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A fine settembre operatori sociali diventeranno pubblici ufficiali. Bene così?

13 Settembre Set 2018 1053 13 settembre 2018
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A fine settembre diventa esecutivo il provvedimento che vuole cambiare in modo irreversibile il ruolo dell’operatore sociale all’interno del progetto di accoglienza, entra in vigore il provvedimento previsto nel Decreto Immigrazione 17/2/2017 n. 13. La denuncia del Gruppo Umana Solidarietà (Gus)

A fine settembre diventa esecutivo il provvedimento che vuole cambiare in modo irreversibile il ruolo dell’operatore sociale all’interno del progetto di accoglienza. Entra in vigore cioè il provvedimento del cosiddetto Decreto Immigrazione(Decreto Legge 17 febbraio 2017, n° 13) che riguarda le “Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale”, che chiede al responsabile del centro o della struttura di diventare pubblico ufficiale, ad ogni effetto di legge, nel momento della notifica della risposta alla richiesta di protezione internazionale.

Questo punto cambia completamente il ruolo e la funzione degli operatori sociali.

Ma cambia soprattutto il tipo di relazione con le persone accolte, che fino ad un attimo prima si basava su un rapporto di fiducia e terzietà rispetto a quello che queste persone hanno nei confronti delle Questure, delle Prefetture e, in ultima istanza, dello Stato.

Al momento questo passaggio è circoscritto alla consegna delle notifiche; si tratta, però, di un confine che viene ora superato dando libero accesso a un uso strumentale dell’operato dei responsabili dei centri di accoglienza, che oggi vedono compromettersi il rapporto fiduciario costruito per anni con il migrante.

Il GUS Gruppo Umana Solidarietà si occupa di accoglienza dei migranti da oltre venti anni nel rispetto delle leggi. In questi venti anni ha contribuito a migliorare anche i provvedimenti sul tema, e continuerà a farlo anche oggi.

Per questo oltre ad esprimere una ferma contrarietà per questo provvedimento, chiede ai parlamentari che stanno discutendo il cosiddetto Decreto Milleproroghedi prorogarne l’applicazione rivedendone contestualmente le modalità, che riteniamo più corretto continui ad essere effettuata da un pubblico ufficiale.

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