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Scuola

150 milioni di teenager a scuola ricevono una "lezione di violenza"

6 Settembre Set 2018 1721 06 settembre 2018
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Uno studente su due nel mondo è vittima di bullismo e atti di violenza. Lo afferma il rapporto An Everyday Lesson: #ENDviolence in Schools, presentato oggi da Unicef. «La violenza è una lezione indimenticabile che nessun bambino ha bisogno di imparare», afferma il direttore generale Henrietta Fore

Uno studente su due nel mondo è vittima di bullismo e atti di violenza. Lo afferma il rapporto An Everyday Lesson: #ENDviolence in Schools, presentato oggi da Unicef. L’indagine riguarda i ragazzi fra i 13 e i 15 anni nel mondo: circa 150 milioni di essi hanno riferito di aver subito violenza da parte dei loro coetanei a scuola e fuori: sono stati vittime di bullismo nell’ultimo mese o sono stati coinvolti in scontri fisici nell’ultimo anno. Accade sia nei paesi poveri sia in quelli ricchi, e riguarda sia le ragazze che i ragazzi sono egualmente (le ragazze hanno maggiori probabilità di essere vittime di forme psicologiche di bullismo, mentre i ragazzi incorrono in un rischio maggiore di violenze fisiche e minacce). In Italia, il 37% degli studenti fra i 13 e i 15 anni hanno riferito di essere stati vittime di bullismo a scuola almeno una volta negli ultimi due mesi e/o di essere stati coinvolti in scontri fisici almeno una volta nei 12 mesi passati. In generale, 3 studenti su 10 in 39 paesi industrializzati ammettono di esercitare bullismo sui loro coetanei.

Il Direttore generale di Unicef, Henrietta Fore, commenta così la ricerca: «Ogni giorno, i bambini incontrano numerosi pericoli, fra cui scontri, pressione per unirsi alle gang, bullismo, punizioni violente, molestie sessuali e violenza armata. Nel breve periodo tutto ciò ha un impatto sul loro apprendimento, nel lungo periodo può condurre a depressione, ansia e persino suicidio. La violenza è una lezione indimenticabile che nessun bambino ha bisogno di imparare». Il rapporto evidenzia anche come coltelli e pistole a scuola continuano a provocare morti. Nel 2017, sono stati registrati 396 attacchi documentati o verificati sulle scuole nella Repubblica Democratica del Congo, 26 sulle scuole in Sud Sudan, 67 attacchi in Siria e 20 attacchi in Yemen. Mentre Circa 720 milioni di bambini in età scolastica vivono in paesi in cui le punizioni fisiche a scuola non sono completamente proibite.

Per porre fine alla violenza nelle scuole, Unicef e i suoi partner chiedono un’azione immediata nelle seguenti aree:

  • Attuare politiche e normative per proteggere gli studenti dalla violenza nelle scuole;
  • Rafforzare le misure di prevenzione e risposta nelle scuole;
  • Invitare le comunità e i singoli a unirsi agli studenti quando si schierano contro la violenza e lavorano per cambiare la cultura nelle classi e nelle comunità;
  • Fare investimenti più efficienti e mirati verso soluzioni provate che aiutino gli studenti e le scuole ad essere sicuri;
  • Raccogliere dati migliori e disaggregati sulla violenza contro i bambini nelle scuole e fuori e condividere ciò che funziona.

Tramite un questionario online rivolto ai giovani tra i 13 e i 24 anni, Unicef sta inoltre incoraggiando i giovani ad alzare la voce per porre fine alla violenza a scuola una volta per tutte.

Foto © UNICEF/UNI177485/Heger

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