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Scuola

È iniziato l’anno scolastico, è il momento di mettere in gioco la libertà di ognuno

17 Settembre Set 2018 1159 17 settembre 2018
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Per il preside dell’Ist. Comprensivo “Via Pareto” e reggente dell’Ist. Comprensivo “Console Marcello” e presidente della Rete Musicale "Insieme per la Musica" di Milano, nonostante i tanti problemi, «per vivere l’avventura educativa c’è bisogno di un fuoco che riaccenda continuamente l’umano. C’è bisogno di persone in carne ed ossa che rendano evidente la scuola come luogo vivo dove vale la pena stare e fare la fatica dell’imparare facendo»

Angelo Lucio Rossi

Ricomincia la scuola con i soliti problemi che alimentano il caos. Manca un preside su quattro. Il disastro dei diplomati magistrali tutt’altro che risolto: un sistema che si basa su un precariato storico di lunga durata. Cattedre vuote, quelle per cui non si trova un docente di ruolo, né un supplente. Caselle vuote per alcune materie in cui le graduatorie sono ormai esaurite come quella di matematica. Procedure informatiche obsolete per l’immissione in ruolo che ritardano le operazioni con cancellazione arbitraria di insegnanti evidenziano il costante peggioramento della macchina amministrativa scolastica centrale e periferica. Manca un direttore amministrativo ogni tre scuole (come in quella mia attuale e in quella di reggenza): 2400 posti vacanti su ottomila istituti in attesa che si bandisca un concorso. Mancano anche amministrativi e bidelli. Le segreterie sono al collasso. Senza tralasciare la discontinuità nel sostegno e la giostra di docenti senza specializzazione sulla pelle dei bambini e dei ragazzi. Ci vantiamo di una integrazione che non si materializza nelle classi. Questo clima può condizionare chiunque abbia a cuore il destino della scuola.

Eppure non è possibile censurare le nostre domande e quelle dei ragazzi. Non è possibile censurare la grande emergenza educativa e per questo ho scritto una lettera aperta a tutta la comunità riprendendo la provocazione di Cesare Pavese: «L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. Ricominciamo l’avventura educativa. Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà nella ricchezza dei suoi aspetti. Siate con la mente sempre aperta ad imparare. La scuola è una comunità che favorisce la cultura dell’incontro e non dello scontro. Vi auguro di scommettere sull’educazione al vero, al bene e al bello. Buon anno scolastico».

Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà nella ricchezza dei suoi aspetti

Si vuole riproporre il cuore dell’insegnamento, dell’apprendimento, dell’accoglienza delle diversità e di un rinnovato patto educativo. Si riapre la questione centrale: «educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto» (Carlo Maria Martini). È di nuovo in gioco la libertà di ognuno e di tutti: «quando uno liberamente regala la sua libertà è più libero di uno che è costretto a tenersela» (don Lorenzo Milani).

Per vivere l’avventura educativa c’è bisogno di un fuoco che riaccenda continuamente l’umano. C’è bisogno di persone in carne ed ossa che rendano evidente la scuola come luogo vivo dove vale la pena stare e fare la fatica dell’imparare facendo.

In questi anni abbiamo vissuto un percorso di ricostruzione materiale e umana delle nostre scuole. Appena sono arrivato cinque anni fa ho avuto chiara la percezione che quasi ovunque dominasse la scritta invisibile “Me ne frego!” mentre io avevo a cuore “I care”. Questo ha significato mettere in moto gli alunni, gli insegnanti, il personale scolastico, i genitori, i nonni, i volontari, le associazioni, le fondazioni, le università e le imprese nel lavorare insieme per la bellezza.

Abbiamo vissuto tantissime giornate insieme ai genitori per migliorare le aule, le biblioteche, i cortili, i giardini e le palestre. È stato un lavoro che ha coinvolto tutti fino ad interpellare il Comune di Milano che ha preso sul serio l’abbattimento e la ricostruzione del plesso di Via Magreglio.

Il progetto “Icarodi aiuto allo studio pomeridiano con i volontari è cresciuto grazie anche alla collaborazione di educatori di Save the Children, la partecipazione di studenti delle superiori e universitari, di pensionati e docenti stessi coinvolgendo centinaia di alunni della Primaria e della Secondaria inferiore. Un luogo non solo di aiuto allo studio, ma anche un punto di incontro fra culture ed esperienze diverse dove cuore, mente e mani collaborano alla costruzione della persona e della comunità: così ha preso vita il Centro Educativo con sede in Via Sapri, 50 e prossimamente anche in Via Gallarate, 15 dove lavorano stabilmente 5 educatori e una ventina di volontari.

Un progetto di educazione alla sostenibilità con il Politecnico di Milano ha avuto il merito di rimettere in moto l’amore per i libri e le biblioteche rifacendone ex novo diverse all’interno delle scuole con materiale riciclato destinato al macero. L’incontro con un giornalista che ha donato 5.000 libri ha messo in moto una biblioteca aperta al quartiere e alla presentazione di libri.

L’incontro con KIA Motors ha permesso di finanziare spazi destinati ad aule all’aperto e alle fioriere verticali per favorire l’apprendimento significativo in giardino e la progettazione di compiti di realtà per sviluppare competenze disciplinari e trasversali.

Scuola all’aperto ha significato la progettazione di un orto in ciascun plesso in collaborazione con NaturaSì: agronomi, apicoltori e contadini si sono alternati insieme a nonni volontari per accogliere i bambini e i ragazzi alla scoperta di quanto accade fuori dall’aula.

Stiamo vivendo la riappropriazione degli spazi scolastici per costruire vere e proprie esperienze di scuole delle comunità nel nome della sussidiarietà orizzontale e all’interno della autonomia scolastica che non è bene scardinare, ma potenziare perché sia sostanziale

Il curricolo della mattina s’intreccia con il pomeriggio e la sera fino a tarda ora con le palestre per le attività sportive, la Scuola di Musica pomeridiana (GRUMP) gestita dall’Associazione Genitori che permette l’incontro con diversi strumenti musicali, le prove dell’orchestra 8Note, nata all’interno della scuola, divenuta prima di quartiere e poi cittadina, la Palestra di Musica Popolare (PMP) presente tutti i venerdì pomeriggio dalle 16.30 fino alle 20 in Via Sapri, 50 nata in collaborazione con la Banda degli Ottoni a Scoppio. I ragazzi e gli adulti che volessero parteciparvi possono imparare gratuitamente ricevendo in prestito dalla scuola uno strumento a fiato.

Abbiamo vissuto e stiamo vivendo la riappropriazione degli spazi scolastici per costruire vere e proprie esperienze di scuole delle comunità nel nome della sussidiarietà orizzontale e all’interno della autonomia scolastica che non è bene scardinare, ma potenziare perché sia sostanziale.

Scuole Aperte riscopre la dimensione comunitaria, recupera un ruolo perso altrove, fa incontrare persone, mescola le culture, stabilisce legami di fiducia allo scopo di ricreare un tessuto sociale che è andato via via sfaldandosi negli ultimi decenni.

L’esperienza del Patto Educativo Territoriale (PET) è una presa d’atto del lavoro e dei legami stabilitisi nel tempo. Il PET ideato e sperimentato nelle nostre scuole è stato adottato dal Municipio 8 e dal Comune di Milano: con esso si mette in gioco l’autonomia scolastica riscoprendo l’autonomia sussidiaria (art. 7 del DPR 275 del 1999), promuovendo accordi di rete e convenzioni che intendono dare il loro apporto alla realizzazione di specifici progetti, si stabilisce “chi fa cosa e quando” nel territorio. Il PET si propone di predisporre le condizioni più consone alla progettazione e alla realizzazione di un’offerta formativa, culturale, musicale e sportiva rispondente e funzionale alle esigenze formative dello sviluppo delle persone; adotta forme di intervento comune in un’ottica di alleanza educativa attraverso la messa in comune di progettualità, esperienze, competenze, risorse umane e finanziarie. Significativa è l’adesione al PET del Municipio 8, dell’Associazione Genitori, delle scuole, del Centro Pavesi e della Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV), Save The Children, Politecnico di Milano, Società Italiana di Educazione Musicale (SIEM), Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, Fondazione Perini, Laureus e Corte delle Madri, Polisportiva Garegnano, NaturaSì, KIA Motors, Banco Alimentare e tante altre realtà culturali e sportive del territorio.

A noi spetta il compito di vivere un’educazione che sia vera, cioè corrispondente all’umano per riparare il mondo con i fatti. È necessario ancora perdere la testa per i ragazzi

Il PET è generatore di reti e contaminazioni: la rete musicale “Insieme per la Musica” coinvolge diverse realtà cittadine, la rete sull’autismo in collaborazione con la Cooperativa Fabula e l’ospedale San Paolo di Milano, la collaborazione fra NaturaSì e il Banco Alimentare della Lombardia per la distribuzione di eccedenze alimentari e pasti freschi.

A noi spetta il compito di vivere un’educazione che sia vera, cioè corrispondente all’umano per riparare il mondo con i fatti. È necessario ancora perdere la testa per i ragazzi. L’educazione è un cammino comune nella bellezza e nella grandezza della vita. C’è sempre un fuoco acceso!

@pensierosecondo


*Angelo Lucio Rossi è professore, preside Ist. Comprensivo “Via Pareto” (Milano), reggente c/o Ist. Comprensivo “Console Marcello” (Milano) e presidente della Rete Musicale "Insieme per la Musica" (scuole superiori, scuola civica ed altri enti)

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