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Autismo: per la prima volta gli adulti avranno le loro Linee Guida

6 Settembre Set 2018 1245 06 settembre 2018
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L’Istituto Superiore della Sanità è al lavoro per redigere le nuove Linee Guida per il disturbo dello spettro autistico, che saranno pronte nel giro di un anno e mezzo. Per la prima volta ci saranno raccomandazioni distinte per bambini e adolescenti e per adulti

L’Istituto Superiore della Sanità è al lavoro per redigere le nuove Linee Guida per il disturbo dello spettro autistico, che saranno pronte nel giro di un anno e mezzo. Per la prima volta ci saranno raccomandazioni distinte per bambini e adolescenti e per adulti, rispondendo così alla storica critica per cui “a 18 anni gli autistici spariscono”. «Queste Linee Guida vogliono completare, arricchire e perfezionare un processo avviato nel 2011 con l’elaborazione della prima Linea Guida ISS sull’autismo ampliando il concetto di rete, fondamentale per il percorso di diagnosi e cura di questo disturbo», si legge sul sito dell’ISS.

Le nuove Linee Guida saranno redatte dall’ISS attraverso il Sistema Nazionale delle Linee Guida e serviranno a formulare diagnosi accurate nei bambini e negli adulti, riconoscere i casi e indirizzarli al trattamento, indicare terapie personalizzate a seconda delle caratteristiche individuali della persona, creare una rete di sostegno e assistenza, favorire l’interazione tra medico, paziente e familiari, rendere omogenea tra le regioni la qualità delle cure. L’introduzione del tema della diagnosi e l’estensione delle raccomandazioni all’età adulta è senza dubbio la principale novità. Le raccomandazioni saranno rese pubbliche, insieme alle evidenze scientifiche prodotte dai centri di revisione sistematica su un sito web dedicato, liberamente accessibile e consultabile. La prima raccomandazione è attesa entro la fine dell’anno.

«Con queste nuove linee guida, dice Francesco Nardocci – coordinatore delle Linee Guida per l’età evolutiva – si vuole promuovere il coinvolgimento sinergico di una rete di professionisti sanitari, educativi e dei familiari fondamentale sia per riconoscere i segnali e quindi fare la diagnosi prima dei tre anni, sia per iniziare più precocemente possibile il trattamento». Per quanto riguarda gli adulti, tra gli obiettivi, c’è quello dell’uniformità delle cure e dell’assistenza: «Le Linee Guida – dice Corrado Barbui, coordinatore delle Linee Guida per gli adulti – sono rivolte a tutti gli operatori sanitari, con l’obiettivo di migliorare il riconoscimento dei casi di disturbo dello spettro autistico negli adulti e offrire indirizzi per uniformare l’offerta dei servizi erogati sul territorio nazionale e migliorarne la qualità».

A coordinare tutta l’attività per la componente metodologica è stato chiamato il Prof. Holger Schunemann, Direttore Cochrane Canada e del Centro GRADE dell’Università McMaster (Canada) e per la componente scientifica il Prof. Francesco Nardocci, neuropsichiatra infantile, già presidente della Società Italiana della neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (SINPIA) e il Prof. Corrado Barbui, psichiatra e Direttore del Centro Collaboratore dell’OMS per la Ricerca e la Formazione in Salute Mentale e la valutazione dei servizi dell’Università di Verona e del Centro Cochrane. Per ogni Panel sono stati selezionati 14 esperti «con chiara e documentata esperienza (non meno di 5 anni) nel campo della diagnosi e trattamento dei bambini/adolescenti e adulti con disturbi dello spettro autistico presso enti/aziende sanitarie appartenenti al servizio sanitario nazionale o ad esso accreditate e 2 membri laici, genitori di persone con disturbo dello spettro autistico o persone nello spettro» (qui i nomi dei componenti dei due panel). «Evidenza scientifica e rigore metodologico guideranno lo sviluppo delle nuove Linee Guida dell’Istituto», afferma Maria Luisa Scattoni, coordinatrice del Comitato Tecnico-Scientifico. «Adottiamo i migliori standard metodologici per la creazione di Linee Guida su un argomento di alta complessità e impatto sociale», dice Primiamo Iannone direttore del Centro Nazionale Eccellenza clinica, qualità e sicurezza delle cure, «perciò confidiamo nella credibilità e autorevolezza delle raccomandazioni prodotte».

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