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Arte per i diritti umani, al via il crowdfunding

12 Settembre Set 2018 1540 12 settembre 2018
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Eiuc/Global Campus of Human Rights e la Fondazione Berengo hanno lanciato una campagna di crowdfunding per realizzare il Human Rights Pavilion, il primo padiglione internazionale dei diritti umani, che vedrà la luce durante la Biennale d’Arte di Venezia 2019

Eiuc/Global Campus of Human Rights e la Fondazione Berengo hanno lanciato una campagna di raccolta fondi per la realizzazione del Human Rights Pavilion (Il Padiglione dei Diritti Umani), uno spazio in cui gli artisti promuoveranno i valori dei diritti umani attraverso l’arte, una mostra d’arte internazionale e collettiva che si terrà durante la Biennale d’Arte di Venezia 2019. Il pubblico potrà relazionarsi con le opere d’arte di artisti attivisti selezionati da un curatore di fama internazionale.
Per riuscire a creare questo spazio sovranazionale, dove tutti si possono identificare, il progetto richiede il sostegno pubblico. Le donazioni raccolte grazie alla campagna di raccolta fondi aiuteranno a coprire i costi del Padiglione che non sono già stati coperti dalle due istituzioni, come l’installazione di opere d’arte, sicurezza, assicurazioni….

Si può donare, ancora per un mese, sul sito di crowdfunding Indiegogo al link: https://www.indiegogo.com/projects/human-rights-pavilion-venice-art-with-a-cause#/.
Gli hashtag ufficiali della campagna sono: #TogetherForArt # Art4HumanRights #HumanRightsPavilion #HumanRightsDefenders
Partecipando alla campagna di crowdfunding, è possibile non soltanto aiutare gli artisti e contribuire al dialogo sull'attuale crisi dei diritti umani, ma anche ricevere visibilità e pacchetti di eventi diversi, così come diventare partner o sponsor del progetto.

Le due istituzioni promotrici del progetto uniscono un impegno attivo nel campo dei diritti umani con un’esperienza appassionata e innovativa nel mondo dell’arte: Eiuc/Global Campus of Human Rights, che ha sede a Venezia, è un’associazione di 100 università in tutto il mondo e il network accademico più importante a livello internazionale nel campo dei diritti umani; la Fondazione Berengo è un' istituzione culturale veneziana il cui visionario fondatore, Adriano Berengo ha dato nuova vita all’antica arte del vetro a Venezia, invitando artisti di tutto il mondo a creare opere d’arte a Murano, sperimentando con il vetro: tra di essi, il celebre artista cinese Ai Weiwei, nel 2017.

Ai Weiwei e Adriano Berengo

Le istituzioni organizzative sono convinte che l’attenzione e lo spazio per i diritti umani debbano essere costantemente ampliati. Nel 2017 hanno concluso una partnership per l’organizzazione di attività educative e mostre che uniscono arte e diritti umani, tra cui Glasstress 2017 (mostra di arte contemporanea in cui importanti artisti internazionali esprimono il loro talento attraverso l'uso del vetro) e l’attuale esposizione della “Gilded Cage” del celebre artista cinese Ai Weiwei (nell’immagine di apertura), l'enorme gabbia dorata che attraverso il linguaggio dell’arte sensibilizza sulla crisi dei rifugiati, ed è ospitata nel giardino di Palazzo Franchetti a Venezia, sede della Fondazione Berengo. Anche l’artista belga Koen Vanmechelen è stato coinvolto e ha generosamente donato la sua opera “Collective memory”, dedicata al tema dei diritti umani.

Koen Vanmechelen, artista belga, e Manfred Nowak, segretario generale di Eiuc


Il linguaggio dell'arte è il mezzo più potente e gioioso per promuovere i valori universali dei diritti umani. Molti dei padiglioni nazionali e tematici esistenti, istituiti come parte della Biennale, mostrano almeno in parte le opere di artisti che sono essi stessi attivisti per i diritti umani o che mirano a confrontarsi con le attuali questioni sociali attraverso la loro arte, ma ciò che manca è uno sforzo coordinato per sfruttare appieno il potenziale dell'arte nei confronti di questa tematica.

Il linguaggio dell'arte è il mezzo più potente e gioioso per promuovere i valori universali dei diritti umani

Per fare ciò, e per amplificare la risonanza dei messaggi sui diritti umani che l'arte può veicolare, il Human Rights Pavilion potrà essere una piattaforma unica e sovranazionale, che offrirà più spazio per: esibire opere d'arte che provocano un dibattito sulle attuali sfide ai diritti umani; promuovere l’impegno attivo in tema di diritti umani su diversi media, passando attraverso la lente delle arti, con l'obiettivo di favorire le sinergie tra i due; sostenere una nuova cultura dei diritti umani che sia incentrata su dialogo, tolleranza e innovazione; connettere artisti, membri della società civile, Ong, organizzazioni internazionali, politici e accademici attraverso il coinvolgimento della vasta rete accademica di Eiuc/Global Campus of Human Rights, oltre alla creazione di contenuti come seminari, workshop, conferenze...

L'obiettivo è creare una narrazione intorno alle opere d'arte in primo piano, sostenendo la mostra con competenze accademiche e attività educative. Si tratterà di uno spazio che riunisce il know-how, l'esperienza e la rete di entrambe le istituzioni organizzative - Eiuc e Fondazione Berengo - collegando le arti con l'educazione e la ricerca.

Tutte le foto dell'articolo sono di Eiuc.
Foto di apertura: l'opera "Gilded Cage" di Ai Weiwei nel giardino di Palazzo Franchetti, Venezia, sede della Fondazione Berengo.

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