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C’è una nuova Italia a tavola

4 Settembre Set 2018 1558 04 settembre 2018
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L’Ufficio Studi Coop ha realizzato un’indagine su un campione di 7mila persone per capire come stanno cambiando gli stili di vita, partendo dalle scelte per il food. Si scopre che gli italiani potrebbero non essere più i così affezionati alla tipica tavola della tradizione nazionale. Giovedì la presentazione a Milano

Il 38% sono “tradizionalisti”, il 31% innovatori, il 9% sono quelli del low cost. I restanti sono senza un dato caratterizzante. È la fotografia sulle “tribù della tavola” che l’Ufficio Studi Coop ha realizzato attraverso un’indagine su un campione molto ampio della popolazione (circa 7000 intervistati). La ricerca verrà presentata giovedì 6 settembre alla Terrazza Martini di Milano da Albino Russo (Direttore Ancc- Coop). Con lui interverranno Stefano Bassi, Presidente Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop), Marco Pedroni, Presidente Coop Italia (Consorzio nazionale per gli acquisti e le politiche di marketing).

L’indagine si compone di una cinquantina di domande per ritrarre gli italiani a tutto tondo, partendo dalle evoluzioni nella scelte per il food. Le risposte possibili spaziavano da “Tradizionale/Tipico” a “Digiuno spesso perché ritengo faccia bene” o “Vegano”. C’è chi vorrebbe solo il Bio, chi meno carne, chi più pesce e chi addirittura digiunerebbe. Emerge il fatto che non siamo più così affezionati alla tradizione come un tempo. Un italiano su tre sperimenta nuove cucine mentre quasi uno su dieci sceglie cosa mangiare condizionato da vincoli economici.

È un’Italia che inizia a muoversi dalla tradizione con sempre più convincimento con un intervistato su tre che sperimenta nuovi cibi. I tradizionalisti sono coloro che amano le vecchie ricette di famiglia e i prodotti che ben conoscono. Gli innovatori al contrario, sono coloro che vogliono sperimentare e lo fanno come vedremo in ogni aspetto della loro vita, ma prima di tutto a tavola. Tra loro ci sono i vegani e vegetariani 8%, i reducetariani 7% (che diminuiscono il consumo di carne), i “senza” 9% (che rinunciano a lattosio e glutine) e i biosalutisti 7%. I tradizionalisti nel cibo sono anche quelli più conservativi negli stili di vita (sono gli gli italiani più appassionati di televisione). Gli innovatori, e sono anche quelli in migliore stato di salute sono tali tra i fornelli ma anche nella vita. Più sportivi e iperattivi sono gli italiani più attenti alle mode, all’estetica, ai cambiamenti del mondo e alla comunicazione e ai social. A caccia di nuove spiritualità sperimentano le discipline orientali o quelle meditative, insoddisfatti del loro corpo ricorrono spesso alla chirurgia e forse per via del loro distacco dalla tradizione della famiglia di origine, vivono con qualche difficoltà il rapporto con i propri cari. Presenti su tutte le piattaforme social e di messaggistica, sono i più esibizionisti con le loro foto o i loro selfie (postano quotidianamente immagini della loro vita quotidiana 19% contro 9% tradizionalisti puri.

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