Social innovation

Portierato sociale, quando il vicino di casa è il quartiere

7 Settembre Set 2018 1149 07 settembre 2018

Bologna, Modena, Ferrara. Lungo la dorsale emiliana si stanno sviluppando modelli di vicinato da conoscere e studiare. Ecco chi sono i protagonisti di questa piccola rivoluzione del buon vivere

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Portierato Sociale Bologna CUT
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Bologna, Modena, Ferrara. Lungo la dorsale emiliana si stanno sviluppando modelli di vicinato da conoscere e studiare. Ecco chi sono i protagonisti di questa piccola rivoluzione del buon vivere

Tra via San Vitale e la zona universitaria, dentro le mura medievali di Bologna e a ridosso della John Hopkins University, c’è un progetto che vuole superare il degrado grazie alla sinergia tra le associazioni, i cittadini e il Quartiere. Via San Leonardo è lunga circa cento metri e qui, come in altre zone del centro, furono ristrutturati nel 1973 alcuni comparti dell’antico tessuto urbano nell’ambito del Piano di edilizia economica popolare che il Comune approvò nel 1969 e che valse all’allora assessore e noto urbanista Pier Luigi Cervellati il Premio Antonio Feltrinelli dell'Accademia dei Lincei. È qui che è nata un’esperienza di portierato sociale che è un po’ l’evoluzione della cultura del cortile, dove - spiega Anita Della Monica dell’associazione Percorsi, capofila del progetto - “eravamo i figli di tutti”. Tutti conoscevano tutti e si aiutavano. Ora in via San Leonardo - aggiunge Della Monica - “il posto è di tutti quelli che abitano nella strada”. L’esperienza è nata con qualche mercatino, poi “il primo passo - spiega ancora Della Monica - è stato bussare a tutte le associazioni della strada”. L’ultima iniziativa si è sviluppata in via San Leonardo è la sartoria sociale, allestita all’interno del portierato e aperta a chi sa cucire, ma non ha la macchina da cucire, a chi vuole avere qualche consiglio per utilizzare uno scampolo di stoffa o semplicemente per fare qualche riparazione. Sempre qui nelle prossime settimane partirà anche un corso di cucito per bambini e non è escluso che tra una riparazione e l’altra possa nascere qualche opportunità di lavoro.

La sartoria sociale di Bologna

La sartoria sociale è un progetto promosso dall'Associazione Percorsi con il contributo del Quartiere Santo Stefano e del Comune di Bologna. “Abbiamo comprato - spiega Anita Della Monica - la macchina da cucire, una taglia e cuci e gli accessori da sarta. il messaggio è “Sai cucire e non hai gli attrezzi? Vieni da noi e li usi gratis”.

“L’esperienza del portierato di via San Leonardo - aggiunge invece Rosa Amorevole, presidente del Quartiere Santo Stefano di Bologna - è l’esempio di come si possano superare situazioni di degrado grazie al lavoro di comunità che promuove reti con il mondo delle associazioni. In questi anni è stata costruita una relazione con il Quartiere che ha permesso di ricreare fiducia e promuovere azioni comuni volte a riqualificare gli spazi urbani. Le nuove relazioni con le istituzioni, con le altre associazioni o con cittadini non aggregati a nessun gruppo ha sviluppato socialità e voglia di fare”.

ESPERIENZE GEMELLE LUNGO LA VIA EMILIA

Lungo la via Emilia c’è anche un’altra esperienza di portierato sociale di quartiere. È quella che di PASSMO, aperto ad agosto 2017 e parte integrante del “Programma per la riqualificazione e la sicurezza della periferia nord della città di Modena – Fascia Ferroviaria”. Nella città della Ghirlandina, però, il progetto è nato dall’amministrazione comunale che ha voluto inserire nel programma di interventi anche una misura come il portierato sociale. Si tratta di una zona non facile della città, per quella che viene definita l’alta complessità della composizione socio-demografica della residenza, l’alta percentuale di abitanti stranieri e la forte presenza di nuclei familiari fragili. Qui il portierato sociale è anche uno sportello, una finestra proprio per quei cittadini più fragili per orientarli nell’accesso ai servizi del territorio, aiutarli nella mediazione sociale o linguistico-culturale. Da agosto 2017 a maggio 2018 gli accessi totali sono stati più di 1.625 e ogni mese sono circa 170/200 gli accessi. Secondo i dati forniti dal Comune di Modena, oltre un quarto delle richieste riguardano le attività del portierato.

A Ferrara, invece, è Acer, l’Azienda Casa Emilia-Romagna, a gestire dal 2015 il portierato sociale al Barco, uno dei quartieri popolari più grandi del capoluogo. Progetto che giunge a conclusione di un percorso di accompagnamento degli inquilini iniziato a settembre 2013, in occasione della consegna chiavi di 76 nuovi alloggi. In una prima fase il portierato sociale è stato gestito con la collaborazione della Cooperativa Camelot, che vi ha impiegato un mediatore per 10 ore a settimana, ora invece è gestito direttamente da Acer che vuole che il progetto diventi un punto di riferimento per i residenti, non solo rispetto a problematiche ordinarie, ma anche per le iniziative di aggregazione e socializzazione. Il portierato collabora con il comitato “Viva Barco Viva ”, con cui vengono organizzate varie iniziative di aggregazione, tra cui la Festa dei Vicini, ormai diventata un appuntamento fisso. Inoltre, c’è una convenzione con il Nucleo Guardie Eco-Zoofile volontarie, con le quali Acer collabora da diverso tempo, per prevenire o dirimere problematiche di convivenza derivanti da incuria o maltrattamenti di animali. Per questo sono in calendario con i cittadini del quartiere alcuni incontri sul tema della cura degli animali in condominio.

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