Aleksandr Zakharchenko © Eliseo Bertolasi
Donbass

Ucciso il capo della Repubblica Popolare di Donetsk in un attentato terroristico

3 Settembre Set 2018 1024 03 settembre 2018
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Il 31 agosto intorno alle 17.30, ora locale, Aleksandr Zakharchenko è stato raggiunto da un’esplosione mentre era all’interno del caffè Separ. Insieme a lui gravemente ferito il ministro delle Finanze Aleksandr Timofeev. Ancora non è chiaro chi sia il mandante ma i primi indizi portano a Kiev

Una sciagura immane ha colpito il Donbass, il 31 agosto intorno alle 17.30, ora locale, Aleksandr Zakharchenko è stato ucciso in seguito ad un attentato terroristico nel centro di Donetsk.

Aleksandr Zakharchenko

Agghiacciante il comunicato a RIA Novosti di Vladislav Berdichevskij, deputato del Consiglio popolare della DNR: «Il capo della Repubblica Popolare di Donetsk è stato ucciso in un’esplosione al caffè “Separ”. Secondo i bollettini medici, il capo della DNR, è deceduto in seguito a gravi ferite alla testa: “L’esplosione ha danneggiato una vasta area. Questa lesione non è compatibile con la vita”.

Anche il vicepresidente del Consiglio dei ministri della DNR, il ministro delle Finanze Aleksandr Timofeev è rimasto gravemente ferito nell’attentato. Nell’attentato si contano 11 vittime tra morti e feriti.

Le autorità della repubblica hanno definito l’esplosione un “atto di terrorismo”.

Certamente Aleksandr Zakharchenko era un personaggio scomodo a Kiev. Dietro l’assassinio del capo della autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk possono esserci le autorità ucraine, sostiene Ivan Teterin, membro del comitato di difesa della Duma di stato: «A Kiev era molto scomodo, molto probabilmente, presumibilmente sono faccende di Kiev».

Anche il rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri della Russia Maria Zakharova non ha escluso che la parte ucraina possa essere coinvolta nell’omicidio: «Ci sono tutte le ragioni per credere che dietro al suo omicidio ci sia il regime di Kiev, che ha ripetutamente usato metodi simili per eliminare dissidenti e persone sgradite», ha detto il diplomatico.

Zakharova ha inoltre evidenziato che invece dell’attuazione del “Minsk-2” e della ricerca di modi per risolvere il conflitto nel Donbass, «il partito della guerra di Kiev sta attuando uno scenario terroristico». Inoltre: «Non avendo adempiuto alla promessa di pace, evidentemente ha deciso di passare a un bagno di sangue».

Il plenipotenziario della DNR nel gruppo di contatto per l’Ucraina Denis Pushilin, commentando la tragedia ha sottolineato che «Donetsk vendicherà questo crimine», è convinto si tratti di «un’altra aggressione da parte dell’Ucraina».

Tuttavia, da parte di Kiev, i Servizi di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) in base a quanto dichiarato dal loro segretario-stampa Elena Gitlyanskaya fanno sapere che non hanno alcuna relazione con l’accaduto.

A sua volta anche il comitato investigativo della Federazione Russa ha aperto un procedimento penale per la morte di Zakharchenko, ai sensi dell’articolo del Codice penale della Federazione Russa che indica “Atto di terrorismo internazionale”.

Il dipartimento ha anche espresso la disponibilità ad assistere la DNR nelle indagini sull’omicidio.

Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso le sue condoglianze alla famiglia e agli amici di Zakharchenko. Il leader russo si aspetta che gli organizzatori e gli autori del crimine subiranno la punizione che si meritano.

Nonostante le smentite ucraine Dmitrij Trapeznikov, il vice di Zakharchenko, ha confermato che l’attacco è stato pianificato in Ucraina: «Per ora tutti i confini rimangono chiusi, alcune persone sono già state arrestate, hanno già rilasciato deposizione, il risultato confermato è che si tratta di un diversivo (operazione n.d.t.) ucraino». Sempre secondo le sue parole, sono attese altre provocazioni e si nota uno spostamento di mezzi militari ucraini. Le forze dell’ordine sono riuscite a stabilire l’identità dei terroristi che hanno commesso l’attacco, secondo i funzionari della sicurezza, l’esplosione è stata attuata per ordine del SBU: «Il regime di Kiev, come sempre, non è in grado di combattere apertamente, ed opera esclusivamente con metodi terroristici disumani», ha riferito il portavoce del dicastero Alena Alekseeva.

Aleksandr Zakharchenko ha sempre avuto un ruolo in primo piano negli eventi successivi al colpo di stato a Kiev del febbraio 2014. Con l’inizio della sollevazione delle regioni del sud-est dell’Ucraina il 16 aprile 2014, prese parte all’assalto dell’edificio dell’amministrazione regionale di Donetsk. Nel maggio 2014 fu nominato comandante militare di Donetsk, in seguito alla carica di vice ministro degli Affari interni della DNR. L’8 agosto 2014, dal Consiglio dei ministri della DNR fu nominato primo ministro della DNR. Il 2 novembre 2014 vinse le elezioni e fu eletto capo della DNR, con il 75,5% dei voti.

Aleksandr Zakharchenko per la sua personalità, il suo coraggio e la sua determinazione era anche un valido comandante e un leader carismatico. Partecipò a numerose battaglie, fu ferito al braccio vicino a Kozhevnya il 22 luglio 2014, fu ferito alla gamba a Debaltsevo il 17 febbraio 2015.

Maurizio Marrone

Maurizio Marrone Presidente della Rappresentanza della Repubblica Popolare di Donetsk in Italia ha voluto esprimere la sua opinione su questa tragedia: «La notizia dell’uccisione del Capo della Repubblica Popolare di Donetsk Aleksandr Zakharchenko ha scioccato tutti noi. Riceviamo da venerdì sera sulle pagine social del Centro di Rappresentanza centinaia di messaggi di cordoglio dai tanti cittadini originari del Donbass che vivono in Italia.

Sin dai primi convulsi giorni successivi a Maidan Zakharchenko ha saputo emergere come riferimento per il popolo del Donbass, terrorizzato dalla prospettiva di finire massacrato dai nazionalisti di Kiev come le vittime del rogo di Odessa. Dall’occupazione del palazzo regionale di Donetsk, che ha visto Zakharchenko subito protagonista, ha mosso i primi passi il sogno della Novorussia e della Repubblica Popolare, con quel referendum popolare che l’Europa si ostina a non voler accettare».

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