L’incendio del museo

Il Brasile ha perso la sua memoria

4 Settembre Set 2018 1828 04 settembre 2018

Era l’istituzione depositaria della storia del Paese, fondato proprio 200 anni. Il fuoco lo ha divorato anche perché per il taglio ai bilanci gli impianti anti incendio sono risultati inutilizzabili. «Il nostro futuro dovrà essere eretto non più sulla memoria ma sulle ceneri», ha scritto Vik Muniz, il più popolare artista del paese

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Era l’istituzione depositaria della storia del Paese, fondato proprio 200 anni. Il fuoco lo ha divorato anche perché per il taglio ai bilanci gli impianti anti incendio sono risultati inutilizzabili. «Il nostro futuro dovrà essere eretto non più sulla memoria ma sulle ceneri», ha scritto Vik Muniz, il più popolare artista del paese

Senza parole. Così Vik Muniz, uno dei più famosi e popolari artisti brasiliani, ha commentato il grafico che illustra i bilanci del Museu Nacional di Rio De Janeiro, il grande museo bruciato la notte scorsa: dai 531mila reales del 2013 si è precipitati ai 54mila dei primi quattro mesi del 2018. È questa la cifra che spiega il disastro accaduto nel più importane museo dedicato alla storia e all’identità del Brasile. A rendere drammatiche le conseguenze è stata anche l’inadeguatezza delle strutture di controllo. I pompieri non hanno trovato acqua nei bocchettoni e hanno dovuto andare a rifornirsi in un lago fuori Rio per arrivare a spegnere l’incendio 24 ore dopo che era scoppiato.

A rendere drammatiche le conseguenze è stata anche l’inadeguatezza delle strutture di controllo. I pompieri non hanno trovato acqua nei bocchettoni e hanno dovuto andare a rifornirsi in un lago fuori Rio per arrivare a spegnere l’incendio 24 ore dopo che era scoppiato

Oltre che un museo si trattava di un simbolo, che proprio quest’anno compiva 200 anni, essendo stato fondato dal re Giovanni I del Portogallo nel 1818. Tra queste stanze quattro anni dopo venne firmata l’indipendenza del Brasile: a proclamarla era stato l’imperatore Pietro I, che è stato il grande promotore della crescita del museo e che aveva chiamato in Brasile dall’Europa esperti archeologi e paleontologi per favorire le ricerche e formare nuove leve di studiosi autoctoni. Nel 1890 si tenne la prima assemblea nazionale costituente. Insomma un museo che era qualcosa di più di un museo: un pezzo di memoria nazionale, con i suoi 20milioni di reperti catalogati.

Vik Muniz sulla sua pagina facebook ha fatto questa riflessione molto emblematica su quanto accaduto: «Cinque anni fa», ha scritto, «ho perso temporaneamente la memoria dopo un incidente in moto e questo mi ha segnato profondamente. Peggio della morte è la piena consapevolezza della perdita. Non c'è peggior terrore e tristezza che non poter ricordare ciò che sei già stato e amavi essere, delle cose, persone ed eventi che ti hanno fatto essere ciò che è. Il Museo Nazionale nel parco della Quinta da Boa Vista brucia tra le fiamme e con lui una parte significativa del nostro passato. È estremamente triste pensare che un Paese si costruisca sulla sua storia, e che d'ora in poi il nostro futuro dovrà essere eretto sulle ceneri e le macerie precarie ereditate da un abbandono incallito verso il nostro patrimonio culturale e materiale. Con le ceneri se ne va via la memoria, in un processo di amnesia gravida di conseguenze tristi, soprattutto in un momento come questo in cui il nostro deficit con la realtà diventa qualcosa di veramente preoccupante. Questo è un momento di tanta vergogna e tristezza per noi e per quelli a cui abbiamo affidato la custodia della nostra storia».

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