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Fundraising

Quello dei Ferragnez? Non era crowdfunding ma una lista nozze

4 Settembre Set 2018 1230 04 settembre 2018
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Dopo l'intervista con Valerio Melandri sul flop della raccolta fondi lanciata dai due vip per le proprie nozze, interviene Elisa Liberatori Finocchiaro, Southern Europe Regional Manager di GoFundMe, la piattaforma che ha ospitato l'iniziativa

«Siamo arrivati in Italia ufficialmente da luglio. Questa dei Ferragnez è stata una delle prime campagne che abbiamo seguito», spiega Elisa Liberatori Finocchiaro, Southern Europe Regional Manager di GoFundMe, la piattaforma di corwdfunding che ospitava l'iniziativa dei due neo coniugi. Un'intervento, il suo, in risposta alle provocazioni di Valerio Melandri che ieri su Vita.it commentava lo scarso risultato della campagna che aveva fruttato in un mese solamente 36mila euro per 81 donatori, in particolare mettendo in guardia dal fenomeno della disintermediazione nel fundraising: «l’idea di finanziarsi direttamente i progetti facendo fuori il terzo settore, e con lui la capacità professionale che porta in dote». L'intervista


Elisa Liberatori Finocchiaro

Iniziamo dalla fine, cioè dal risultato. Converrà che si tratta di un risultato non molto brillante...
Non ne sono così sicura. Ricordiamoci che i partecipanti ai matrimoni donano sorpattutto all'ultimo minuto o magari ancora devono farlo. Il dato sicuro sono quei 36mila euro raccolti fino a questo momento.Bisogna però prima chiarire una serie di aspetti per amor di verità

Prego...
In primo luogo dobbiamo dire che effettivamente Fedez e Ferragni non hanno fatto alcuna call to action pubblica, non hanno mai condiviso il link del crowdfunding sui social. L'unica cosa che hanno fatto è stato chiedere pubblicamente ai propri follower di partecipare ad un'application in cui indicare realtà o progetti da sostenere. In sostanza non si è trattato di una vera campagna di crowdfunding ma più che altro una lista di nozze diversa dal solito. Bisogna anche dire che quando i Ferragnez si sono mossi attivamente per una raccolta fondi, come alcuni mesi fa appoggiarono sui loro social una campagna GofundMe in favore di un bambino nato estremamente prematuro e bisognoso di un’operazione speciale, contribuirono notevolmente a far raccogliere oltre 100mila euro in pochi giorni.

Quello che però su Vita.it Melandri metteva in dubbio non era tanto la capacità dei Ferragnez di movimentare donatori e donazioni quanto la serietà di questa raccolta in particolare. Che tipo di raccolte fondi ospitate normalmente?
Siamo una piattaforma di crowdfunding sociale. Crowdfunding per spese mediche e legali, emergenze, beneficenza, commemorazioni, prodotti culturali. Migliaia le storie delle persone che sono riuscite a cambiare la propria vita grazie all’aiuto economico della comunità di GoFundMe. Da quando sono Southern Europe Regional Manager di GoFundMe sono state tante le storie che sulla nostra piattaforma hanno trovato realizzazione e tantissimi donatori: crowdfunding per spese mediche e legali, emergenze, beneficienza, commemorazioni. Tra queste mi piace ricordare la storia di Soumalia Sacko bracciante e sindacalista ucciso a fucilate nelle campagne di Rosarno: grazie ai 35mila euro raccolti è stato possibile coprire tutte le spese per il rimpatrio della salma in Mali. La storia di Carlo Macro, giovane assassinato nel 2014 a Roma: i familiari non hanno ricevuto nessun risarcimento e per questo hanno lanciato una campagna per raccogliere fondi per pagare le spese legali. E poi quella di Isaac, bimbo nato prematuramente con una stenosi laringea e una paralisi delle corde vocali che lo ha portato ad avere una tracheotomia fino a 3 anni. Di cui per altro erano ambasciatori della causa anche proprio Fedez e Ferragni.

E cosa c'entra una lista nozze alternativa con questo tipo di proposte?
Noi ospitiamo qualsiasi cosa. Chiaramente a patto che non si siano frodi o proposte poco trasparenti. Abbiamo un team dedicato che si occupa di verificare la veridicità delle cose. Siamo una piattaforma aperta.

D'accordo ma col senno di poi lo rifareste?
Certo, non possiamo dire di no a nessuno che proponga qualcosa di legittimo e onesto. Poi naturalmente noi abbiamo fatto, come sempre, anche con i Ferragnez del “coaching”per fare in modo che la campagna fosse sviluppata nel miglior modo possibile. Ma non c'erano le possibilità

Ad esempio?
Avevamo consigliato espressamente di aprire la lista nozze con un beneficiario già prestabilito ma alla mail deputata alle segnalazioni sono arrivate circa 10mila richieste di application da parte dei fan per essere destinatari della raccolta solidale. Una cifra considerevole che ha frenato l'individuazione immediata di un beneficiario della lista nozze. Non rendere noto il progetto ha sicuramente indebolito la campagna come giustamente sottolinea anche Melandri. Ma non solo: Avevamo ovviamente consigliato l'uso dei propri social è per diffondere la campagna ma sono stati di avviso contrario. E poi abbiamo anche indicato come importante l'uso dello storytelling e l'appoggio di community e influencer vicini alla causa della campagna. Ma l'idea dei Ferragnez era di fare una cosa più intima e riservata. In conclusione non si può valutare il crowdfunding da una campagna come questa.

E sul cuore del discorso di Melandri, circa il rischio della disintermediazione cosa pensa?
Sicuramente il mondo classico del dono è in crisi. Probabilmente proprio per via di queste strutture pachidermiche che ricorda Melandri. Però vorrei anche dire che nel nostro modello ci sono anche lati molto positivi e non solo rischi. Siamo nati negli Stati Uniti nel 2010 e siamo la più grande realtà di raccolta fondi sociale del mondo, con oltre cinque miliardi di dollari redistribuiti e una comunità di circa 50 milioni di donatori. Servizi gratuiti, garanzia di protezione del donatore, innovazione (app) e affidabilità (consigli di esperti 24/7) sono i punti di forza di questa realtà di crowdfunding che in Europa ha già raccolto oltre 150 milioni di euro per cause sociali e lanciato circa 80mila campagne di raccolta fondi. È vero, mettiamo in contatto chi organizza la campagna direttamente con i propri donatori, senza intermediazioni. Ma così facendo garantendo trasparenza, aggiornamenti continui sulle cause e zero tariffe. GoFundMe è una vera e propria rivoluzione, soprattutto nel terzo settore e nel non profit dove negli ultimi anni si registra una certa diffidenza. Grazie al continuo aggiornamento tecnologico, ad una App dedicata e al nostro servizio di Customer Happiness rappresentiamo oggi una eccellenza anche tecnica nel panorama della raccolta fondi.

Ha detto tariffa zero. Come vi sostenete?
Lasciamo al donatore la scelta se concederci una percentuale volontaria libera, la cosiddetta “tip”, mancia.

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