzato una vera trasparenza tornando a pubblicare in una forma comprensibile a tutti il Rapporto Vaccini e il Rapporto Osmed sul consumo dei farmaci. È in fase di elaborazione il Rapporto sulla Farmacovigilanza e il 15 ottobre Aifa avrà finalmente un Portale che fornirà tutti i dati, comprensibili non solo agli operatori, sanitari e non, ma a misura degli operatori dell’informazione e dei singoli cittadini».

Per Melazzini «Aifa è l’Agenzia Italiana del Farmaco, nel mondo un fiore all’occhiello dell’Italia: come ho detto spesso nei miei interventi, è il luogo dove il futuro si affronta attraverso la consapevolezza del presente. Aifa è lo Stato che garantisce risposte concrete ai bisogni di salute dei pazienti che devono ricevere i farmaci per la terapia corretta e appropriata, identificata sulla base delle linee guida condivise, elaborate dalla Comunità Scientifica nazionale e internazionale, nel miglior rapporto costo-beneficio. È questo Aifa, non quella retorica del sospetto al servizio della propaganda che la cita per i miliardi, gli interessi, l’industria, le zone d’ombra».

E per il futuro? «Auguro ad Aifa di proseguire il suo [cambiamento]. Io mi adatterò al mio, convinto sempre di più che è necessario nella nostra quotidianità “guardare le stelle e non i piedi… perché per quanto difficile possa essere la vita c’è sempre qualcosa che è possibile fare e in cui si può riuscire”».

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