Alternanza Loccioni
Scuola

Biondi: «L'alternanza? Togliendo l'obbligo diventerà migliore»

17 Settembre Set 2018 1327 17 settembre 2018
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Il parere di Giovanni Biondi, presidente di Indire: «Spesso l’obbligatorietà ha costretto le scuole ad avviare progetti di alternanza anche là dove non c’erano le condizioni per farla. Se in un territorio non ci sono le condizioni oppure se ci sono per fare 50 buoni percorsi ma non per 200, perché farla per forza?»

Dare un nome nuovo all’alternanza scuola lavoro e toglierne l’obbligatorietà. Sono le due proposte sorprendenti che arrivano da Giovanni Biondi, presidente di Indire (l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), che è stato - ed è - fra i più convinti sostenitori di questa metodologia didattica introdotta dalla legge 107 del 2015 e che nell'anno passato ha coinvolto 1 milione e mezzo di studenti.

Il contratto di Governo definì l’alternanza «un sistema inefficace» e «dannoso» e in questi mesi si è parlato molto di superare, rivedere, qualificare l’alternanza. Ancora recentissimamente il ministro Bussetti ha ipotizzato, concretamente, di ridurne le ore e di toglierla dall’esame di maturità.

«Credo che il ministro interverrà sull’Alternanza sulla base delle difficoltà vissute delle scuole. Credo che alternanza non sia il nome giusto, sarebbe meglio interazione. Alternanza richiama il sistema duale tedesco, la nostra alternanza non è questo. Cambiare nome cambierebbe anche la percezione di cos’è questa metodologia didattica. Quel che deve rimanere è l’ambizione di far parlare la scuola con il mondo del lavoro», afferma Biondi.

Più alleanza che alternanza quindi. Inoltre, non obbligatoria: «Spesso l’obbligatorietà ha costretto le scuole ad avviare progetti di alternanza anche là dove non c’erano le condizioni per un’alternanza utile. Io sono dell’idea che le scuole debbano sviluppare al meglio la loro autonomia e valutare onestamente dove ci sono le condizioni progettare un’alternanza utile ad arricchire la proposta educativa. Se non ci sono le condizioni - in quel momento, in quel territorio, oppure se ci sono per fare 50 buoni percorsi ma non per farne 200 - perché farla fare per forza? Siamo tutti convinti che una buona alternanza sia arricchente e positiva e la scuola sarà la prima a non privare i suoi studenti di un’occasione di crescita. Certo che si sono esperienze straordinarie, ma togliendo l’obbligo quelle non le perderemmo».

Foto alternanza in Loccioni

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