Coopi
Cooperazione vs terrorismo

Lago Ciad, Coopi: «Conferenza di Berlino un successo, pronti due miliardi di dollari di aiuti»

10 Settembre Set 2018 1122 10 settembre 2018
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L'ong Coopi è stata l'unica italiana tra le 24 presenti, assieme a 27 Stati e organismi internazionali. "L'investimento di finanziamenti rappresenta un ottimo passo, anche perché si punta non solo all'emergenza ma anche allo sviluppo delle zone devastate dalle violenze di Boko Haram", spiega Massimo Salvadori, Area manager Africa Occidentale dell'organizzazione non governativa

“È stata una conferenza di successo”. Non ha dubbi Massimo Salvadori, Area manager Africa occidentale dell’ong Coopi, alla fine della due giorni di lavori della Conferenza di alto livello sulla Regione del lago Ciad, che si è tenuta a Berlino il 3 e il 4 settembre 2018. Coopi, storica organizzazione non governativa nata nel 1965, era l’unica italiana presente tra le 24 ong invitate a partecipare ai lavori. Al loro fianco erano presenti i rappresentanti delle Nazioni unite, della Banca mondiale, della Banca di sviluppo africana e di ben 27 Stati, compresi i quattro dell’area del lago Ciad: Camerun, Ciad, Niger e soprattutto Nigeria, lo Stato più devastato dal terrorismo di Boko Haram, gruppo fondamentalista che negli ultimi 9 anni ha seminato il terrore nella zona con rapimenti e violenze di ogni genere ai danni della popolazione locale. “Stiamo parlando di 17 milioni di persone coinvolte in questa crisi umanitaria”, sottolinea Salvadori, 38 anni, che segue la Nigeria dal 2015. “Persone che hanno bisogno di risposte immediate: la conferenza è terminata con l’impegno congiunto a investire 2,17 miliardi di dollari per migliorare la situazione, una cifra che è più del doppio di quella di 1 miliardo promessa l’anno scorso alla conferenza di Oslo”. In allegato in coda all'articolo, il documento finale (in inglese) della Conferenza.

Dalla tabella dei finanziamenti (qui sotto) si possono vedere gli apporti delle singole realtà, Italia compresa che finanzia l’operazione con 17,48 milioni di euro. Stupisce l’impegno degli Usa nell’era Trump - è la voce più considerevole, con 420,13 milioni di euro - “ma sono stanziamenti previsti dalla precedente amministrazione Obama”, specifica Salvadori, “anche se Donald Trump, comunque, ha dichiarato di considerare prioritario il problema terrorismo in Nigeria e infatti il Dipartimento di Stato statunitense ha aperto da poco quattro sedi Ofda (Office of US Foreign disaster assistance, Uffici di assistenza per disastri esteri) nei quattro Paesi bagnati dal lago Ciad. Dopo gli Stati uniti, i tre maggiori finanziatori sono la Germania con 309,3 milioni di euro, la Banca mondiale con 270 milioni e la Commissione europea con 269,81 milioni.

“Il successo della conferenza non è solo in termini di quantità, ma anche di qualità: i fondi andranno sia a progetti di emergenza che di sviluppo, e questo nesso permetterà di costruire interventi di ampio respiro e a lungo termine”, spiega l’Area manager di Coopi. Di certo c’è da contrastare e debellare la violenza di Boko Haram – “e della cellula africana di Isis, che a differenza di Boko Haram colpisce soprattutto militari, polizia e governo ma è anch’essa molto pericolosa” – ma subito dopo c’è da garantire stabilità e progetti dedicati alla sicurezza alimentare, all’educazione e ogni altro aspetto che permetta di far partire una società devastata da violenze e terrore. “Coopi opera sia nelle zone dove il terrorismo non è arrivato sia in quelle liberate dopo mesi o anni di occupazione di Boko Haram (qui un reportage della giornalista di Vita.it Ottavia Spaggiari che ha visitato di recente alcuni di questi luoghi), collaborando con Aics, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, l’Unione europea, le Nazioni unite e i governi locali. È anche l’unica ong presente in tutti e quattro gli Stati della Regione del lago Ciad”, aggiunge Salvadori.

In Nigeria sono 250 i cooperanti locali e 15 il personale espatriato di Coopi, con 400mila beneficiari raggiunti, in particolare con progetti legati a protezione umanitaria, nutrizione e sicurezza alimentare. Come va il rapporto con le autorità locali, in particolare con quelle nigeriane, presenti alla conferenza di Berlino con molti leader, tra cui la ministra del budget, il ministro della cooperazione e il presidente del Borno state, dove è maggiore la presenza terroristica? “E’ nettamente in via di miglioramento: all’inizio verso le ong non erano molto aperti, ma ora si lavora piuttosto bene, fianco a fianco”, specifica Salvadori, “d’altronde è necessaria una buona collaborazione, dato che il terrorismo, presente da ben 9 anni, è purtroppo ben radicato in varie zone e di sicuro non sarà debellato nel giro di poco tempo”.

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