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Azzardo, indebitamento, usura: il Decreto Dignità non basta

11 Settembre Set 2018 1850 11 settembre 2018
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Il monito arriva dalla Consulta Nazionale Antiusura nell'ambito di un convegno contro l'azzardo tenutosi oggi alla Fiera del Levante

Indebitamento delle famiglie, usura e azzardo. Tre temi che si intrecciano tra loro e che paralizzano la tenuta economico e sociale del Paese. Non si può uscire dalla crisi economica se non si risolve il grande tema del sovrindebitamento delle famiglie italiane. L’azzardo è una delle cause.

Dopo tante battaglie fuori e dentro i palazzi delle istituzioni da parte delle associazioni finalmente l’attuale governo nell’ambito del decreto dignità ha abolito la pubblicità totale dell’azzardo. Ma nel merito il decreto dignità risolve il problema dell’azzardo? Esiste una una exit strategy per portare le famiglie italiane fuori dalla condizione di sovrindebitamento?

Se n’è discusso stamattina in un convegno organizzato dalla Consulta Nazionale Antiusura e dalla Fondazione Antiusura nell’ambito della Fiera del Levante. La ripresa economica del Paese passa anche attraverso l’uscita dalla condizione di sovrindebitamento delle famiglie che ha prodotto il sensibile taglio al valore dei loro patrimoni; la riduzione del reddito corrente; il ritardo di ingresso di nuove leve all’impiego che fa gravare il rischio di fallimento “differito” a altre 230 mila nuclei. “Con una politica programmata che offra una possibilità di pareggio di bilancio, ponendo la garanzia dello Stato, l’impegno del sistema di welfare e la partecipazione comunitaria (sull’esempio della metodologia delle Fondazioni antiusura) e accompagnando le famiglie a adottare un piano fattibile di “rientro”, è possibile individuare una strategia d’uscita,ha dichiarato il prof. Maurizio Fiasco,consulente della Consulta Nazionale Antiusura.

“L’esperienza delle Fondazioni Antiusura mostra la concreta fattibilità di questo modello d’intervento sulla scala delle 25 mila famiglie soccorse dal giorno della prima Fondazione (1991), ha dichiarato Mons. Alberto D’Urso, presidente della Consulta Nazianale Antiusura”. Le Fondazioni Antiusura in Italia, da più di 20 anni, e i loro Centri di Ascolto incontrano le persone che fanno domanda di ascolto perchè versano in situazione di vulnerabilità economica e non riescono più a far quadrare i conti. Esse operano nel campo della prevenzione, della solidarietà e dell’educazione alla legalità attraverso un’opera capillare di ascolto e di accompagnamento. Mettono a disposizione le competenze dei propri volontari per consigliare e riordinare le situazioni critiche delle persone indebitate. Inoltre, per coloro che ne hanno i requisiti, le Fondazioni intervengono mettendo a disposizione idonee garanzie per la concessione di credito da parte di banche convenzionate.

Al 31 dicembre, le Fondazioni Antiusura in Italia, grazie agli aiuti ricevuti dallo Stato, dalla CEI (otto per mille), dalle Diocesi, da apposite Convenzioni e grazie alle numerose iniziative realizzate con enormi sacrifici e creatività hanno potuto incontrare e accompagnare 123.926 persone dall’inizio dell’operatività (Anno 1992), garantire n. 20.222 prestiti per € 413.232.029,00 con Fondi Ministeriali e n. 10.025 interventi per € 44.983.050,00 con Fondi Propri (comprese beneficenze, sovvenzioni o microcrediti). Per quanto concerne il tema dell’Azzardo, si è discusso del decreto dignità che vieta la pubblicità dell’azzardo sui media.

L’avv. Attilio Simeone, Coordinatore Nazionale del Cartello “Insieme Contro l’Azzardo”, a tal riguardo è stato molto netto “Il decreto dignità traccia la strada ma non ci soddisfa. Sono necessari interventi strutturali per abbattere il consumo. È ora di rivedere le convenzioni con le concessionarie. Nel 2017 gli italiani hanno speso otre 100 miliardi di euro in slot machine e gratta e vinci di cui 10 miliardi sono stati incassati dallo Stato. Anche per l’Azzardo l’avv, Simeone ha parlato di una strategia di uscita “graduale” in cui lo Stato diventa l’unico concessionario del settore dell’azzardo. Il modello da seguire è quello della Finlandia in cui il settore è governato e controllato dallo Stato.

“Alle nostre Fondazioni si rivolgono migliaia e migliaia di persone indebitate – ha concluso Mons. Alberto D’Urso- che hanno bisogno di aiuto che viene sempre assicurato grazie alla opera di tanti volontari che riempiono i vuoti che le istituzioni non riescono a coprire. C’è bisogno di interlocutori sensibili e formati attenti del mondo politico e delle istituzioni che davvero intendono perseguire il bene comune e della persona dando vita una economia di comunione e di solidarietà, alla quale ci esorta anche Papa Francesco”.

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