Hosseini 1
Libri

La preghiera di Hosseini per Alan

13 Settembre Set 2018 1434 13 settembre 2018
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Pubblicato contemporaneamente in diversi Paesi del mondo, in Italia arriva grazie a Sem, società editrice milanese. Ispirato dalla storia di Alan Kurdi, il libro dello scrittore Khaled Hosseini è dedicato «alle migliaia di rifugiati che sono deceduti in mare mentre fuggivano dalla guerra e dalle persecuzioni»

Ve lo ricordate Alan Kurdi? Non lo dovete dimenticare. Non lo possiamo dimenticare. Il bimbo siriano di tre anni morto annegato nel Mar Mediterraneo nel settembre del 2015 mentre con la famiglia inseguiva la speranza di una vita nuova. La foto del suo corpo morto, scattata dalla giornalista Nilüfer Demir, ritrovato su una spiaggia turca, ha fatto il giro del mondo.

Preghiera del Mare” dello scrittore Khaled Hosseini, è ispirato alla sua storia. Il libro è uscito in contemporaneamente in USA, nel Regno Unito e molti altri Paesi del mondo. In Italia arriva grazie a Sem, Società Editrice Milanese, che devolverà parte del ricavato delle vendite all’UNHCR, alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati, di cui lo scrittore è portavoce.

Il libro è la lettera di un padre per un figlio: “Mio caro Marwan, durante le lunghe estati della mia infanzia, quando avevo la tua età, gli zii e io stendevamo i materassi sul tetto della fattoria del nonno, nella campagna intorno a Homs”.

Una lettera che scrive di notte, su una spiaggia buia, con persone che parlano “lingue che non conosciamo”. Un viaggio dai ricordi di un passato fatto di semplici sicurezze - la fattoria dei nonni, i campi costellati di papaveri, le passeggiate nelle strade di Homs – a un futuro incerto, alla ricerca di una nuova casa, dove «Mi hanno detto che non siamo i benvenuti, che nessuno ci ha invitati che dovremmo portare altrove le nostre disgrazie».

«Noi siamo nati come casa editrice a vocazione narrativa», dice Teresa Martini, responsabile comunicazione di SEM. «Volevamo e vogliamo continuare a raccontare storie. Ma stare attaccati al mondo dei diritti umani per noi è fondamentale. Le “cose del mondo” sono le nostre cose. Sapevamo che un libro sull’immigrazione non sarebbe piaciuto a tanti. Ma noi l’abbiamo fatto lo stesso. Lo diciamo apertamente: Siamo schierati».

Schierati dalla parte della vita, dalla parte dei diritti. È questo il ruolo a cui dovrebbe ambire la cultura.

«Oggi la storia chiede a tutti noi – adulti e bambini – di essere migliori di quello che siamo, di essere più grandi dell’epoca buia che stiamo vivendo. Di essere più forti di quanto sarebbe umano pretendere da un uomo e più umani di quanto non sia stato necessario fino a questo momento», scrive Roberto Saviano a cui è affidata la prefazione del libro.

«Sapevamo anche», continua Teresa Martini, «che la scelta di far scrivere la prefazione del libro a Saviano non sarebbe piaciuta ai più. Ma per quanto il suo nome possa provocare sentimenti forti e contrastanti, come casa editrice crediamo che lui sia una persona che si è spesa moltissimo sul tema immigrazione, e condividiamo a pieno le cose scritte nelle prefazione».

Questo libro: «è il posto giusto per iniziare. E se poi riuscirai a riconoscere, in una piazza affollata di persone, che hanno la pelle di un colore diverso dal tuo, una umanità pulsante e non nemici da cui guardarti, non ti succederà niente di male. Mai», scrive Saviano.

Ecco per tornare alla domanda iniziale, ve lo lo ricordate Alan Kurdi? Non lo dovete dimenticare. Non lo possiamo dimenticare. E come lui neanche le 4176 persone morte l'anno successivo e quello dopo ancora nel corso di viaggi simili a quello in cui lui ha perso la vita.

«Questo libro è dedicato alle migliaia di rifugiati che sono deceduti in mare mentre fuggivano dalla guerra e dalle persecuzioni», scrive Hosseini.

Khaled Hosseini è nato nel 1965 a Kabul e a tredici anni si è trasferito con la famiglia negli Stati Uniti. È uno degli scrittori più letti e amati, autore di tre bestseller: Il cacciatore di aquiloni, Mille splendidi soli eL’eco rispose. Hosseini è inviato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e ha dato vita alla Khaled Hosseini Foundation, un ente non profit che fornisce assistenza umanitaria alla popolazione afghana. Vive con la moglie e i due figli a San José, in California.

Illustrazioni di Dan Williams